08/08/2019
"Chiudo gli occhi, il vuoto, poi il nulla. Stringo le lenzuola tra i pugni come aspettandomi che cambi qualcosa, o che il dolore mi uccida, ma non succede niente. Mi sembra di riviverlo ancora, come se il tempo si fosse fermato a quell' attimo, ma quando riapro gli occhi davanti a me vedo sempre il solito muro bianco. Quando finirà? Mi chiedo. Quando?
Penso che una fine non ci sia, penso che quando vivi la morte quella ti resta dentro per sempre. Penso che possano trascorrere tutti i giorni del mondo, e comunque sia tu resti lì, accanto a quel ricordo, perché senza di esso senti che non potresti più vivere e ci resti aggrappato per non lasciarlo sfuggire, come se fosse un' ancora di salvezza, e invece senza saperlo è proprio a causa di quello che smetti di essere vivo. Ma anche se lo sapessi la cosa non mi sfiorerebbe minimamente. Non m'importa. Ogni giorno è uguale all'altro, niente posso aspettarmi che accada, tutto fila sempre allo stesso modo, come se il mio orologio interiore avesse smesso di ba***re, come se la morte, dopo che è arrivata, avesse deciso di non andarsene più via. I miei genitori pensano che tutto sommato stia bene, riesco a fingere con loro...ho fatto credere di non aver più incubi la notte e di non sentire più quella strana sensazione di vuoto, di non poter far parte del mondo. Lo so ho mentito ma almeno mi lasceranno in pace per un pò. Una cosa che i fa perdere la testa all' inverosimile è la smania di molte persone di volermi aiutare, come se dipendesse da loro l' evolversi degli eventi e come se cercando di allungare la loro mano,possano in qualche modo arrestare la valanga. Ma il punto che non capiscono è proprio lì: nel fatto che non possono, e non potranno mai farci niente. Vuoi aiutarmi? Mi dispiace deluderti, ma non puoi. Per me i giorni vanno avanti così, senza un senso e senza uno scopo, tutti uguali. Mi accorgo che sono vivo perché respiro. Non riesco a comportarmi diversamente; a volte è tutto così confuso che nemmeno so di esserci, nemmeno so di vivere."