USB Piemonte

USB Piemonte USB è il sindacato del conflitto, finalizzato all'acquisizione di nuovi diritti e nuove tutele per i Lavoratori.

USB ha una struttura confederale che comprende il Lavoro Pubblico, il Lavoro Privato, AS.I.A., USB Pensionati e S.L.A.N.G.

03/09/2026

Ora in presidio difronte al Palazzo del Consiglio Regionale contro l'autonomia differenziata!

🔴DI NUOVO NEL SILENZIO GENERALE L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA? NO!🗓️ GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE - H.14.00 - PALAZZO LASCARIS
01/09/2026

🔴DI NUOVO NEL SILENZIO GENERALE L'AUTONOMIA DIFFERENZIATA? NO!

🗓️ GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE - H.14.00 - PALAZZO LASCARIS

CIAO ALEXUSB Piemonte si stringe con profondo dolore alla famiglia, ai cari e a tutti i compagni e le compagne della CUB...
30/08/2026

CIAO ALEX

USB Piemonte si stringe con profondo dolore alla famiglia, ai cari e a tutti i compagni e le compagne della CUB Sanità per l'improvvisa scomparsa di Alex Ammendolia.

Con Alex perdiamo un compagno generoso e appassionato, sempre in prima linea a difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci hanno sempre unito i valori della solidarietà, della giustizia sociale e della dignità del lavoro.

Il modo migliore per ricordarlo sarà continuare ogni giorno le lotte a cui ha dedicato la sua vita.

USB Piemonte

30/08/2026

🔴TERZO ANNIVERSARIO DALLA STRAGE DI BRANDIZZO

Questa mattina eravamo nuovamente a Brandizzo per ricordare, denunciare e costruire la forza dei lavoratori contro chi mette il profitto davanti alla vita.

Cinque lavoratori uccisi, una strage che non deve essere archiviata e una crisi della sicurezza ferroviaria che continua ancora oggi.

🚩Istituire il reato di omicidio sul lavoro subito!

🔴RSU VA LENTINO: UN RISULTATO IMPORTANTE PER USB📢Con l'elezione di 3 RSU al Va Lentino (Imbarchino), USB raggiunge un ri...
05/08/2026

🔴RSU VA LENTINO: UN RISULTATO IMPORTANTE PER USB

📢Con l'elezione di 3 RSU al Va Lentino (Imbarchino), USB raggiunge un risultato di grande valore: sono infatti le prime RSU conquistate nel settore della ristorazione.

È una vittoria che dimostra come anche nei comparti più precari, dove per troppo tempo si è pensato che organizzarsi fosse impossibile, il sindacato e i diritti possano crescere, radicarsi e conquistare rappresentanza. Questo risultato è il frutto dell'impegno quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori e del lavoro prezioso delle nostre delegate e dei nostri delegati.

Questo traguardo assume un significato ancora più importante in una città come Torino, che nel dopo-FIAT è stata spesso raccontata attraverso il paradigma della riconversione turistica e dei servizi. Un modello che troppo spesso ha significato lavoro povero, precarietà e compressione dei diritti. L'elezione delle RSU dimostra invece che anche in questi settori è possibile organizzarsi, costruire rappresentanza e cambiare i rapporti di forza.

Da oggi si apre una fase nuova, tutta da costruire e da conquistare insieme.

Congratulazioni alle nuove RSU e a chi ha reso possibile questo importante traguardo!

🚩Alla lotta!

LOGISTICA IN PIEMONTE: IL CASTELLO INIZIA A CROLLAREDa tempo denunciamo le condizioni di lavoro e le criticità che attra...
29/07/2026

LOGISTICA IN PIEMONTE: IL CASTELLO INIZIA A CROLLARE

Da tempo denunciamo le condizioni di lavoro e le criticità che attraversano il settore della logistica, chiedendo controlli, trasparenza e il rispetto delle norme, a partire dalla tutela della salute e della sicurezza di chi ogni giorno lavora nei magazzini e nella filiera.

Il 29 giugno USB ha depositato un esposto di 11 pagine, corredato da documentazione e materiale fotografico e video, agli organi ispettivi competenti, per denunciare le gravi criticità riscontrate sul fronte della sicurezza nella logistica piemontese.

È anche grazie alle nostre iniziative e alle nostre denunce che ieri l'Ispettorato del Lavoro ha avviato verifiche nel settore della logistica in Piemonte, con particolare attenzione proprio al tema della sicurezza sul lavoro, un argomento quanto mai delicato e centrale in questo momento.

È un primo risultato importante: le nostre segnalazioni e le nostre iniziative producono effetti concreti e costringono a fare luce sulle condizioni in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori sono costretti a operare.

Non entriamo oggi nel merito delle verifiche in corso, ma una cosa è certa: quando si alza il velo sulle condizioni di lavoro, le responsabilità iniziano a emergere.

E il castello, pezzo dopo pezzo, inizia a crollare.

🔴MORIRE DI CALDO O MORIRE DI FAMEMARTEDI 7 LUGLIO GIORNATA DI AGITAZIONE RIDER📍Torino - 10.30 - Prefettura (p.zza Castel...
05/07/2026

🔴MORIRE DI CALDO O MORIRE DI FAME

MARTEDI 7 LUGLIO GIORNATA DI AGITAZIONE RIDER

📍Torino - 10.30 - Prefettura (p.zza Castello)

Dietro l’alternativa “morire di caldo o morire di fame” c’è la condizione reale dei rider: un lavoro ancora classificato come autonomo, ma organizzato nei fatti come subordinato, dentro un modello basato su cottimo e assenza di tutele.

In questo quadro, gli aumenti di 0,50centesimi della tariffa base inseriti da Glovo dal 1° giugno non hanno modificato in alcun modo la sostanza della condizione dei rider. Allo stesso modo, le misure legate allo stress termico e alle sospensioni del lavoro nei giorni di caldo estremo non producono effetti reali di tutela, perché in assenza del riconoscimento della subordinazione non esistono ammortizzatori sociali: fermarsi significa perdere reddito, lavorare significa esporsi a rischi.

È proprio il mancato riconoscimento della subordinazione a lasciare intatti tutti questi nodi, dal cottimo alla sicurezza fino alla continuità del reddito, impedendo qualsiasi intervento strutturale.

Eppure è proprio questo tema ad essere stato rimosso dal tavolo di confronto in corso tra piattaforme, associazioni padronali e alcune organizzazioni sindacali.

Per USB è necessario che il Governo assuma un ruolo diretto di garanzia e apra un tavolo nazionale vero, che abbia come obiettivo il superamento del falso lavoro autonomo e il pieno recepimento della direttiva europea con il riconoscimento del lavoro subordinato dei rider.

Real job, real contract!

🔴DA CORSO VERONA A VIA BOTTICELLI NON È CAMBIATO NULLA, SI È SOLO SPOSTATA LA FILAAnche oggi all’Ufficio Immigrazione di...
03/07/2026

🔴DA CORSO VERONA A VIA BOTTICELLI NON È CAMBIATO NULLA, SI È SOLO SPOSTATA LA FILA

Anche oggi all’Ufficio Immigrazione di via Botticelli a Torino abbiamo trovato la solita scena: una fila enorme, ore di attesa, persone costrette a stare sotto il sole e il caldo estremo per ottenere semplicemente un appuntamento.

A Torino cambia la stagione, ma non cambia la sostanza: prima il freddo, oggi il caldo, ma la logica è sempre la stessa. Un sistema che trasforma la richiesta di documenti in un percorso di umiliazione e ricatto, dove il permesso di soggiorno diventa uno strumento di controllo sulla vita delle persone.

Quello che abbiamo visto oggi è la stessa violenza istituzionale che denunciamo da anni. Se l'ufficio di corso Botticelli è stato aperto per supportare quello di corso Verona, il problema continua a rimanere e a non essere affrontato strutturalmente: si è solo spostata la fila.

Per questo il 4 luglio alle 17.30 a OST Barriera (via Pietracqua 9) ci ritroviamo per parlare e organizzarci proprio contro questo sistema: razzismo, ricatto del permesso di soggiorno e sfruttamento dei lavoratori e lavoratrici immigrate. E per dire chiaramente che la regolarizzazione per tutte e tutti non è uno slogan, ma una necessità.

Costruire l'alternativa sindacale in Leonardo: il percorso continua e cresce.
03/07/2026

Costruire l'alternativa sindacale in Leonardo: il percorso continua e cresce.

🔴BRT PARLA DI SICUREZZA, MA I LAVORATORI DENUNCIANO UN'ALTRA REALTÀDopo la morte del lavoratore di Settimo Torinese, BRT...
02/07/2026

🔴BRT PARLA DI SICUREZZA, MA I LAVORATORI DENUNCIANO UN'ALTRA REALTÀ

Dopo la morte del lavoratore di Settimo Torinese, BRT dichiara che la sicurezza è un "principio imprescindibile" e si dice disponibile al confronto. Ma i comunicati non cancellano ciò che i lavoratori vivono ogni giorno e non possono sostituire la verità dei fatti.

USB ha già depositato un esposto corredato da foto e video, predisposto prima ancora della tragedia, nel quale vengono denunciate gravi criticità in materia di salute e sicurezza.

Negli ultimi tempi assistiamo a un inaccettabile e sistematico tentativo da parte delle aziende appaltatrici che agiscono su preciso input e sotto la regia della committenza BRT di snaturare la figura professionale del personale viaggiante.

Come USB lo diciamo chiaramente e senza mezzi termini: i driver non sono lavoratori tuttofare da sfruttare a piacimento.

I driver sono formalmente inquadrati con il livello G1. Questo significa che lo svolgimento di mansioni proprie del personale di magazzino è del tutto estraneo al nostro profilo contrattuale. Non siamo magazzinieri e non tollereremo più che ci vengano imposte attività che esulano dai nostri precisi doveri professionali.

L'attività di facchinaggio richiede specifiche tutele e, soprattutto, opportuni corsi di formazione previsti dalla legge sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I driver non hanno mai ricevuto alcuna formazione per tali mansioni. Pretendere che i conducenti svolgano abusivamente il lavoro di facchino non è solo una violazione contrattuale, ma rappresenta un rischio enorme per l'incolumità fisica dei lavoratori.

Ogni giorno siamo costretti a lavorare sotto una pressione psicologica insostenibile. Gli algoritmi dettati dalle ditte appaltatrici, tarati esclusivamente sui profitti e sulle pretese della committenza BRT, impongono ritmi di consegna folli e disumani.

Lo stress correlato al lavoro non è un danno collaterale accettabile, è il risultato di carichi di lavoro sproporzionati che mettono a rischio la sicurezza stradale, la salute mentale e la vita stessa dei driver.

L'USB non resterà a guardare mentre i diritti e la dignità dei lavoratori vengono calpestati in nome della produttività esasperata.

Se davvero BRT vuole aprire un confronto, parta da queste denunce invece di limitarsi alle dichiarazioni di principio. La sicurezza non si misura con i comunicati stampa, ma con le condizioni di lavoro reali.

Esigiamo l'immediato stop all'assegnazione di mansioni non previste dal livello G1, il rispetto assoluto delle norme sulla sicurezza e il blocco del facchinaggio selvaggio, a partire da una revisione immediata dei carichi di lavoro e degli algoritmi di consegna.

Se le aziende appaltatrici e la committenza BRT pensano di continuare a ignorare i contratti e la salute dei lavoratori, troveranno davanti a sé il muro compatto della nostra organizzazione sindacale.

USB Logistica

Indirizzo

Via QUARTO DEI MILLE 32
Turin
10142

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