B&B Il Belvederino

B&B Il Belvederino In cima alle famose colline torgianesi, sulla via del vino e dell'arte.
-Via degli Olivi n°3, Torgiano. A soli 8 km da Assisi.

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08/06/2024

Siamo pronti

Per la festa della mamma ,una chiffon con ananas e amarene ,auguri a tutte le mamme del mondo❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤...
12/05/2024

Per la festa della mamma ,una chiffon con ananas e amarene ,auguri a tutte le mamme del mondo❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️

Stamattina un po' dolce e un po' salato💖💖💖💖💖💖💖
12/05/2024

Stamattina un po' dolce e un po' salato💖💖💖💖💖💖💖

22/06/2023

Visto dall'alto sei ancora più bello💓💓💓💓💓

Addio cara Giulia,solo la preghiera può aiutarci
02/06/2023

Addio cara Giulia,solo la preghiera può aiutarci

Lo sapevamo tutte, lo sapevamo già. Certo, la speranza di essersi sbagliate, perché davanti alle foto di quella ragazza - giovane, incinta, con gli occhi di chi si voleva prendere il mondo - e davanti agli appelli di una famiglia in ansia quel pensiero per un secondo diventa preghiera. Fa' che se ne sia andata per qualche giorno, che sia nascosta da qualche amica per riprendersi e basta. Ma era una preghiera, appunto, e le preghiere quando si parla di uomini che uccidono le donne diventano sempre e solo quelle che si dicono in chiesa, ai funerali. Giulia Tramontano è stata uccisa dal suo compagno, da lui aspettava un bambino, e se tecnicamente il reato è solo quello di omicidio della madre (non potendosi parlare di infanticidio per un bambino non ancora nato), Alessandro Impagnatiello l'ha uccisa simbolicamente due volte, come donna-compagna e appunto come madre.

, è l'hashtag condiviso per dire che la scomparsa di Giulia Tramontano era un omicidio, un femminicidio con il suo compagno come autore, sin da lunedì pomeriggio, da quelle prime agenzie che parlavano di ipotesi varie, allontanamento volontario, suicidio, omicidio. Lo sapevamo tutte che non era un allontanamento volontario, e che non fosse suicidio diventava un'altra certezza - certo, senza prove, certo, grazie a frasi raccolte sui social e foto guardate come tanti piccoli investigatori - anche solo leggendo quegli appelli della sorella di Giulia Tramontano, Chiara, che in questi giorni si è presa in carico il dolore della famiglia che aveva già tutti gli elementi, che sapeva della scoperta della doppia vita, di quell'incontro chiarificatore con l'altra donna, eppure non poteva dire altro se non "è scomparsa, aiutateci a trovarla".

Lo sapevamo che era stata uccisa dal compagno, e siamo nel campo delle certezze perché troppe volte questo copione si è ripetuto. I numeri, le statistiche: le aggiorniamo ogni volta, ed è difficile anche a volte orientarsi nei numeri, applicare il cartellino a un caso e toglierlo a un altro. Ma non è un grafico con segni più o meno a poter modificare quello che sappiamo. Che gli uomini uccidono le donne quando loro vogliono lasciarle; che le uccidono quando le donne vogliono lasciarli; quando non vogliono lasciarli, vogliono solo rispetto e non violenza; che le uccidono quando sentono sfuggire quell'oggetto che considerano di proprietà e quando capiscono che non è un oggetto, e tantomeno è loro. "Non accettare l'ultimo appuntamento, potrebbe essere fatale", ripetono giustamente i magistrati ora. Ma Giulia non ha accettato quell'incontro, è tornata nella sua casa, dove si sentiva al sicuro. Ma non siamo al sicuro mai.

Il commento di Oriana Liso su Repubblica

Good night
22/08/2022

Good night

18/08/2022

Lettera alla mia vecchiaia

"Allora, mia cara, quando invecchierai ...

Non insegnare mai niente a nessuno. Anche se sai per certo che avrai ragione. Ricorda quanto ti ha infastidito una volta. E tu stessa hai seguito il consiglio dei tuoi anziani?

Non cercare di aiutare se non ti viene chiesto. Non imporre a nessuno. Non cercare di proteggere i tuoi cari da tutte le disgrazie del mondo. Amali e basta.

Non lamentarti! Della tua salute, dei tuoi vicini, del governo, del tuo fondo pensione! Non trasformarti in una vecchia litigiosa sulla panchina all'ingresso.

Non aspettarti gratitudine dai bambini. Ricorda: non ci sono figli ingrati - ci sono genitori stupidi che si aspettano gratitudine dai loro figli.

Non dire frasi come: "Io alla tua età ...", "Ti ho dato gli anni migliori ...", "Sono più vecchia, quindi lo so meglio ..." Questo è insopportabile!
Se hai dei nipoti, non insistere perché ti chiamino per nome se loro ti chiamano nonna. Questo è stupido.

Non sprecare i tuoi ultimi soldi in trattamenti antietà. È inutile. Meglio spenderli per un viaggio.

Non guardarti allo specchio e non truccarti in una stanza buia. Non adulare te stessa. E cerca di sembrare il più elegante possibile. Precisamente elegante, non giovanile. Credimi, è meglio così.

Non cercare di stare al passo con il tempo a tutti i costi: per capire le nuove tecnologie, per seguire le notizie in modo ossessivo, per studiare costantemente qualcosa di nuovo, per non "restare indietro con i tempi". Questo è divertente. Fai quello che vuoi.
Quanto riesci!

Non incolpare te stessa per niente. Qualunque cosa sia accaduta alla tua vita o alla vita dei tuoi figli, hai fatto tutto il possibile.
PRESERVATE LA DIGNITÀ IN QUALSIASI SITUAZIONE! Fino alla fine! Fai del tuo meglio, mia cara, questo è molto importante. E ricorda, se sei ancora viva, qualcuno ha bisogno di te”.

Tradotto dal russo da Lia Liretta

Aspettando...
17/08/2022

Aspettando...

15/08/2022

Li chiusero tutti in una stalla, donne, bambini, anziani. Poi, dato che era piena di fieno, i tedeschi iniziarono a sparare da un lato con il lanciafiamme, mentre dall’altro, dall’ingresso, altri si paravano davanti alla porta per impedire la fuga.

Mario Marsili aveva sei anni, era lì solo con sua madre Genny e i nonni. Tra le grida e la disperazione di gente che stava morendo bruciata, Genny pensava solo ad una cosa: salvare suo figlio. Fece quindi nascondere Mario dietro ad una porta, più lontano dal fuoco: “Stai qui e non ti muovere” gli disse, e lui obbedì.

Ma a un certo punto un soldato tedesco si fece avanti. Con qualche passo in più avrebbe notato Mario, avrebbe capito che lì nascosto si sarebbe salvato dalle fiamme e gli avrebbe sparato. Allora Genny, che aveva già capito che da lì non sarebbe uscita viva, ebbe un’unica preoccupazione: proteggere suo figlio e farlo ad ogni costo. Lo fece allora, cercando di distrarre il soldato tirandogli uno zoccolo di legno. L’espediente riuscì, perché il soldato non vide Mario, ma costò la vita a Genny, che venne immediatamente falciata da un colpo di mitraglietta. Cadde accanto a Mario e morì soffocata dal sangue.

Mario rimase dietro quella porta mentre la stalla andava a fuoco. Ci rimase otto ore.

Lo tirarono fuori dei soccorritori. Ustionato, aveva persino i polmoni scoperti.

Si salvò per miracolo grazie all'amore di una madre e alle suore di un convento che curarono quel bambino ustionato e rimasto orfano, e che oggi è uno dei pochi sopravvissuti ad uno dei più grandi orrori del nostro Paese, la Strage di Sant’Anna di Stazzema, dove ammazzarono 560 persone, di cui 110 bambini, targata quel nazismo che oggi ancora si annida nel nostro Paese.

Alla forza di quest'uomo, che continua a girare in lungo e in largo per non far dimenticare quell'orrore, il nostro più alto saluto raccontando la sua storia che merita di esser raccontata ogni anno il 12 agosto.

Leonardo Cecchi - Pagina ufficiale

Brunch....
13/08/2022

Brunch....

Buona domenica a tutti
03/07/2022

Buona domenica a tutti

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06089

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