Viaggiatore Senza Biglietto

Viaggiatore Senza Biglietto Alla ricerca della meta pensando già al prossimo viaggio. Senza un biglietto, vale a dire senza un destino preciso.

Intanto un po' di video, foto e racconti...per non perdersi d'animo!

Il quinto giorno è invece quello della crociera sul Bosforo. Premessa: c'è un traghetto gestito dalla compagnia dei tras...
22/08/2023

Il quinto giorno è invece quello della crociera sul Bosforo. Premessa: c'è un traghetto gestito dalla compagnia dei trasporti comunale che parte alle 10:35 per Anadolu Kavagi (estremità asiatica) e riparte per Eminonu alle 15, fa la spola tra le due sponde e c'è uno speaker che in inglese spiega ciò che si sta vedendo. Il viaggio dura circa un'ora e mezza ed è sempre sufficiente la Istanbul Kart. Malgrado mi sia presentato con anticipo al molo non l'ho trovato e non è stato propriamente facile chiedere informazioni. Alla fine parlando con un inserviente del molo sono riuscito a capire che alle 12 partiva un traghetto per Anadolu Kavagi, il quale costeggia la parte europea, mentre prendendone uno per Uskudar al ritorno avrei costeggiato il lato asiatico (a questo indirizzo comunque potete consultare tutti gli orari dei traghetti: https://www.sehirhatlari.istanbul/en).

Poco male: decido di ingannare il tempo di attesa facendo un giretto presso il Bazar delle Spezie (o Bazar Egizio), presentandomi agli imbarchi una decina di minuti prima della partenza. Stavolta non a vuoto!

Navigare il Bosforo è un'esperienza a cui non si può rinunciare quando si è da queste parti. Parliamo di uno stretto lungo circa 31 km, che unisce il Mar Nero al Mar di Marmara e che da sempre ricopre un ruolo strategico per la logistica, l'economia e gli spostamenti europei e mediorientali. Basti vedere la mole impressionante di navi cargo che ogni ora percorre il suo letto, passando dallo skyline delle foreste che compongono la zona adiacente al Mar Nero, ai grattacieli del quartiere finanziario Levent, alle case raffinate di Bebek, alle Moschee, alle colline e alle migliaia di sfaccettature di Istanbul. Comprese le spiagge vere e proprie che si stagliano a Rumeli Kavagi e quelle improvvisate dagli autoctoni, per i quali ogni lungomare è buono per stendere un asciugamano e farsi il bagno. Pur non potendo usufruire dello speaker di cui sopra, ho preso una cartina e metro dopo metro letto cosa stavo guardando, anche grazie all'aiuto di internet. Pertanto questa la metto come una delle cose più belle fatte nella vecchia Costantinopoli!

Anadolu Kavagi è un borghetto perlopiù di pescatori situato sulla parte asiatica, dove vi sconsiglio assolutamente di cedere alle insistenti richieste dei ristoratori (posto che per me già l'insistenza è un fattore deterrente, ma se a Istanbul bene o male è la normalità qua è davvero all'ennesima potenza): malgrado la bella vista che hanno sul mare i prezzi sono davvero fuori da ogni logica per la Turchia e per Istanbul. Meritevole di visita, invece, i resti del castello bizantino da cui si ammira maestosamente il Mar Nero da una parte e la periferia di Istanbul adagiata sul Bosforo dall'altra. Piccola specifica: per arrivarci c'è una "bella" salita, mediamente impegnativa direi. Per motivi di tempo (il traghetto per Uskudar - l'ultimo - partiva dopo un'ora) ho chiesto un passaggio a un signore in motorino, che molto cordialmente ha accettato portandomi in cima con pochi minuti. Ripeto: per chi ama questo genere di cose, la vista è spettacolare e dà l'idea di quanto sia particolare la zona geografica in cui ci si ritrova.

Tornando in maniera trafelata al porto ho preso il traghetto godendomi la costa asiatica. Il tutto, ripeto, spendendo circa 30 Lire a/r con la Istanbul Kart. Stesso tour (spesso anche dimezzato) offerto da varie agenzie, costa almeno 30 Euro.

Il quarto giorno è la volta di andare nella parte asiatica. Dal molo di Eminonu (che scoprirete essere il più importante...
18/08/2023

Il quarto giorno è la volta di andare nella parte asiatica. Dal molo di Eminonu (che scoprirete essere il più importante della città, nonché quello da dove partono le crociere sul Bosforo) salgo sul traghetto per Uskudar e in un quarto d'ora abbondante sono a destinazione. Come sempre una volta sceso ci sono i "fidi" venditori di Simit ad attendermi. Si tratta di ciambelle con semi di sesamo, vendute senza nulla oppure ripiene di formaggino o nutella per poche Lire (vengono vendute anche a bordo dei traghetti, a 10 Lire di solito). Ne approfitto per far colazione (la seconda, dato che già avevo approfittato del carretto con il burek appena sfornato, presente vicino all'albergo, e di un buon bicchiere di Ayran espresso) e concedermi un bel giro sul Lungomare, costeggiando dapprima la bella moschea di Mirhimah Sultan e poi arrivando sin davanti l'Isolotto delle Ragazze, approfittando del panorama della Istanbul europea che si apre davanti ai miei occhi.

Dopo un giretto per la parte interna del quartiere - molto residenziale e quindi molto turco - decido di prendere la metro e raggiungere la collina di Camlica (fermata Kisikli). Ora, se non si fosse capito: siamo in una città che richiede fatica se la si vuol girare bene. I mezzi funzionano alla grande ma ci sono tantissime salite, quasi sempre aspre. Esattamente come quella che dalla metro porta in cima a quella che per me è forse il più bel punto di vista della città (poco meno di un chilometro). Come sempre dopo la faticaccia c'è un bel bar con tavolini nel punto panoramico: cibo, acqua e bevande varie (per un'acqua e un ayran speso la bellezza di 67 centesimi di Euro!). I turchi amano questi posti e li affollano con le famiglie, a ragione direi! La vista sul Bosforo è di quelle da lasciare col fiato sospeso e forse neanche le foto rendono.

Una volta ripartito mi porto di fronte all'adiacente moschea di Camlica, situata su un'altra collina e molto suggestiva. Da là è ora di riprendere il bus per Kadikoy, dove ho deciso di passare il tardo pomeriggio e la serata. Questa è forse la zona più "movimentata" tra quelle viste, grazie all'innumerevole presenza di bar, ristoranti e ragazzi. Innanzitutto va detto che mi concedo una bella passeggiata dapprima per il mercato di Kadikoy, arrivando fino a Moda, che è un piccolo concentrato di case e locali che sfociano proprio sul mare, con l'omonima casina che per certi versi ricorda quella Vanvitelliana a Bacoli. Nel mercato acquisto un succulento Balik Ermek, vale a dire un panino col pesce, alla modica cifra di 60 Lire (2 Euro circa). Panino bello ripieno, in genere dentro c'è lo sgombro (oltre a insalata, pomodori e cipolle). Poco dopo è il turno delle Midye Dolmasi, cozze ripiene di riso condito che meritano assolutamente di essere assaggiate. Per i curiosi: 12 cozze 70 Lire.

Arrivato il momento della cena, mi sposto nuovamente verso l'imbarco di Kadikoy, per andare in un locale prettamente frequentato da gente del posto, scorto su internet. Cosa dire? Orata e Spigola fresche (scelte al momento dal bancone) grigliate, calamari, sardine fritte, insalata mista, due tè e un dolcetto offerti: totale 21 Euro circa. Chiaro, se siete tipi da posti pentastellati lasciate stare, a prima vista queste "bettole" possono non sembrare il massimo per l'estetica. Ma se badate alla sostanza e alla bontà, allora non c'è neanche da pensarci. E soprattutto: se si è restii ai luoghi tipici di un posto, forse è meglio non andarci proprio! Dopo una sosta al bar per il dopocena, prendo l'ultimo traghetto per Eminonu e torno in albergo.

Il terzo giorno è dedicato alla crociera sul C***o d'Oro (l'estuario che divide la vecchia Bisanzio dalla colonia genove...
17/08/2023

Il terzo giorno è dedicato alla crociera sul C***o d'Oro (l'estuario che divide la vecchia Bisanzio dalla colonia genovese Pera-Galata) con meta finale il quartiere Eyup. Per raggiungerla si prende il traghetto da Karakoi (comodissimo interscambio con il Tram 1) e dopo un'oretta di navigazione che, come ogni volta, permette una bella vista sulle sponde della città, si giunge a destinazione. A Eyup consiglio di vedere la moschea posta proprio vicino agli imbarchi, fare una passeggiata per il quartiere e poi salire con la teleferica al Café Pierre Loti, da cui si ha una vista notevole di buona parte del C***o d'Oro. Dalla collina siamo scesi a piedi, passando per il suggestivo Cimitero del Sultano di Eyup e andando alla fermata del bus per Balat e Fener, messe in itinerario per la seconda parte di giornata.

Due zone che, come anticipato, sprizzano vita da tutti i pori e sono stracolme di localini e negozi. C'è turismo, ma non è di massa o compulsivo, così camminare per le due arterie principali e poi salire in cima al quartiere, dove si stagliano pittoresche case colorate, è davvero un piacere. Qua ho provato i tipici ravioli turchi: i Manti. Si tratta a tutti gli effetti di ravioli, nel mio caso ripieni di carne ma esistenti anche con altre farciture, conditi con yougurt e paprika. Devo dire davvero squisiti. Balat e Fener sono state, fino a inizio secolo, residenze perlopiù ebraiche e greche (tanto è vero che qui sono presenti un'importante sinagoga e un paio di chiese ortodosse), a simbolo di quanto questa città sia sempre stata abituata a mescolare religioni, razze ed estrazioni sociali. Direi che tutt'oggi la loro poliedricità si coglie appieno e consiglio di non perderne assolutamente l'atmosfera. Finito il piccolo tour, infine, nuovamente direzione l'albergo. Passando per l'ennesima volta attraverso il Grand Bazar e il Bazar delle Spezie. Una camminata che sarà una vera e propria costante di questi giorni.

Infine mi sono concesso anche lo stadio, andando a vedere una partita di Champions League del Galatasaray. Immergendomi ancor più negli usi e costumi locali (il panino con le kofte - polpette - pagato 1,50 Euro proprio dopo il match rimarrà un qualcosa di spettacolare!).

Dicevo di attraversare il Ponte di Galata per cominciare a immergersi nella Istanbul più "vivibile". Siamo sulla sponda ...
16/08/2023

Dicevo di attraversare il Ponte di Galata per cominciare a immergersi nella Istanbul più "vivibile". Siamo sulla sponda "genovese" del C***o d'Oro e inerpicandosi in una delle innumerevoli salite di questa città, si arriva alla Torre. Fortunatamente, come già detto, avevo avuto modo di visitarla dieci anni fa e vi assicuro che la fila, ma soprattutto il prezzo (oggi circa venti euro) non erano assolutamente questi. Permettetemi il commento: la vista che si gode dalla torre è stupenda, ma non unica. Come avrò modo di mostrare, ci sono numerosi punti panoramici a Istanbul, che meritano egual se non miglior considerazione. Tuttavia concedetevi una bella camminata fino a Piazza Taksim percorrendo Istiklal Caddesi (che io ho trovato imbandierata per celebrare il ventritreesimo scudetto del Galatasaray, club del quartiere). Io dopo, per accorciare o tempi, ho preso un autobus fino a Besiktas. E questa è stata un'esperienza simpatica: l'autista, cordialissimo come la maggior parte dei turchi, appena compresa la mia nazionalità mi ha riempito di domande: "Quanto guadagna un autista in Italia? Segui il calcio? Ti piace Istanbul? Dove sei stato? Dove vai?". Ovviamente le domande erano rigorosamente in turco e per capirle siamo andati avanti con il linguaggio dei gesti, aiutati dalla vocazione mediterranea e mediorientale per tale comunicazione. Finale di pomeriggio con maxi kebab a Besiktas!

Otto giorni pieni a Istanbul (più due di viaggio). Sono tornato in questa città a distanza di dieci anni e ne ho apprezz...
15/08/2023

Otto giorni pieni a Istanbul (più due di viaggio). Sono tornato in questa città a distanza di dieci anni e ne ho apprezzato ancor più l'anima, la poliedricità e la sua immensità. Dico solo che dopo otto giorni intensi, a girare ovunque e soprattutto ben al di fuori dei tradizionali circuiti turistici, torno a casa dispiaciuto per non aver potuto approfondire ulteriormente quella che probabilmente è la megalopoli più bella d'Europa. Fosse solo perché rispecchia appieno il miscuglio di popoli e storie che l'hanno attraversata e che da bambino mi ha affascinato per il suo essere costruita a cavallo di due continenti.

Vado con ordine: il mio modo di viaggiare ammetto che è sui generis, quindi non tutti possono apprezzarlo. Ma Istanbul è una città che merita un approccio mentale particolare e per la quale bisogna essere predisposti, altrimenti si rischia di viverla male o troppo superficialmente. È una città immensa (cinque volte Roma) e con miliardi di sfaccettature, quindi consiglio - se possibile - di dedicarle un soggiorno di almeno una settimana. I primi due servono a entrare nella sua forma mentis, gli altri a capire che bisogna tornarci a tutti i costi. Si rischia, altrimenti, di rimanere confinati nella plastificata (quanto bellissima, sia chiaro) Sultanamhet.

Per raggiungere la vecchia Bisanzio, visti i prezzi dei voli diretti tutt'altro che abbordabili, opto per la bizzarra soluzione aereo Roma - Sofia + pullman (10 ore i tempi di percorrenza - dogane permettendo - , prezzo fisso solo andata 30 Euro). Per chi invece arriva in aeroporto, lo scalo di Sabiha Gokcem è ormai perfettamente servito dalla metropolitana, mentre quando ci atterrai dieci anni fa bisognava prendere un pullman. Il vecchio aeroporto principale, intitolato ad Ataturk, è stato progressivamente dismesso in luogo del Nuovo Aeroporto di Istanbul, costruito nel tempo record di 5 anni (e costato la vita a circa 400 operai) e situato a circa 50km dal centro cittadino. Raggiungibile con metro e autobus.
Per la Turchia è sufficiente la carta d'identità e a chi proprio non vuol stare senza connessione suggerisco di comprare in loco una scheda dati (ce ne sono per tutte le tasche, io l'ho pagata circa quindici Euro ed era della Turkcell, ma ci sono anche operatori convenzionali come Vodafone) e inserirla in un cellulare da utilizzare come router. Per me che sono fissato con la consultazione delle mappe, gli approfondimenti topografici e geografici, è stata molto utile.

Questione alloggio: se si visita per la prima volta la città conviene restare nei pressi della centralissima (quanto ormai iper turistica) Sultanamhet: oltre alla facilità nel raggiungere le imperdibili Agia Sofia, Moschea Blu, Palazzo Topkapi, Cisterna Basilica e Grand Bazar, da là si dipanano i collegamenti (principalmente il Tram 1) che portano ai traghetti (fondamentali per la mobilità di un luogo letteralmente diviso in due dal Bosforo) e nelle altre zone della città. Se invece si è habitué alla fine conviene spostarsi, magari nella parte asiatica di Kadikoy o nella intrigante Balat. Meno turistiche e più veraci. E comunque collegate benissimo. Si trovano comunque alloggi economici e di ottima qualità. Io ad esempio ho speso circa 20 euro a notte e si trattava di un albergo davvero pulito, comodo e accogliente. Ma, checché se ne possa pensare alle nostre latitudini, Istanbul fa della pulizia e dell'accoglienza un proprio marchio di fabbrica. Oltre a essere una metropoli dotata di una efficienza che in vita mia ho visto, forse, solo a Mosca e Pechino.
Al momento un Euro vale 29 Lire Turche.

Capitolo trasporto pubblico. Vero fiore all'occhiello per un comune che si deve impegnare a garantire uno spostamento veloce e funzionale a 15 milioni di abitanti disseminati su due lati del Bosforo, nelle nove Isole dei Principi e nelle numerose zone collinari. Metro, tram, autobus, traghetti, teleferiche e funicolari. In questi giorni non c'è stata una sola volta che uno di questi mezzi ci abbia fatto penare. E credetemi, venendo da Roma, è stato un vero e proprio cazzotto in faccia. Il segno tangibile di come, mentre la Capitale d'Italia resta ferma a decenni fa, altrove si evolve velocemente. E in maniera dinamica. Per viaggiare senza problemi conviene assolutamente fare la Istanbul Kart, disponibile in tutte le macchinette posizionate agli ingressi di metro, traghetti e tram, ma anche in numerosi tabaccai e chioschetti. Il prezzo alle macchinette è di 50 Lire (1,70 Euro) ed è ricaricabile dalle stesse ogni volta. Un viaggio con la Istanbul Kart costa circa 9 Lire su metro e autobus, 11/14/18/24 (a seconda delle destinazioni) sui traghetti. Se invece deciderete di strisciare ai tornelli la vostra carta di credito...beh sappiate che pagherete il doppio.

Constatazione: il crollo della Lira avvenuto negli ultimi anni e la turisticizzazione estrema di Sultanamhet hanno prodotto degli effetti notevoli sul costi di alcune cose. Quello più vistoso, personalmente, riguarda musei e attrazioni. Fortunatamente nella mia prima sortita ero entrato ovunque (pagando tra i 2 e i 10 Euro). Oggi luoghi come la Cisterna Basilica, Palazzo Topkapi, Palazzo Dolmabahce e la Torre di Galata sono arrivati a costare tra i venti e i trenta Euro. E, opinione personale, penso sia davvero esagerato. Sono belli, ma il prezzo è spropositato. Fortunatamente Moschea Blu e Agia Sofia - essendo moschee - hanno mantenuto l'accesso gratuito. E una visita è obbligatoria, anche solo per cominciare a entrare nella mentalità dei turchi e comprendere quanto pur essendo uno Stato laico (sperando che Erdogan non ci metta ulteriori zampini...) il culto abbia una centralità importante. Agia Sofia è un gioiello di arte e architettura. Una Basilica cristiana fondata da Giustiniano, sui cui poi è stata costruita una moschea che Ataturk a inizio dello scorso anno secolo aveva reso un museo, non più adibita alla preghiera. Erdogan, da qualche anno, ha ripristinato la funziona liturgica. Resta un capolavoro di stratificazione, per chi è interessato a storia e arte.

Come detto, tuttavia, difficile percepire la vera Istanbul nella zona di Sultanamhet. Sarà che più passano gli anni e meno riesco a resistere nelle zone turistiche, sarà che per vocazione naturale ho sempre la necessità di capire cosa fanno e come si comportano i locals, ma dopo il primo giorno e mezzo passato giustamente là, mi sono progressivamente dedicato alla scoperta di tutto il resto. Al Grand Bazar dedicherò un commento apposito, essendo uno dei fulcri di Istanbul. Innanzitutto va detto che già attraversando il ponte di Galata e portandosi alle pendici dell'omonima torre che nel medioevo dominava una zona frequentata da turchi, pisani e genovesi, la musica comincia a cambiare. Pur essendo in zona turistica, i prezzi dei negozi si abbassano e la calca sfinente che ti attanaglia a Sultanamhet si dirada sensibilmente Per chi ama provare cibi e bevande locali, consiglio di mangiare l'Irmik Helvasi (una sorta di gelato al semolino, a dir poco buonissimo) da Helvaci Ali, a pochi passi dalla Torre. Prezzo di una coppetta media 50 Lire. Da lì poi consiglio di proseguire per Istiklal Caddesi (lo stradone in cui passa lo storico tram rosso che la collega a Piazza Taksim e che è rappresentato in molte foto di Istanbul) che storicamente viene rappresentata come la porta d'Europa (e che, non riscontrando i miei gusti onestamente, è una sorta di Via del Corso con i classici negozi presenti in tutti boulevard o viali delle grandi città europee) e finisce proprio in Piazza Taksim. Ho poi proseguito per Besiktas - passando davanti al maestoso Palazzo Dolmabehce -, dove mi sono fermato a mangiare. Questa infatti è una zona molto viva per "bivaccare". In particolar modo è famosa per il kebab (anche la prima volta che venni lo mangiai qui) e infatti è proprio su uno dei "re" della cucina turca che è caduta la mia scelta. Inutile dire che ne è valsa assolutamente la pena e che non c'è minimamente paragone con il 99 percento dei negozi che vendono kebab dislocati sul nostro territorio nazionale (spesso e volentieri dotati di carne congelata e tutt'altro che di qualità). Ci sta: è come se pretendessimo di mangiare una pasta di prim'ordine qua. Del resto questo è il motivo basilare per cui si deve mangiare la cucina nazionale in ogni posto in cui si va. Anche se la Turchia, con il suo clima e la sua tradizione, ha tantissimi punti d'incontro con noi. E in molte regioni - soprattutto meridionali - è possibile imbattersi in lasciti ottomani.

Anni fa mi ero già addentrato sulla Semprevisa, ma per problemi tecnici dovetti desistere a metà percorso. Stavolta sono...
01/12/2022

Anni fa mi ero già addentrato sulla Semprevisa, ma per problemi tecnici dovetti desistere a metà percorso. Stavolta sono partito per finire l'anello e ci sono riuscito. Partenza dal versante Carpineto attorno alle 10:30, sentiero 707 per la Cima Nardi (che con i suoi 1517 metri rappresenta la vetta più alta dei Lepini), per poi riscendere col 707b. Escursione segnalata come facile, il che non è falso. Però penso sia poco adatta per chi si trova alle prime armi. Circa 800 metri di dislivello e salite che con il foliage possono essere non semplicissime. Su un'app che utilizzo erano indicate 3 ore e mezza senza sosta per la percorrenza, io me la sono presa comoda e (togliendo le pause) ci ho messo circa cinque ore nel coprire i poco più di dieci chilometri previsti.

Per il resto penso parlino le foto. Accarezzare questa montagna in autunno inoltrato è a dir poco magico. Colori stupendi e visuali mozzafiato sulla Piana Pontina, il Circeo e il Tirreno da una parte, i rilievi abruzzesi e laziali dall'altra. I Lepini restano una delle catene più belle del centro Italia, anche grazie alla varietà faunistica (avvistata la coppia di corvi che abita la Semprevisa, peccato non esser riusciti a fotografarli!).

22/11/2022

Il mare in burrasca. Il vento che trasforma la pioggia in proiettili. E tutta la purezza della natura che si abbatte sui bastioni di Alghero. Mette suggestione ritrovarsi qua in mezzo, piccoli e in balia degli eventi. Nello stesso posto che in estate è preso d'assalto da turisti e visitatori, scottati dal solleone che bacia questa magnifica parte della Sardegna. L'unico lembo su suolo italiano dove, per i trascorsi storici, si parla catalano.

Parvenze di autunno. Raggiungendo Palombara Sabina e imboccando la strada Pedemontana è possibile arrivare allo spiazzo ...
19/11/2022

Parvenze di autunno. Raggiungendo Palombara Sabina e imboccando la strada Pedemontana è possibile arrivare allo spiazzo da cui inizia il sentiero 319, quello che porta alla vetta del Monte Gennaro (che con i suoi 1271 metri risulta essere la seconda cima dei Monti Lucretili).

I ventinove tornanti che portano alla vetta costituiscono uno dei sentieri più battuti (e semplici) del Lazio. La scelta di percorrerli in un giorno lavorativo è stata saggia: nessuna presenza umana rilevata e tanto silenzio accumulato. Oltre al sempre benevolo contatto con la natura (in questo caso molto bello il foliage).

P. S. Attorno alla Torre Cruciani (che vedete in foto) gravita una tipica storia italiana di scandali, abusi edilizi e sfruttamento personale del territorio. Per saperne di più vi invito a leggere questo interessante dibattito all'interno di un forum: https://www.avventurosamente.it/xf/threads/la-torre-sul-gennaro.48669/.

11/06/2022

Dopo un mese senza aggiornamenti mi sembra il caso di tornare a muovere la pagina. Chiaramente non è stato un mese di stop dai viaggi, anzi. Ho avuto modo di calpestare per la seconda volta nella mia vita il suolo albanese.

Dell'Albania e delle sue particolarità avrò modo di parlare, mi sembra però giusto ricominciare mettendo al centro dell'attenzione il mezzo di trasporto che più amo. Tornando da Tirana ho avuto modo di passare una giornata a Pristina, giovane capitale del Kosovo. Non potevo non visitare la stazione, e l'ho fatto proprio nel momento in cui era in arrivo un convoglio da Pec.

La rete ferroviaria kosovara è ciò che resta di quella Jugoslava. Attualmente permette di connettere Pristina alla Macedonia e a Pec.

Ovviamente sia materiale rotabile che infrastrutture sono "rustiche". Basti pensare che per raggiungere la stazione si può tranquillamente camminare sui binari. Come se fosse una cosa normale!

Segnalo la cazziata presa dal capostazione per non avere nessuna autorizzazione nel riprendere e scattare. La mia unica risposta è stata: "I love trains!".

Mentre il sole viene inghiottito dall'acqua il rumore dei flutti che muoiono sulla spiaggia si leva senza sosta. La soli...
13/05/2022

Mentre il sole viene inghiottito dall'acqua il rumore dei flutti che muoiono sulla spiaggia si leva senza sosta. La solitudine non viene spazzata via dal vento che increspa l'acqua, ma si riverbera forte in ogni granellino di arenile spazzato via.

11/05/2022

Ora, qual è la prima cosa da fare una volta tornato in Italia da un viaggio nel profondo nord? Testare con mano la primavera e togliersi giacca e felpa sulla battigia del litorale romano!
Spesso ci si dimentica di quanto il mare di Roma sia a tratti selvaggio e imponente. Magari non saranno le Maldive, ma quello che riesce a trasmetterti nelle stagioni di mezzo è profondo e introspettivo. E allora godetevi questo tramonto!

Ultimo frame del mio viaggio in Norvegia. L'ultimo scalo: nella graziosissima Cracovia. Quasi dieci ore di pausa forzata...
10/05/2022

Ultimo frame del mio viaggio in Norvegia. L'ultimo scalo: nella graziosissima Cracovia. Quasi dieci ore di pausa forzata con suggestiva visita notturna della città polacca (non si poteva certo restare in aeroporto e lasciarsi sfuggire questo piccolo tour zaino in spalla). Cosa dire? Un vero e proprio gioiello. Bella da vedere e da vivere nel suo movimentato sabato sera. Tra localini aperti fino a tardo orario e panorami davvero degni di nota. Una ciliegina sulla ricca torta rappresentata da questo viaggio!

Indirizzo

Rome
00100

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