07/08/2019
Scoperta in Contrada Conchia. Un convento labirintico risalente al X secolo.
Una scoperta sensazionale a Monopoli in Contrada Conchia (precisamente in contrada Carrassi n.7), nei pressi di una Masseria Fortificata del XV secolo, di un monastero di vaste dimensioni, scavato interamente nel masso tufaceo, a circa quattro metri sotto il livello stradale, del X o XI secolo, di suore benedettine.
Il convento ipogeico labirintico si presenta con ingresso a cupoletta, sormontato da una croce, un’aula anteriore con una volta piana ed intorno delle cellette che dovevano servire per ospitare ogni singola suora. La parte più interessante, oltre agli spazi ben distribuiti ed alcuni anche con lucernari, consiste nella capacità di utilizzare i pochi mezzi a disposizione per creare le cellette, una cucina, una latrina e un angolo religioso con l’immagine della Madonna col Bambino per le preghiere quotidiane.
Inoltre stupisce il tentativo, sofisticato per l’epoca, di servirsi di un metodo particolare non solo per la raccolta e lo smaltimento delle acque piovane all’interno della struttura, ma anche dello sterco umano tanto da far pensare ad un congegno embrionale di un progetto di ingegneria idrica e fognante. Inutile sottolineare che le suore vivevano, secondo il motto di S. Benedetto “Ora et Labora”, di tutto quello che poteva offrire la natura circostante nella povertà, nella preghiera e nella penitenza a diretto contatto con Dio Padre Onnipotente.
Il monastero successivamente è stato modificato quasi totalmente, in un grande frantoio con tutte le relative attrezzature a servizio della Masseria Fortificata, che dal XV secolo in poi ha prodotto moltissimo olio per l’illuminazione e per l’alimentazione, esportandolo in tutto il territorio nazionale ed estero. Il F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano), che, come noto, ha nel suo programma la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano, intende organizzare prossimamente una visita guidata con personale esperto, di studenti, professionisti e non, per sensibilizzarli alla difesa del paesaggio e alla conoscenza di questo patrimonio naturale ai più sconosciuto.
Walter Laganà (foto Paolo Formica)