Sicilian Travel designer

Sicilian Travel designer If you want to discover one of the best Mediterranean island, you must visit Sicily. By Federica Belfiore, Sicilian travel designer expert. Why go? (J.W.Goethe)

Sicily has been shaped by waves of conquest and settlement by different peoples over 4,000 years. Since the 8th century BC, Phoenician, Greeks, Romans, Byzantines, Arabs and Normans all settled or invaded the island, lured by its fertile lands and strategic location. Over time, this series of conquests forged a cultural identity unlike any other. Discover an island with a cosmopolitan history and

identity – a place where the unique mix of peoples gave rise to an extraordinary cultural flowering. The art and objects they produced are some of the most beautiful and important in the history of the Mediterranean. An insider's guide to Sicily, featuring the island's best hotels, restaurants, bars, shops, attractions and things to do, including how to travel there and around. Please contact me on the email below or via Skype. Sicily has long been a crossroads and crucible of Mediterranean culture, and the island today is a fascinating palimpsest in which Greek temples, Norman churches and Baroque palazzos emerge from the rich fabric. But it also has natural wonders aplenty, from the smoking craters of Mount Etna to the still relatively undiscovered beaches of the southern coast. With parts of the island on the same latitude as the North African coast, Sicily has a mild climate that makes it an attractive destination for much of the year: spring and autumn are sheer delight and though high summer (July, August) temperatures really do soar, sea breezes in coastal areas take the edge off the heat. When to go:

Bear in mind that Sicily has a much longer warm-weather season than northern and central Italy. If you’re lucky, it’s possible to sunbathe and swim in the sea well into November, and spring starts early: in many areas, the ground is carpeted with wild flowers at the end of February. Where to go:

You’re spoiled for choice: the historic cities of Palermo, Catania and Siracusa, the Etna region with its volcanic landscapes, fertile wine country and picture-perfect Taormina; Ragusa, Modica and the other honey-hued Baroque towns of the south; the Greek temples of Agrigento, Selinunte and Segesta; Roman sites like Piazza Armerina, miles of sandy beaches and secret rocky coves. And don’t get me started on the food – from the couscous of Trapani to the pastries of Noto, it’s a destination in itself. "To have seen Italy without having seen Sicily is not to have seen Italy at all, for Sicily is the clue to everything."

Cannolo siciliano ❤️
20/04/2026

Cannolo siciliano ❤️

Il cannolo siciliano esiste da prima degli Arabi. Di 900 anni.

Quando qualcuno ti racconta la storia del cannolo, parte sempre dallo stesso punto: le donne dell'harem, il Castello di Caltanissetta, la dominazione araba. È una bella storia. È anche incompleta.

Perché nel 70 a.C. — quando Roma era ancora una repubblica e gli Arabi in Sicilia non ci sarebbero arrivati per altri nove secoli — Cicerone stava già mangiando qualcosa di molto simile.

Cicerone era in Sicilia, a fare il questore. E tra una testimonianza contro Verre e l'altra, si prese il tempo di descrivere per iscritto un dolce. Lo chiamò "tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus": un cilindro di farina riempito con un dolcissimo composto a base di latte. Se chiudi gli occhi e lo visualizzi, è un cannolo.

Quella è la prima descrizione scritta che conosciamo. Settanta anni prima di Cristo.

La storia dell'harem arriva molto dopo. Il nome Caltanissetta viene dall'arabo Qalʿat an-nisāʾ — "castello delle donne" — e la leggenda vuole che le concubine del castello abbiano inventato il dolce durante la dominazione araba, tra l'827 e il 1091 d.C. È una storia che ha senso, ha fascino, ha un castello con un nome evocativo. Ma arriva quasi mille anni dopo Cicerone.

Aspetta, perché c'è un altro salto temporale.

Il nome "cannolo", quello che usiamo oggi, compare per la prima volta in un dizionario solo nel 1751. Michele del Bono, nel suo Dizionario Siciliano-Italiano-Latino, lo descrive come "pasta delicatissima lavorata a foggia di cannello, pieni di bianco mangiare". Tra la descrizione di Cicerone e quella di Del Bono passano circa 1.800 anni.

Lo stesso dolce, tre civiltà, un solo nome che arriva quasi alla fine.

Il cannolo non è arabo. Non è medievale. È il dolce più antico d'Italia di cui abbiamo traccia scritta — e l'ha documentato un avvocato romano che stava cercando di incastrare un governatore corrotto.

In breve:
Cicerone descrisse nel 70 a.C. un dolce identico al cannolo — 900 anni prima della dominazione araba in Sicilia
La leggenda dell'harem di Caltanissetta (Qalʿat an-nisāʾ, 'castello delle donne') risale all'827-1091 d.C.
Il nome 'cannolo' appare per la prima volta in un dizionario solo nel 1751, quasi 1.800 anni dopo Cicerone

03/04/2026

Processione del Venerdì Santo:
La madonna Addolorata che piange per il Cristo morto

🇮🇹

02/03/2026

Io sono la Sicilia.
E vi avverto: non sono cominciata con i Greci.
Non con le colonne. Non con i templi.
Non con le date che avete imparato a scuola.
Quando Roma era fango e Atene un mucchio di capanne,
qui si seminava già. Qui si costruiva già.
Qui si moriva e si combatteva già.
Io non sono nata da una conquista. Sono nata dal grano.
Prima vennero i Sicani. Gente di terra, di silenzio, di fatica.
Costruivano con pietre che ancora oggi vi fanno abbassare la voce.
Non avevano marmo.
Avevano radici.
Poi arrivarono i Siculi.
Attraversarono lo Stretto con i cavalli e con il ferro.
Fecero guerra. Presero spazio. E poi fecero pace.
Perché qui si può combattere, ma si sa quando è tempo di restare.
E infine vennero gli Elimi. Profughi.
Bruciati dal fuoco di Tr0ia. Chiesero casa.
Io gliela diedi.
Perché sono ospitale. Ma non sono ingenua.
Tre popoli mi hanno attraversata.
Tre caratteri mi hanno forgiata.
La terra. La forza. L’orgoglio.
E voi pensate davvero
che io sia cominciata con una colonia?
Quando arrivarono i Greci
non mi inventarono. Mi trovarono.
Già complicata. Già fiera. Già intera.
Il pane qui si bacia. La parola pesa.
Il futuro non si promette con leggerezza.
Perché io ho tremila anni di memoria nelle ossa.
Io so cosa significa resistere.
E allora, quando mi chiedete
“Da dove venite?”
Non rispondete con i conquistatori.
Rispondete con le radici.
Sicani. Siculi. Elimi.
Prima dei templi.
Prima delle statue.
Prima che qualcuno scrivesse la mia storia al posto mio.
Io sono la Sicilia prima dei Greci.
E non ho bisogno di essere spiegata.
Ho bisogno di essere riconosciuta.
(Franco Genovese)

Franco Genovese è uno storico messinese.

Sotto, tempio della Concordia, Agrigento.

Ph Elia Brunetto

01/03/2026

Folklore siculo

21/03/2024

Indirizzo

Syracuse

Sito Web

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