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L'autista si è contraddetto... o no?Comunque è inequivocabile che mettono al volante chiunque abbia una patente. Non han...
31/01/2026

L'autista si è contraddetto... o no?
Comunque è inequivocabile che mettono al volante chiunque abbia una patente. Non hanno scelta per la drastica necessità di autisti. Però non fanno formazione. Costa, non c'è tempo e ci sono necessità maggiori... e questi sono i risultati, tanto a pagare è l'utenza o l'autista. I vari porcodidio che sono al caldo negli uffici non pagano MAI!

31/01/2026
09/01/2026

Vicenza
Via dei Mille, 173
tel. 0444 546725
[email protected];
[email protected].

NON FACCIAMO PAGARE LA MANCANZA DI AUTISTI ALLA SICUREZZA DEL SERVIZIO!

L'incidente del primo pomeriggio dell'8 gennaio 2026 a Noventa Vicentina, ripropone con urgenza il problema della sicurezza nei Centri Studi, dove masse di ragazzi si ammassano e danno vita a veri e propri assalti agli autobus in arrivo, per accaparrarsi il posto. La questione è storica e persiste da tempo. Purtroppo, negli ultimi anni, SVT sembra aver dimenticato le strategie che FTV ed AIM adottavano per gestire il problema, come il monitoraggio del fenomeno da parte dei Controllori di zona (FTV) o del Gruppo Controllo (AIM).
Si dice che la mancanza di autisti abbia portato alla soppressione di controllori e del Gruppo Controllo, aggravando la situazione di sicurezza nei Centri Studi. Gli RLS Aziendali hanno più volte segnalato la questione, senza ricevere risposte dalla Direzione o dai responsabili del Movimento, che appaiono impreparati e inefficienti.
Non servono eventuali steward occasionali e mal preparati; servono persone esperte, capaci di prevenire e farsi rispettare. È inaccettabile che la mancanza di autisti metta a rischio la salute degli studenti e scarichi la responsabilità sui lavoratori, che si trovano soli a gestire situazioni critiche.
La CUB Trasporti Vicenza suggerisce di ripristinare i Controllori di Zona e il Controllo a bordo per garantire maggiore sicurezza nei Centri Studi, dove si verificano situazioni critiche con gli studenti. Inoltre, si richiede il rispetto degli accordi sui turni disagiati, sul numero dei subappalti e sulle condizioni di lavoro. È anche importante coinvolgere i lavoratori prima di apportare cambiamenti unilaterali, come la settimana corta, per garantire un servizio più sicuro ed efficiente.

La Segreteria Provinciale Vicenza, 9 gennaio 2026
CUB Trasporti Vicenza

Domani si può scioperare tranquillamente, visto che già il sindacato Cobas aveva indetto uno sciopero generale in data 1...
02/10/2025

Domani si può scioperare tranquillamente, visto che già il sindacato Cobas aveva indetto uno sciopero generale in data 17 settembre per sabato 3 ottobre. La commissione di garanzia ha dichiarato illegittimo quello di CGIL e USB, non quello dei Cobas che è del tutto legale!

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02/10/2025
Vicenza Via dei Mille, 173 tel. 0444 546725  cubtrasportivicenza@gmail.com; vicenza@cub.it. PRENDIAMO E PORTIAMO A CASA!...
11/06/2025

Vicenza
Via dei Mille, 173
tel. 0444 546725
[email protected];
[email protected].
PRENDIAMO E PORTIAMO A CASA!
L’ipotesi d’accordo proposto dalla Direzione SVT denota la volontà aziendale di portare ad una armonizzazione che doveva essere fatta anni fa ma per incapacità o/e volontà, è ancora lungi dal divenire realtà. Una volontà dettata dalla necessità di fermare l’emorragia di autisti.
La differenza salariale e normativa presente in SVT ancora esistente, è divenuta oramai un problema perfino per la Direzione.
Ed ecco, che SVT propone degli aumenti salariali importanti, a costo 0 per il personale inte-ressato, cioè gli appartenenti ai cosiddetti Gruppo 0 e Gruppo 80. Aumenti che li porterebbe-ro, almeno economicamente, quasi alla pari dei dipendenti assunti ante 2017.
Non è certo un’armonizzazione che porta alla parità tra tutti i lavoratori, ma è certamente un passo avanti… e se pensiamo al tempo trascorso, possiamo dire che è un bel salto in avanti.
C’è molto ancora da fare, soprattutto nella parte normativa, nella questione dei lavoratori che vengono impiegati sia nei turni urbani che extraurbani (che meriterebbero un’indennità a par-te), nella BA/AU e l’annoso problema del Gruppo Controllo, nelle rotazioni, disponibilità, e tanto altro.
Però siamo davanti ad una proposta di circa 220€ mensili in cambio di nulla…
Nelle passate annate in RSU, esisteva un detto che era diventato di moda: “PRENDI I SOLDI E SCAPPA”. Come O.S. siamo certi che questo detto debba tornare di moda.
Portiamo a casa un cospicuo aumento salariale per quei lavoratori che sono stati danneggiati in primis dai vari CCNL sottoscritti dai bonzi Confederali (ripagati con CAF e Priamo), che hanno permesso la differenzazione salariale, e dai vari accordi aziendali (zainetto), ottenuti, tutti sappiamo come (trattativa infinita e ricatto su 12 lavoratori in scadenza di contratto).
La necessità di fermare la fuga degli autisti, ha costretto la Direzione SVT a mettere mano al portafoglio.
Come O.S. siamo per appoggiare tale Ipotesi senza comunque dimenticare tutti gli altri pro-blemi.
Bloccare tale ipotesi, solo per far contenti anche il restante parte del personale, lo riteniamo assurdo. Si parla di Ticket Resturant… e certamente sarà una problematica da affrontare come molte altre, ma è essenziale per prima cosa, alzare le paghe, misere, dei lavoratori più sfortunati.
Dopo si potrà intavolare altre discussioni, sui Ticket e sull’indennità di quei lavoratori che sono costretti a Vicenza, a eseguire turni Urbani ed Extraurbani, GC ed altro ancora.
Prendiamo i soldi… primo obiettivo!
Aumentiamo le paghe ad una parte cospicua del personale senza aumentare carichi di lavoro od altro e senza toccare diritti di altri, abbassando notevolmente il divario salariale. Questa è la cosa principale…
Il resto è la solita meschina RECLAME per differenziarsi e cercare di imbellettarsi!

La Segreteria Provinciale Vicenza, 11giugno 2025
CUB Trasporti Vicenza

16/05/2025
PRIMO MAGGIO: NE’ UN SOLDO, NE’ UN SOLDATO PER LE GUERRE DEL CAPITALEOttanta anni fa la fine dell’immane carneficina del...
27/04/2025

PRIMO MAGGIO:
NE’ UN SOLDO, NE’ UN SOLDATO PER LE GUERRE DEL CAPITALE

Ottanta anni fa la fine dell’immane carneficina del secondo conflitto mondiale non ha interrotto la serie delle guerre imperialiste. Una successione ininterrotta di conflitti ha seminato morte e distruzione in tutti i continenti. Alle guerre più sanguinose che hanno funestato paesi dell’Asia come il Vietnam, l’Afghanistan e il Medio Oriente (Iraq, Iran, Palestina), si devono aggiungere le miriadi di “guerre dimenticate” dell’Africa e del Sud America. In questi ottant’anni, nel mondo dominato dal capitale, non un solo giorno ha taciuto il cannone, non un solo giorno la mortifera falce del dominio borghese ha rinunciato a mietere nuove vittime fra i proletari.

Anche il continente europeo che secondo la menzognera narrazione della propaganda borghese vivrebbe il più lungo periodo di pace della sua storia, è stato interessato da due terribili conflitti nei Balcani e oggi in Ucraina che hanno provocato centinaia di migliaia di vittime. Mai così vicini a noi cadevano moltitudini di proletari su fronti di guerra contrapposti, morivano sotto le bombe nelle città o erano costretti alla dolorosa condizione di profughi.

Gran parte di questi conflitti, come avviene nell’attuale fase imperialistica, sono state guerre per procura a scopo di rapina delle risorse minerarie ed energetiche o per il controllo delle rotte commerciali. In tali contese la posta in gioco è stata di stabilire il ruolo egemonico di uno dei grandi blocchi imperiali in lotta.
La propaganda di guerra, lo sciovinismo borghese e il bellicismo dei governanti di turno, è riuscito ad intruppare il proletariato e a convincerlo a battersi e a morire per “giuste cause” come la democrazia, la sovranità violata, l’interesse nazionale. L’ideologia borghese ha seminato a piene mani il virus della partigianeria, della “patria aggredita”.
I proletari non hanno patria

I proletari non pagheranno la crisi economica che attanaglia il sistema capitalista e che con regolare frequenza deve ricorrere alla sistematica distruzione di merci, capitali e forza lavoro per tentare di offrire un bagno di giovinezza a questa organizzazione sociale decrepita, al fine di annullare la prognosi funesta che la nostra corrente politica del marxismo rivoluzionario ha pronunciato su di essa da oltre un secolo e mezzo.
Il capitalismo non potrà mai annullare la tendenza storica della caduta del saggio medio del profitto che puntualmente torna a farsi sentire sotto forma di una crisi sistemica al culmine di ciascun ciclo di accumulazione del capitale. La borghesia trova dunque nella guerra la cura draconiana per cercare di rianimare un’organizzazione sociale già putrefatta e per permettere al capitale di ritrovare la sua capacità di valorizzarsi.

Distruzione di beni materiali, di risorse naturali, di proletari in carne ed ossa: questa è la guerra che si profila in un orizzonte non così lontano: gli Stati Uniti hanno perduto la loro assoluta egemonia economica anche se mantengono una superiorità militare sui loro rivali; la Russia, la Cina e i paesi che rientrano nella sigla dei BRICS hanno raggiunto uno sviluppo economico tale da concorrere direttamente con il blocco occidentale nel mercato globale anche se per ora non hanno dato vita a un blocco imperialistico alternativo a quello statunitense, né hanno formato solide alleanze politiche e militari.
Le frizioni economiche degli ultimi anni, le forze centrifughe all’interno dei blocchi, la guerra dei dazi ingaggiata dall’amministrazione U.S.A., i crolli delle borse, sono tutti fenomeni che si inscrivono nell’inasprimento della concorrenza mondiale. L’attuale fase vede di conseguenza una crescente rivalità anche fra tradizionali alleati come dimostra la coltre di nebbia che è caduta sull’Atlantico prefigurando una sorta guerra fredda fra Stati Uniti e paesi europei. Tutti questi fenomeni sono destinati a preparare lo scontro fra i grandi Moloch statali i quali giocheranno la partita per la propria egemonia in tutti gli scenari di guerra nel mondo.

• Né un soldo, né un soldato devono essere sacrificati per l’interesse borghese.
• “Disfattismo rivoluzionario” è la nostra parola d’ordine.
• Il nemico da ba***re è la borghesia di casa nostra.

In questa cupa fase di preparazione bellica in cui si annunciano nuovi immani massacri di lavoratori, i proletari hanno il compito di affermare la propria difesa, la difesa delle proprie condizioni di vita con la lotta per il salario, per la riduzione dell’orario di lavoro e dello sfruttamento, per porre fine alle morti sul lavoro. Non è nel loro interesse difendere l’economia nazionale, che in piena crisi di sovraproduzione, espelle incessantemente dal ciclo produttivo migliaia di operai, riducendo in povertà loro e le loro famiglie, mentre non un solo giorno del calendario trascorre senza che nuove vittime si aggiungano al martirologio degli “eroi del lavoro”.

Nel 1889 fu proclamata una giornata di lotta mondiale per la riduzione dell’orario di lavoro. Essa doveva cadere il 1° maggio ed era una provocazione diretta del proletariato contro la classe borghese. Oggi, in quasi tutti i paesi, il 1° Maggio è diventato una manifestazione popolare o un momento di festa, perdendo così il suo significato originario. Peggio ancora: è divenuto un rituale di solidarietà tra le organizzazioni sindacali e le istituzioni statali, a sostegno dell’economia nazionale. Si tratta, in realtà, di una celebrazione patriottica che serve a sostenere gli interessi di un paese contro un altro, inserendosi in una politica di concorrenza fra Stati.

“L’organizzazione degli operai in sindacati economici si muove nei limiti della lotta per abbassare il saggio del plusvalore; la ulteriore organizzazione in partito politico ne esprime la capacità a porsi come classe l’obiettivo del rovesciamento del potere della borghesia, della soppressione del capitalismo, con la riduzione radicale della quantità di lavoro, l’aumento del consumo e del benessere generale”. (tratto da: “Proprietà e capitale, Ed. Iskra, Nov. 1980, Sul filo del tempo n. 6)

Lavoratori, operai di tutto il mondo unitevi! si proclamava nel Manifesto del Partito Comunista nel 1848 di K. Marx e F. Engels. Non avete che le vostre catene da spezzare, la vostra lotta indipendente sarà la lotta della classe proletaria per una società senza classi, senza mercato né merci, senza sfruttamento. Solo la dittatura della classe proletaria, guidata dal futuro partito comunista internazionale potrà fermare la prossima barbarie della guerra imperialista.

Come scrivevamo nel 1951:
“Non potete fermarvi, solo la rivoluzione proletaria lo può, distruggendo il vostro potere.”



(Prima guerra mondiale, soldati tedeschi e britannici fraternizzano, rifiutandosi di comba***re)

La Sinistra Comunista Internazionale c/o Circolo Operaio di Magrè, Via Cristoforo n. 69 – 36015 Schio (VI) www.sinistracomunistainternazionale.com s.i.p.

Proletari di tutto il mondo unitevi

23/04/2025

NON RIESCO A CAMBIARE IL NOME DELLA PAGINA! DA TEMPO QUESTA E' LA PAGINA DEI CUB TRASPORTI VICENZA!

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