01/09/2026
Di solito amiamo raccontare il "si può fare", le soluzioni, la tecnologia e i servizi, che ad oggi abbondano per persone con disabilità, e che rendono la nostra società migliore. Oggi però vogliamo raccontare la storia di una nostra amica Patrizia Sacca', perché da sempre la consideriamo un esempio per chi viaggia, fa sport, lavora e vuole vivere pro-attivamente, tutti i giorni a bordo della propria "carrozza". A Patty (come noi la chiamiamo affettuosamente) ieri non è stato permesso di salire sul suo volo, che aveva prenotato, pagato, e che doveva essere il coronamento di un'estate di lavoro passata a insegnare sport e yoga ad altre persone con disabilità e non. Nel suo post che condividiamo, si possono leggere i dettagli di quanto accaduto, ma quello che a noi preme maggiormente è aprire un canale comunicativo con chi regola i viaggi in aereo, perché in effetti ci sarebbero alcune cosette... che andrebbero riviste, come:
- mancanza di bagni disabili obbligatori sugli aerei (questa è la cosa forse meno conosciuta, ma molto importante...parliamo di bisogni primari)
- procedure di imbarco difformi per ogni compagnia aerea (es. tipo di batterie imbarcabili in cabina o stivabili)
- protezione degli ausili nella stiva (es. carrozzine distrutte come nel caso di Manuel Bortuzzo e di tanti altri)
- numero dei passeggeri disabili ridotto sui voli (es. max 4 , quindi le squadre sportive non possono volare assieme...)
- posizionamento obbligato solo in alcune postazioni (strette, spesso persone alte non possono pagare un extra per poter viaggiare non scomode).
Ciò nonostante siamo speranzosi che da questo disservizio...ne possa nascere un percorso positivo, migliorando il diritto alla mobilità ed al viaggio, che rimetta al centro le persone qualunque siano le loro caratteristiche.
È accaduto allo scalo di Torino Caselle. Ryanair replica: «La passeggera non ha risposto alla mail in cui le si chiedeva di compilare un modulo sui dispositivi elettrici per la mobilità»