Savoia Marchetti Historical Group

Savoia Marchetti Historical Group Il gruppo è il punto di riferimento per la ricerca, il recupero e la conservazione della documentazione e dei velivoli realizzati dalla SIAI MARCHETTI.

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26/04/2026

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C’è stato un tempo in cui volare non era una routine da carta d’imbarco spiegazzata e ritardi al gate, ma una sfida nuda, quasi insolente, contro il mondo. Gli anni Venti non hanno solo acceso i cieli: li hanno resi percorribili.
I grandi raid aerei non sono stati capricci di uomini in cerca di gloria. Sono stati passaggi di consegne. Dall’eroe solitario alla rotta tracciata. Dall’azzardo alla disciplina.
Il volo di Francesco De Pinedo non chiede di essere raccontato come leggenda, ma come svolta. In quelle ore sospese tra mare e cielo non c’è solo il coraggio, c’è metodo. Non c’è solo l’impresa, c’è progetto. È lì che l’aria smette di essere un limite e diventa spazio navigabile.
E poi c’è lui, il mezzo. Il Savoia-Marchetti S.55, il “Santa Maria”. Non una macchina qualunque, ma una promessa costruita in legno e metallo. Due scafi che fendono l’acqua, motori che resistono dove tutto cede, una struttura che non teme né il sole tropicale né il mare ostile. Non è solo un idrovolante: è un ponte galleggiante tra continenti ancora lontani.
Ma senza uomini, resta ferro e silenzio. E allora ecco l’equipaggio: non aviatori improvvisati, ma marinai del cielo. Un comandante che decide, un ufficiale che guida, un macchinista che veglia. Turni, disciplina, lucidità. Quando tutto intorno è incertezza, loro sono equilibrio.
Quel raid non è una vittoria da incorniciare. È una dimostrazione. È il momento in cui l’aviazione smette di essere un atto di sfida e comincia a diventare un sistema. Lento, faticoso, imperfetto, ma inarrestabile.
E mentre oggi attraversiamo oceani seduti, distratti da uno schermo, qualcuno allora ha insegnato al mondo che quei viaggi erano possibili.
Non per caso. Non per fortuna.
Per visione. Per tecnica. Per ostinazione.
E, sì, anche per quel coraggio ostinato che oggi fingiamo di non riconoscere più, ma che continua a tenerci in volo.

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19/04/2026

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Centocelle, 16 aprile 1909.
Il Calderara che è in divisa, si siede nel seggiolino centrale, tra il motore ed il seggiolino di Wright. Questi prima di partire si toglie dal gilet il cronometro d'oro e lo affida al fratello.
Wright dice ancora qualche parola al compagno, poi da ordine della partenza. I meccanici lasciano fare due giri all'elica per mettere in movimento il motore. Wright intanto con mossa caratteristica si abbottona la giacca, si alza il berretto in capo e prende in mano le leve. Ma il motore non funziona a perfezione. Passa ancora qualche che minuto prima che l'aereoplano parta.
Il primo volo col tenente Calderara.
Finalmente alle 10.19 l'aereoplano comincia a scivolare sul binario; poi dopo un breve slittamento si innalza prendendo, appena in aria, la direzione contraria al vento, L'aereoplano si avvia verso il fondo del prato, gira all'altezza della torre medioevale, innalzandosi per passare sopra i ruderi, sino all'altezza di venti metri: vira velocemente a sinistra e si dirige verso l'hangar, passando sopra i soldati che applaudono entusiasticamente e ad un'altezza di poco più di due metri, traversa diagonalmente il prato seguendolo in tutte le sinuosità e recandosi presso il villino Cellere, donde ritorna al prato. Ritorna quindi presso il recinto riservato presso quale si trova l'hangar e prende terra. Il volo è durato sette minuti. Rimesso l'aereoplano sul binario, il tenente Calderara cede il suo posto al tenente del genio, Savoia, altro del piloti.
Nel pomeriggio.
Ore 16,22.
Verso le 16 il prato si è cominciato ad affollare nuovamente, Lunghe file di automobili di vetture da piazza, di carri, di motociclette e di biciclette sbarrano due lati della via militare che traversa il prato. Molta folla, si è addensata anche lungo la via Casilina, che fiancheggia il prato, e sui ruderi che lo chiudono presso il forte Casilina. Presso l'hangar si trovano i soci del Club ed alcuni invitati. Tra i primi sono l'on. Sonnino ed il presidente del Club Duca di Gallese, il principe Potenziani, il cav. Rondi. Tra gli invitati vi sono gli onorevoli Reta, Rienti, Nagri De Salvi, Don Prospero Colonna, il celebre chimico tedesco Mund, che si appoggia su due bastoni per recarsi nel recinto, Contini, il meccanico, che ha molto contribuito nella costruzione del dirigibile militare, alcuni sacerdoti e prelati inglesi, molte signore, elegantissime, e in prevalenza straniere.
Alle ore 5 l'aereoplano è trasportato innanzi al pilone. Ma una molla si rompe. e Wright va ad accomodarla personalmente nell'hangar. Ciò gli fa perdere molto tempo, Quando esce dall'hangar Wright si abbottona due vestiti uno sull'altro. Si vede che volando a 60 chilometri all'ora ed a 150 metri di altezza, si sente freddo. Wright si mette alacremente al lavoro coi meccanici per mettere l'aereoplano in condizioni di prendere il volo.
L'on. Sonnino, che è un appassionato ed ardimentoso cultore dell'aeronautica, conversa cogli ufficiali del genio intorno all'aereoplano. Chi sa che anche lui non salga sull'aereoplano, come è salito sul primo dirigibile italiano! La giornata é bellissima. L'aereoplano esce dall'hangar alle 17. mentre spira il ponente. Le operazioni intorno al pilone si protraggono per un'ora intera, quasi sino alle sei. Manca al pilone un gancio che ritiene la corda di slancio: Wright deve andare personalmente a prenderlo nell'hangar. Intanto il gruppo dei favoriti della politica, della stampa, dell'aristocrazia, discutono con animazione intorno alle prove del mattino. pur non tralasciando di ammirare le signore.
La lezione in aria.
Sono le sei, Wright ritorna col bullone, e sdraiandosi supino sotto l'aereoplano lo mette a posto. Prova anche il motore. Infine parte col tenente Calderara, incominciando così le lezioni sistematiche. L'aereoplano va in direzione di Roma, contro il sole che cala sugli acquedotti. Si tiene prima un po' basso, poi si eleva come stamattina. Si comprende che Wright sta insegnando al Calderara la manovra del timone di profondità. Compie cinque giri larghi, gli ultimi dei quali perfettamente circolari. Wright insegna ora al nostro pilota la manovra del timone di direzione. L'insegnamento procede in modo molto semplice.
Dopo due giri l'aereoplano vira bruscamente e percorre la linea mediana del prato, passando innanzi al recinto riservato. Quindi va a passare presso la folla che sta in fondo. Dopo altri due giri sempre a moderata altezza, si reca a discendere dinanzi al pilone a poco più di dieci metri di distanza dalla folla che si trova nel recinto riservato. Appena gli aereonauti discendono, essi vengono fatti oggetto da congratulazioni. Il tenente Calderara ha cosi iniziato le sue lezioni di pilotaggio.
Da: La Stampa del 17 aprile 1909

06/04/2026

Il 3 aprile 1928, il cielo di Cameri salutava la nascita di una leggenda: il Savoia-Marchetti S.64. ✈️🇮🇹

Non era un aereo comune, ma una sfida alle leggi della fisica. Nato dal genio di Alessandro Marchetti e dal coraggio di Arturo Ferrarin, questo monoplano in legno dalle linee aerodinamiche perfette fu costruito con un solo obiettivo: superare ogni limite. 🌍

Da quel primo decollo, l'S.64 ha portato il tricolore sul tetto del mondo:

✅ 31 Maggio 1928: Record mondiale su circuito chiuso.
✅ Luglio 1928: La leggendaria trasvolata Italia-Brasile (7.188 km senza scalo!).

Un simbolo del progresso tecnologico italiano che ancora oggi ci ispira. Un omaggio ai pionieri che hanno trasformato l'impossibile in realtà. 🎩✨

21/03/2026

  COSA TROVERAI?Un viaggio tra storia e tecnologia alla scoperta del leggendario Savoia Marchetti S.55Xl'idrovolante che...
05/03/2026



COSA TROVERAI?
Un viaggio tra storia e tecnologia alla scoperta del leggendario Savoia Marchetti S.55X
l'idrovolante che ha segnato le grandi imprese aeree italiane degli anni 30.
Le sfide della sua ricostruzione, il valore storico e culturale di questo aeroplano.
21 MARZO 2026
Auditorium del Comune di Zanica (BG)
Via Serio n.l/M
ORE 10,00-11,30
Evento in presenza con ingresso gratuito previa prenotazione fino ad esaurimento posti. Inoltrare iscrizione via mail a:
[email protected]
RELATORE: ING. FILIPPO MEANI
INGEGNERE AERONAUTICO E STUDIOSO DI STORIA DELL'AVIAZIONE

www.savoiamarchetti.com

  LA RICOSTRUZIONE DEL SAVOIA MARCHETTI S.55X COSA TROVERAI?Un viaggio tra storia e tecnologia alla scoperta del leggend...
05/03/2026



LA RICOSTRUZIONE DEL SAVOIA MARCHETTI S.55X

COSA TROVERAI?
Un viaggio tra storia e tecnologia alla scoperta del leggendario Savoia Marchetti S.55X
l'idrovolante che ha segnato le grandi imprese aeree italiane degli anni 30.
Le sfide della sua ricostruzione, il valore storico e culturale di questo aeroplano.

21 MARZO 2026
Auditorium del Comune di Zanica (BG)
Via Serio n.l/M
ORE 10,00-11,30
Evento in presenza con ingresso gratuito previa prenotazione fino ad esaurimento posti. Inoltrare iscrizione via mail a:
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RELATORE: ING. FILIPPO MEANI
INGEGNERE AERONAUTICO E STUDIOSO DI STORIA DELL'AVIAZIONE

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  Auguri DI Buon Natale a Tutti e Felice inizio 2026 in Volo Presso VOLANDIA - Parco e Museo del Volo   www.savoimarchet...
25/12/2025

Auguri DI Buon Natale a Tutti e Felice inizio 2026 in Volo Presso VOLANDIA - Parco e Museo del Volo

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08/09/2025

Indirizzo

Via Per Tornavento 15
Somma Lombardo
21019

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