08/08/2026
Sumatra, la prima grande isola che esploro in questo viaggio.
E forse quella che, finora, mi ha lasciato di piÃđ. Forse anche troppo.
Ci ho lasciato tanto, forse troppo. Le salite piÃđ pendenti di tutto il viaggio, tanto da dover affrontare alcune discese a spezzoni, fermandomi per lasciare raffreddare i freni. Ma soprattutto ci ho lasciato pezzi di me, qua e là per lâisola. Alcuni piÃđ grandi, altri piÃđ piccoli.
Sumatra ÃĻ vulcani, laghi, foreste e una natura che, per fortuna, riesce ancora a dominare immense aree. Ma ÃĻ una natura sempre piÃđ minacciata dalle innumerevoli piantagioni di palma. âIt's businessâ, mi dicono i locali. E forse lo ÃĻ davvero. Ma mi chiedo: finirà mai questa storia? Quante foreste dovranno ancora sparire prima che il business smetta di essere una giustificazione?
E poi c'ÃĻ la povertà . Forse troppa, soprattutto per chi non se la merita.
Conoscendo alcune persone e riuscendo a creare dei legami, ho capito un po' meglio quanto possa essere dura la vita per molti. Paghe da ridere, soldi che non bastano e persone che arrivano persino a rinunciare a mangiare per poter aiutare qualcun altro. Alcuni sognano semplicemente un futuro altrove. Molti vorrebbero andarsene, ma anche partire, alla fine, ÃĻ un lusso che non tutti possono permettersi.
E in mezzo a tutto questo c'ÃĻ la curiosità delle persone. Quella curiosità che ho incontrato in tanti paesi dell'Asia ogni volta che vedevano un occidentale, un bule. Mi guardano, sorridono, fanno domande, vogliono sapere da dove vengo e dove sto andando. Ci ho fatto l'abitudine? Forse no, e probabilmente non ci riuscirÃē mai. ð
E poi c'ÃĻ quella cosa che continua a sorprendermi piÃđ di tutte: l'accoglienza. Quella che, sinceramente, non sento di meritare. L'ho ricevuta praticamente ovunque in Asia, e ancora oggi non riesco a capire come sia possibile che qualcuno possa dare cosÃŽ tanto a una persona che conosce appena.
Continua nel primo commento..âŽïļâŽïļâŽïļ