16/10/2026
L’Europa è la nostra casa imperfetta ma preziosa, perché si fonda sulla libertà. Ma quanto vale questa libertà se oltre l’80% dei prodotti, dei servizi e delle infrastrutture digitali che utilizziamo dipende da fornitori extraeuropei?
È una dipendenza che limita la nostra autonomia industriale e la nostra capacità di decidere del futuro, rischiando di relegarci al ruolo di spettatori di una trasformazione destinata a cambiare gli equilibri del mondo.
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale apre una finestra storica che non resterà aperta per sempre. L’Europa dispone del patrimonio industriale, delle competenze e delle risorse necessarie per costruire una propria filiera tecnologica.
Per riuscirci, però, serve la volontà politica di agire, e serve farlo adesso. Non possiamo diventare i camerieri digitali degli Stati Uniti e della Cina. Siamo l’Europa e dobbiamo avere l’ambizione di giocare da protagonisti.
È da questa visione che nasce ITAL.IA 2030, il piano presentato oggi al Convegno nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria dalla presidente Maria Anghileri.
Una proposta che punta ad accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, attrarre investimenti attraverso una ZES-IA, rafforzare le infrastrutture tecnologiche e investire nella formazione dei talenti.