19/06/2026
Il costo dell’energia è tra i primi motivi per cui un’impresa sceglie di non produrre in Italia.
Nel nostro Paese un megawattora costa in media 200 euro, contro i 100 della Germania e i 90 della Spagna. Un divario che pesa sui bilanci e che ogni giorno sottrae competitività alle nostre imprese.
Ne ho parlato anche ieri agli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica, organizzato da Confindustria: quando produrre in Italia costa molto più che altrove, le aziende valutano di investire fuori dai nostri confini e diventa sempre più difficile attrarne di nuove.
Ad esempio, ho letto qualche giorno fa un’intervista a Filosa dove parlava proprio del costo dell’energia come ostacolo a produrre in Italia.
Per invertire la rotta servono scelte concrete.
La prima riguarda il nucleare: la sperimentazione va avviata subito, ed è una posizione che, come Confindustria, sosteniamo fin dal primo giorno.
La seconda riguarda il mix energetico. Continuiamo ad avere circa 4.000 concessioni per le rinnovabili da sbloccare e mettere a terra: lo diciamo da mesi, ma finora non si è mosso nulla.
Perché la competitività si difende con i fatti. E sul costo dell’energia ogni ritardo ha un prezzo: sono investimenti che non arrivano, aziende che scelgono altri Paesi e posti di lavoro che rischiano di andare perduti.