USB Piombino

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CORSI INADEGUATI PER I LAVORATORI: SERVONO FORMAZIONE E OCCUPAZIONE VERE, NON BUROCRAZIAUSB Piombino ritiene doveroso ch...
25/06/2026

CORSI INADEGUATI PER I LAVORATORI: SERVONO FORMAZIONE E OCCUPAZIONE VERE, NON BUROCRAZIA

USB Piombino ritiene doveroso che ai lavoratori in CIGS, così come ai lavoratori attivi, venga garantita una formazione utile e qualificante. Tuttavia, i percorsi che stanno venendo proposti da ARTI, Centro per l'Impiego, Regione Toscana e Ministero del Lavoro appaiono sempre più lontani dalle reali esigenze dei lavoratori e del territorio.

Già la semplice presentazione del programma, organizzata l'8 e il 25 giugno in orario di lavoro, ha reso di fatto impossibile la partecipazione di molti lavoratori. Un primo segnale di scarsa attenzione verso chi dovrebbe essere il destinatario di queste iniziative.
Ma il problema principale riguarda il contenuto dei corsi. Ai lavoratori vengono proposti percorsi online che si trasformano in un vero e proprio calvario burocratico: SPID, registrazioni sui portali, procedure informatiche e adempimenti che spesso mettono in difficoltà soprattutto i lavoratori più anziani o quelli meno abituati all'utilizzo degli strumenti digitali.

Questi corsi non forniscono competenze realmente spendibili per il reinserimento nel mondo del lavoro. Al contrario, servirebbero percorsi professionali concreti e qualificanti, costruiti sulla base delle richieste provenienti dal tessuto produttivo e dalle associazioni imprenditoriali del territorio: corsi per saldatori, mulettisti, manutentori, operatori industriali e altre figure professionali oggi richieste dal mercato del lavoro.

La formazione deve essere pratica oltre che teorica, svolta in presenza e con attività laboratoriali che consentano ai lavoratori di acquisire competenze certificate e immediatamente utilizzabili. Non servono corsi online che rischiano di diventare soltanto un adempimento formale utile a lavarsi la coscienza istituzionale.

Molti lavoratori affrontano questi percorsi con il timore di commettere errori burocratici e di vedere compromessa la propria posizione rispetto agli ammortizzatori sociali, arrivando perfino a dover chiedere aiuto ad altre persone per completare le procedure richieste.

Ancora una volta la burocrazia prende il sopravvento sui bisogni reali dei lavoratori. Invece di investire in percorsi concreti che favoriscano occupazione e riqualificazione professionale, si continua a proporre formazione di dubbia utilità, lontana dalle necessità del territorio e delle persone.

USB continuerà a chiedere percorsi formativi seri, qualificanti e realmente finalizzati alla tutela dell'occupazione e del reddito dei lavoratori.

USB PIOMBINO

PIOMBINO: BASTA ACCORDI AL BUIO, LA SIDERURGIA È UN SETTORE STRATEGICO DA NAZIONALIZZAREDopo la richiesta di incontro, n...
24/06/2026

PIOMBINO: BASTA ACCORDI AL BUIO, LA SIDERURGIA È UN SETTORE STRATEGICO DA NAZIONALIZZARE

Dopo la richiesta di incontro, nella giornata di oggi, 24 giugno, l'Unione Sindacale di Base ha incontrato a Firenze il Presidente della Regione Toscana per confrontarsi sulla situazione del polo siderurgico di Piombino, in vista dell'incontro convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il prossimo 30 giugno per la firma dell'Accordo di Programma relativo a JSW.

Come USB abbiamo ribadito tutte le nostre perplessità rispetto alla sottoscrizione di un nuovo accordo con un soggetto privato che, dal 2018 ad oggi, non ha rispettato gli impegni assunti con il precedente Accordo di Programma. In questi anni non si sono visti gli investimenti promessi, mentre si è assistito al progressivo smantellamento delle attività produttive: prima la chiusura del treno barre e vergella, oggi il concreto rischio che anche il treno rotaie arrivi al capolinea.

Per queste ragioni abbiamo chiesto alla Regione Toscana di non procedere alla firma dell'accordo senza adeguate garanzie occupazionali, industriali e produttive. Dopo anni di promesse mancate e milioni di euro di risorse pubbliche impiegate, risulta incomprensibile continuare a sostenere soggetti privati senza pretendere risultati concreti e verificabili.

Abbiamo inoltre evidenziato le criticità che ancora gravano sul progetto Metinvest. La guerra in Ucraina non è terminata e il cronoprogramma già oggi registra ritardi significativi rispetto agli impegni annunciati. Elementi che rendono necessario mantenere la massima cautela e pretendere certezze prima di assumere decisioni irreversibili per il futuro del polo.

USB continua a ritenere fondamentale la nomina del Commissario, strumento indispensabile per gestire una situazione che da troppo tempo vive di rinvii e incertezze. Tuttavia, senza una chiara definizione del quadro industriale complessivo e senza la soluzione delle numerose criticità aperte, anche il lavoro del Commissario rischia di essere fortemente limitato.

Per l'Unione Sindacale di Base la siderurgia rappresenta un settore strategico per il Paese, essenziale per l'autonomia industriale nazionale, per l'occupazione e per lo sviluppo economico. Per questo continuiamo a sostenere che la soluzione di lungo periodo non possa essere affidata esclusivamente al mercato e agli interessi privati, ma debba passare attraverso un forte intervento pubblico fino alla nazionalizzazione del settore.

Il futuro di Piombino non può essere lasciato all'incertezza, alle promesse non mantenute e alla speculazione industriale. Servono garanzie, investimenti reali e una visione strategica nazionale.

USB Piombino

USB Industria Nazionale – Categoria Operaia

24 GIUGNO: SCIOPERO GENERALE DI 24 ORE NEL POLO SIDERURGICO DI PIOMBINOBASTA RINVII, BASTA PROMESSE. È IL MOMENTO DI INT...
19/06/2026

24 GIUGNO: SCIOPERO GENERALE DI 24 ORE NEL POLO SIDERURGICO DI PIOMBINO
BASTA RINVII, BASTA PROMESSE. È IL MOMENTO DI INTERVENIRE.

USB proclama per mercoledì 24 giugno uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori e le lavoratrici del polo siderurgico di Piombino, in concomitanza con l'incontro convocato presso la Regione Toscana.

A distanza di mesi dagli annunci e dagli impegni assunti, il quadro industriale continua a essere caratterizzato da incertezze, ritardi e mancanza di garanzie.

La firma dell'Accordo di Programma da parte di JSW non è ancora arrivata. Sul fronte Metinvest registriamo continui slittamenti rispetto al cronoprogramma presentato. Nel frattempo la guerra in Ucraina, elemento che incide direttamente sulle prospettive del progetto, è tutt'altro che conclusa e continua ad alimentare dubbi sulla reale sostenibilità degli investimenti annunciati.

Ancora più grave è l'assenza di qualsiasi concreta clausola di salvaguardia occupazionale capace di garantire il futuro dei lavoratori coinvolti nei processi di riconversione e rilancio del sito.

USB denuncia inoltre le crescenti difficoltà di convivenza industriale tra i due soggetti privati chiamati a operare nell'area siderurgica. Una situazione che rischia di trasformare Piombino nell'ennesimo laboratorio di promesse mancate, mentre il tempo passa e il prezzo continua a essere pagato esclusivamente dai lavoratori, dalle loro famiglie e dall'intero territorio.

Eppure il polo siderurgico di Piombino viene indicato dal Governo e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come un sito strategico per l'interesse nazionale. Se davvero è così, non è più accettabile assistere all'ennesima sequenza di rinvii, incertezze e continui impieghi di risorse pubbliche senza risultati concreti sul piano industriale e occupazionale.

Per USB, dopo questi mesi di attese e promesse disattese, è necessario cambiare radicalmente approccio.

Il Governo deve esercitare i poteri della Gold Power e assumere un ruolo diretto nel futuro del polo siderurgico di Piombino, fino alla nazionalizzazione dell'asset strategico, garantendo investimenti, occupazione, tutela salariale e una reale prospettiva industriale per il territorio.

Non possiamo più permettere che il futuro di migliaia di lavoratori e di un settore strategico per il Paese resti ostaggio di interessi privati, ritardi e operazioni che finora hanno prodotto soltanto incertezza.

L'unico prezzo pagato fino ad oggi è stato quello imposto ai lavoratori e alle lavoratrici, costretti a vivere anni di ammortizzatori sociali, precarietà e mancanza di prospettive, mentre il territorio continua a subire gli effetti di una crisi che sembra non avere fine.

Mercoledì 24 giugno fermiamo il polo siderurgico di Piombino.

Per il lavoro, per l'industria, per il territorio.

USB PIOMBINO
USB INDUSTRIA NAZIONALE – CATEGORIA OPERAIA

13 GIUGNO ORE 11 DAVANTI ALLA PREFETTURA DI LIVORNO"L’orrenda uccisione di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori immigr...
12/06/2026

13 GIUGNO ORE 11 DAVANTI ALLA PREFETTURA DI LIVORNO

"L’orrenda uccisione di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori immigrati e sfruttati in Italia, rimette sotto la luce dei riflettori il dramma del mondo del lavoro che coinvolge i lavoratori stranieri.

Sono ormai decine le persone che sono state punite con la morte perché reclamavano i propri diritti.
Sono molte anche le persone che sono state uccise solamente perché straniere.

Di fronte a questa drammatica situazione che mette sotto accusa direttamente lo Stato Italiano, incapace ormai da decenni di dare delle risposte alle modalità di regolarizzazione delle persone che entrano in Italia, sta crescendo una pericolosissima politica razzista e xenofoba, strumentalmente usata dalla peggior destra per facili campagne elettorali.

Dalla legge Bossi Fini, si sono succeduti governi di centro, di destra e di sinistra affrontando sempre la questione migrante in termini securitari, delegando la questione al Ministero dell’Interno ed alla repressione.
Il collegamento tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, consegna la sorte di migliaia di persone all’accettazione senza alcun diritto di qualsiasi lavoro offerto.

Qui si annida lo sfruttamento generalizzato, il caporalato, le agenzie interinali, i contratti al ribasso, gli appalti e i subappalti etc, etc.

Invece di contrastare lo sfruttamento lavorativo, si preferisce alimentare una politica tesa a individuare come colpevoli tutti gli immigrati sbandierando una proposta di legge sulla remigrazione.

L’Unione Sindacale di Base risponde al crescente imbarbarimento della società e del mondo del lavoro lanciando una giornata nazionale:

13 GIUGNO CONTRO LA REMIGRAZIONE,
PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI STRANIERI!"

https://www.usb.it/leggi-notizia/13-giugno-2026-giornata-nazionale-contro-la-remigrazione-per-la-regolarizzazione-di-tutti-i-lavoratori-stranieri-0947.html

10/06/2026

CARO-PREZZI: A.BA.CO. SCRIVE AL GOVERNO E CHIEDE L'ISTITUZIONE DELL'OSSERVATORIO POPOLARE SUI PREZZI, USB LA SOSTIENE

Roma - lunedì, 8 giugno 2026
USB sostiene il comunicato stampa dell'associazione consumatori A.Ba.Co. Di seuito il comunicato per intero.



Roma, 8 giugno 2026 – A causa della preoccupante crescita dei listini al consumo nel primo trimestre del 2026 segnalata dall'Istat per il carrello della spesa , aggravata dalle crisi logistiche internazionali nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso, A.Ba.Co. (Associazione di Base dei Consumatori) ha inviato una richiesta urgente di incontro interministeriale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministri delle Imprese, dell'Interno e degli Affari Regionali. L'iniziativa nasce a seguito dell'audizione presso l'AGCM sulla grande distribuzione organizzata e dei successivi tavoli avviati con numerose Prefetture sul territorio nazionale. Questi incontri hanno evidenziato un limite strutturale critico, poiché gli osservatori interni delle Prefetture non dispongono di poteri sanzionatori e sono rigidamente limitati alla sola filiera dei prodotti agricoli , lasciando scoperte altre aree vulnerabili a fenomeni speculativi.



Il Presidente Nazionale di A.Ba.Co., Luigi Iasci, evidenzia che il rischio speculativo è ormai trasversale e minaccia gravemente il reddito di lavoratori e pensionati, soprattutto nelle periferie metropolitane. Per questo l'associazione chiede una riforma che estenda per legge le competenze degli organismi prefettizi ai carburanti, ai beni di prima necessità e all'energia per le utenze domestiche. La proposta punta a istituzionalizzare un “Osservatorio popolare sui prezzi” per garantire la presenza stabile di associazioni dei consumatori e comitati cittadini , creando un canale permanente di confronto tra istituzioni locali, autorità tecniche come Mister Prezzi e l'Istat, e i rappresentanti di produttori e distributori. Ritenendo urgente agire prima che i rincari colpiscano le famiglie , A.Ba.Co. sollecita un incontro congiunto per illustrare il progetto.



Per informazioni e contatti con la stampa è possibile fare riferimento alla sede legale di Via Cagliari 11 a Roma, scrivere a [email protected] o chiamare il numero 3206466309.



Ufficio stampa A.Ba.Co.

Associazione di Base dei Consumatori

https://areastampa.usb.it/leggi-notizia/caro-prezzi-abaco-scrive-al-governo-e-chiede-listituzione-dellosservatorio-popolare-sui-prezzi-usb-la-sostiene-1508.html

https://www.facebook.com/share/17AhjCwALY/
09/06/2026

https://www.facebook.com/share/17AhjCwALY/

SALUTE E SICUREZZA IN ASA SPA. USB INVIA RICHIESTA DI INTERVENTO URGENTE ALL’SIPETTORATO DEL LAVORO.

Dopo numerosi tentativi di affrontare la questione attraverso incontri ai tavoli con i vertici aziendali e presso l’Ispettorato del Lavoro, alla presenza dei delegati RSU e RLSA, tra cui due nostri rappresentanti, finalizzati a interrompere il ricorso sistematico agli straordinari che da anni, per alcuni dipendenti, supera i limiti previsti dalla legge e dal contratto, senza che venissero adottate soluzioni concrete per sanare una grave carenza organizzativa più volte denunciata anche da USB, la Segreteria USB ha deciso di procedere con una formale segnalazione all’Ispettorato del Lavoro.
“Ci risulta che, in alcune occasioni e cioè per alcuni singoli lavoratori, tale limite viene superato anche di oltre 500/600 ore annue. Come già più volte segnalato dai delegati RSU e RLS nel 2025 sono state effettuate 4000 ore in più rispetto al 2024.
34 dipendenti oltrepassano da anni le 250 ore di straordinario, pro-capite, arrivando a fare fino a 981 ore di straordinario, con una media pari a 400 h cadauno, il che genera per questi dipendenti un carico di lavoro straordinario pari al 28% del totale monte ore di tutti i dipendenti di ASA”
Tale decisione accoglie l’invito rivolto dai delegati RSU e RLSA a tutte le segreterie provinciali coinvolte in ASA – USB, CGIL, CISL e UIL – affinché si intraprendano tutte le iniziative necessarie per tutelare i lavoratori.
Si tratta di un percorso che USB aveva già avviato in passato per contestare la cronica carenza di personale tecnico e operativo e che oggi trova ulteriore conferma nel continuo e massiccio ricorso agli straordinari in determinati settori e per specifiche figure professionali.
Il carico di lavoro a cui alcuni dipendenti sono sottoposti da anni rappresenta un concreto rischio per la salute e la sicurezza del personale. Riteniamo doveroso precisare che i delegati RSU e RLSA segnalano da tempo, attraverso comunicati scritti e richieste di incontro, la gravità della situazione. Tuttavia, dai vertici aziendali non sono mai arrivate risposte adeguate né soluzioni efficaci.
Per contrastare questa situazione, USB è pronta a proclamare lo stato di agitazione e a valutare il blocco degli straordinari. Forse sarà proprio questa la strada necessaria per ottenere finalmente un cambiamento?
Nel frattempo, come già evidenziato anche da altre organizzazioni sindacali, ci siamo già rivolti all’Ispettorato del Lavoro per denunciare formalmente quanto sta accadendo, restando in attesa di una convocazione da parte dei vertici aziendali che consenta di individuare una soluzione definitiva a questa ormai insostenibile situazione.

Usb Livorno
RSU USB ASA Spa

RISTORAZIONE e TURISMO: UNA GUIDA CONTRO LE MOLESTIE IN VISTA DELLA STAGIONE ESTIVA, DI FESTIVAL ED EVENTI CITTADINI a c...
03/06/2026

RISTORAZIONE e TURISMO: UNA GUIDA CONTRO LE MOLESTIE IN VISTA DELLA STAGIONE ESTIVA, DI FESTIVAL ED EVENTI CITTADINI a cura di Sindacato Usb Livorno
Sportello sindacale contro le molestie di genere sui luoghi di lavoro – RETE ISIDE/USB 3389336083 - [email protected]

https://www.usb.it/leggi-notizia/ristorazione-e-turismo-una-guida-contro-le-molestie-in-vista-della-stagione-estiva-di-festival-ed-eventi-cittadini-1543.html

"In vista della stagione estiva che sta per cominciare e che comporteranno un prevedibile aumento dei flussi e dei carichi di lavoro, torna centrale il tema delle condizioni di lavoro nei settori legati al turismo, alla ristorazione, all’accoglienza e all’organizzazione. USB e la RETE ISIDE richiamano, dunque, con forza l’attenzione su un tema troppo spesso sottovalutato: la sicurezza e la tutela delle lavoratrici rispetto a molestie, comportamenti inappropriati e violenze nei luoghi di lavoro.

Le molestie NON sono “parte del lavoro”
Qualsiasi comportamento indesiderato a sfondo sessuale, verbale o fisico, che leda la dignità della lavoratrice, costituisce una violazione della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) e delle norme antidiscriminatorie. Non esiste alcuna giustificazione legata al contesto, all’afflusso di clientela o al “clima festivo”.
È responsabilità del datore di lavoro prevenire e intervenire.
Ricordiamo che il datore di lavoro ha l’obbligo giuridico di garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso. Ciò significa:
•⁠ ⁠Valutare tutti i rischi, compresi quelli legati a molestie e violenze;
•⁠ Adottare misure di prevenzione e protezione adeguate;
•⁠ Intervenire tempestivamente in caso di segnalazioni.
L’inerzia o la sottovalutazione di episodi segnalati può configurare responsabilità diretta del datore di lavoro, con possibili sanzioni civili e penali.
Esiste una tutela internazionale: Convenzione ILO n. 190
L’Italia ha ratificato la Convenzione n. 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che riconosce il diritto di ogni persona a un mondo del lavoro libero da violenze e molestie. Questa convenzione rafforza il quadro di tutela e obbliga anche i datori di lavoro ad adottare politiche attive di prevenzione e contrasto.

Cosa possono fare le lavoratrici
RETE ISIDE e USB invitano tutte le lavoratrici a non restare sole e a tutelarsi attivamente:
•⁠ Segnalare immediatamente ogni episodio al datore di lavoro o al responsabile della sicurezza (RLS/RLST);
•⁠ Documentare quanto accade (annotazioni, messaggi, eventuali testimoni);
•⁠ Rivolgersi al sindacato per supporto e assistenza;
•⁠ In caso di mancato intervento aziendale, attivare gli organi ispettivi (Ispettorato del Lavoro, ASL);
•⁠ Nei casi più gravi rivolgersi ai Centri Anti Violenza e/o sporgere denuncia alle autorità competenti.

USB e RETE ISIDE sono al vostro fianco
Non accetteremo che, dietro la retorica dell’evento e del turismo, si nascondano condizioni di lavoro degradanti e rischiose. La sicurezza e la dignità non sono negoziabili.
Invitiamo tutte le lavoratrici della ristorazione a contattare gli Sportelli territoriali dedicati al contrasto delle molestie, delle discriminazioni e della violenza di genere nei luoghi di lavoro per segnalazioni, supporto e tutela collettiva. Solo attraverso l’organizzazione e la lotta possiamo contrastare abusi e silenzi.

Rete Iside/Unione Sindacale di Base
Sportello contro molestie, discriminazioni e violenza di genere nei luoghi di lavoro Livorno"

03/06/2026
Da USB  Unione Sindacale Di Base pag. nazionale riprendiamo la DICHIARAZIONE CONGIUNTA dei portuali di: Francia - Grecia...
02/06/2026

Da USB Unione Sindacale Di Base pag. nazionale riprendiamo la DICHIARAZIONE CONGIUNTA dei portuali di: Francia - Grecia - Paesi Baschi - Turchia - Marocco - Italia riuniti nel 3° Incontro Internazionale dei Sindacati dei Lavoratori Portuali - Istanbul - 18-19 maggio 2026

"I lavoratori portuali non diventeranno un anello della catena delle loro guerre!
Noi, i sindacati dei lavoratori portuali di oltre 35 porti in Europa e nel Mediterraneo, riuniti a Istanbul in occasione del 3° Incontro Internazionale, rivolgiamo un appello militante comune ai nostri compagni di lavoro in ogni porto, in ogni paese.
Il nostro incontro si svolge in un momento in cui gli eventi stanno confermando drammaticamente ciò che abbiamo già dichiarato: i porti, le rotte marittime, le ferrovie, i magazzini, la logistica, l’intera catena dei trasporti, si stanno trasformando sempre più apertamente in infrastrutture di guerra.
I governi, gli Stati Uniti sotto Trump, la NATO, l’UE e i monopoli vogliono rendere i lavoratori complici nel trasporto di armi e materiale militare destinati al massacro dei popoli.
Non faremo loro questo favore!
Non partiamo da zero. Abbiamo già esperienza, decisioni comuni, eredità preziose e legami forgiati nella lotta. Lo sciopero e la giornata internazionale di azione che abbiamo organizzato il 6 febbraio in 7 paesi e 20 porti è stata una pietra miliare storica. I lavoratori portuali hanno lanciato un messaggio potente: non lavorano per le guerre degli imperialisti.
Hanno dimostrato che il coordinamento non è solo uno slogan. Può diventare azione. Può estendersi dal Pireo a Genova, Marsiglia, Le Havre, Tangeri, Mersin, Livorno, Bilbao, Pasaia, Trieste, fino a ogni porto dove i lavoratori alzano la testa.
Oggi, tuttavia, gli sviluppi richiedono che continuiamo con ancora maggiore determinazione ciò che abbiamo iniziato.
L'aggressione imperialista in Medio Oriente si sta espandendo. Il genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato assassino di Israele continua con il sostegno degli USA, della NATO e dell'UE.
L'attacco statunitense-israeliano contro l'Iran, la fiammata di guerra nello Stretto di Hormuz, gli attacchi alle navi, i blocchi, la militarizzazione dei passaggi marittimi, tutto ciò dimostra che i popoli e i lavoratori vengono spinti sempre più in profondità nell'abisso della guerra.
I nostri stessi porti sono in prima linea in questo conflitto. Vogliono che le nostre mani carichino armi, per servire i loro eserciti. Vogliono che le infrastrutture costruite con il sudore dei lavoratori diventino basi per interventi, blocchi, genocidi e attacchi contro i popoli. I governi parlano di “sicurezza”, “stabilità” e “libertà di navigazione”. Ma la verità è diversa. Dietro queste parole si nascondono le rivalità per il controllo delle rotte energetiche, delle rotte commerciali, dei porti, delle materie prime e dei mercati.
Dietro di esse si nasconde il conflitto tra potenti Stati capitalisti su chi dominerà nel sistema imperialista. Questo non ha nulla a che vedere con gli interessi o la sicurezza dei popoli.
Di fronte a questa realtà, i lavoratori non possono riporre la loro fiducia in quelle forze sindacali che accettano gli obiettivi dell’“economia di guerra, attraverso il compromesso”, che presentano il coinvolgimento nelle guerre come “sviluppo”, “posti di lavoro” o “interesse nazionale”, che invitano i lavoratori a fare sacrifici per i profitti e le guerre, a schierarsi dietro le esigenze dei governi, degli armatori, dei monopoli e delle alleanze imperialiste.
Mentre miliardi vengono spesi in armamenti, i lavoratori portuali lavorano in condizioni di intensificazione, orari estenuanti, rapporti di lavoro flessibili, subappalto, salari bassi e mancanza di misure di salute e sicurezza. Subiscono le conseguenze della guerra, che porta inflazione e aumento dei prezzi di cibo, carburante e beni di prima necessità.
Sacrificano le nostre vite per i loro profitti in tempo di pace, e ora vogliono sacrificarle in guerra. Il costo delle loro guerre ricade sempre sulle stesse spalle: i popoli, i lavoratori, i marittimi, i portuali, i rifugiati.

Chiediamo:
1. La fine immediata del genocidio del popolo palestinese e l'apertura di un corridoio sicuro per gli aiuti umanitari. La fine della colonizzazione, dell'occupazione e dell'apartheid imposte al popolo palestinese e il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente, riconosciuto dalla comunità internazionale, entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale.
2. La fine della guerra in Medio Oriente, così come di tutti i blocchi e i conflitti in tutto il mondo. Nessun sostegno, nessuna facilitazione, nessuna partecipazione all’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran, il Libano o qualsiasi altro intervento imperialista. Flotte e basi militari fuori dalla regione. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai popoli di Cuba e del Venezuela, minacciati dall’imperialismo statunitense, e del Sudan. Chiediamo la difesa della sovranità dei popoli, delle risorse, dell’integrità territoriale, della pace con giustizia e del diritto alla resistenza per l’autodeterminazione.
3. I porti non devono essere utilizzati per il trasporto di armi, munizioni, equipaggiamento militare e truppe. Chiediamo ai sindacati di rafforzare la vigilanza, di informare i lavoratori, di smascherare i carichi bellici e di organizzare una resistenza collettiva di massa con tutti i mezzi legittimi a nostra disposizione e con la nostra lotta.
4. Rifiutiamo il piano di militarizzazione dei porti e delle infrastrutture critiche. I porti appartengono ai popoli e ai lavoratori. Non sono basi per la NATO, gli Stati Uniti o l'UE, né strumenti degli armatori e dei gruppi monopolistici.
5. No all’economia di guerra e agli armamenti. Il denaro deve essere utilizzato per i salari, i contratti collettivi, la sanità, l’istruzione, i bisogni sociali e la tutela della vita e della sicurezza sul lavoro.
6. Misure di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nessun altro lavoratore morto per il profitto. Basta con l’intensificazione del lavoro, il subappalto, le condizioni pericolose e l’arbitrarietà dei datori di lavoro.
7. Contratti collettivi con aumenti salariali reali, posti di lavoro stabili con diritti, una politica pensionistica con pensioni migliori e una riduzione dell’orario di lavoro. Gli sviluppi tecnologici, la meccanizzazione, l’automazione e l’uso dell’intelligenza artificiale devono essere contrastati affinché non portino alla perdita di posti di lavoro.
Per rafforzare il coordinamento internazionale tra i sindacati dei lavoratori portuali e dei lavoratori del settore marittimo, è impegno comune lo scambio di informazioni tra i sindacati per un’azione comune, mobilitazioni simultanee e iniziative di sciopero a sostegno del blocco contro la guerra e le armi, nonché la solidarietà con ogni sindacato sotto attacco da parte di governi, datori di lavoro e meccanismi repressivi.
In questo incontro, i sindacati partecipanti hanno concordato, firmando questa dichiarazione, di indire una seconda giornata di lotta internazionale dei lavoratori portuali nel prossimo ottobre 2026.
Da Istanbul inviamo il messaggio:
I lavoratori portuali non si sacrificheranno per i loro profitti e le loro guerre.
Non carichiamo la morte.
Non trasportiamo proiettili, bombe e missili per uccidere i bambini.
Non accettiamo che i nostri porti vengano trasformati in basi militari.
I lavoratori non pagheranno per l’economia di guerra, l’inflazione, gli armamenti e i profitti dei monopoli.
La nostra forza sta nell’organizzazione. Sta nei nostri sindacati, nelle assemblee generali, nelle decisioni collettive, nella solidarietà tra lavoratori di diversi paesi.
Noi, i lavoratori dei porti, sappiamo molto bene che senza di noi nulla si muove. Senza le nostre mani, i container restano fermi, le navi non vengono caricate, le macchine da guerra sono bloccate.
Chiediamo a tutti i sindacati dei lavoratori portuali di discutere questa dichiarazione, di rafforzare le nostre azioni comuni e di organizzare azioni congiunte, per rafforzare i legami di solidarietà tra i porti.
La storica mobilitazione del 6 febbraio ha indicato la strada, la prossima farà un passo avanti!
I lavoratori portuali non lavorano per la guerra!
Porti dei popoli e della pace - non basi degli imperialisti!

Firmato dai seguenti sindacati:
CGT Port and Docks - Francia
Enedep - Grecia
LAB - Paesi Baschi
LIman-Is - Turchia
ODT - Marocco
USB - Italia

Adesione
Orsa Porti Gioia Tauro - Italia"

28/05/2026

Piombino: due velocità sul polo siderurgico, mentre i lavoratori aspettano ancora risposte

Sul polo siderurgico di Piombino la convivenza tra i progetti di Metinvest Adria e JSW Steel Italy diventa ogni giorno più difficile. I due piani industriali avrebbero dovuto procedere di pari passo, garantendo sviluppo, occupazione e rilancio industriale del territorio. Oggi invece assistiamo a due situazioni completamente diverse.

Metinvest Adria ha già firmato l’accordo di programma, ha avviato oltre 380 colloqui con i lavoratori inattivi, ha ripresentato il piano industriale alla Regione Toscana con la rinuncia a 9 ettari di aree e si prepara all’avvio delle demolizioni nell’autunno 2026. A questo si aggiunge lo sblocco dell’investimento sulla banchina da parte del MIT, passaggio fondamentale per la realizzazione del progetto.

Dall’altra parte, JSW continua a rappresentare l’ennesima incompiuta industriale. Dopo mesi non è stato ancora firmato l’accordo di programma, non esistono certezze sui tempi e il progetto industriale. Nel frattempo Governo e Regione Toscana continuano a latitare su una vertenza che viene definita strategica a livello nazionale, ma che nei fatti non riceve alcuna accelerazione concreta.

È inaccettabile che ad oggi non sia stato ancora nominato un commissario straordinario capace di velocizzare gli iter autorizzativi e coordinare realmente l’avvio del comitato esecutivo. Ancora più grave è il continuo credito politico dato a JSW, un gruppo che dal 2018 non ha mantenuto gli impegni assunti né verso i lavoratori né verso la città.

Le tensioni internazionali, dalle guerre in Medio Oriente fino al conflitto in Ucraina, rendono ancora più evidente quanto sia fragile affidare il futuro di un settore strategico come la siderurgia alle logiche del mercato e della speculazione internazionale.

Come USB lo diciamo da tempo: servono garanzie immediate per tutti i lavoratori fino al completamento delle opere e alla piena ripartenza produttiva. Nessuno deve pagare sulla propria pelle i ritardi industriali, politici e burocratici accumulati in questi anni.

Per USB la questione è ormai chiara: senza un forte intervento pubblico non esiste alcuna garanzia per il futuro del polo siderurgico di Piombino. Per questo continuiamo a chiedere la nazionalizzazione della siderurgia e un controllo pubblico reale di un settore strategico per il Paese, per difendere occupazione, salario, diritti e prospettive industriali.

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USB Nazionale Industria – Categoria Operaia

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