28/12/2024
"LA VERA GIOIA NON NASCE MAI DALL'ESAGERAZIONE"
Il brodo degli indiani
Quando ero un bambino avevo tanti giornalini a fumetti e in uno si raccontava la storia di una speciale medicina che i Maya (io credevo fossero indiani, perché avevano tante piume sui capelli) preparavano per guarire da molti malanni e per stare sempre bene.
Dicevano che quella loro medicina era una specie di regalo degli dei e la preparavano facendo bollire i semi del cacao dopo averli triturati. lo avevo capito benissimo che quella li era cioccolata, però questa mia scoperta non la rivelavo a nessuno, neppure a me stesso. Amavo moltissimo la cioccolata e sapevo di doverne consumare molto poca. Allora non c'erano problemi di peso, anzi: era appena finita la guerra, c'era molta fame e mancava tutto, anche il pane. Molto raramente qualcuno mi regalava un poco di cioccolata, avrei voluto divorarla tutta subito, poi pensavo ai giorni tristi, ai giorni storti, quando una tavoletta marroncina fa tanto bene. E allora la nascondevo, la mettevo via, ma, per resistere alla tentazione, prendevo fuori da un cassetto l'albo con gli indiani che stava sempre li, pronto per l'uso. E mi convincevo che la cioccolata era soltanto una medicina, come i decotti, la pomata per le dita gelate, lo sciroppo amarissimo, gli impacchi di crusca per il mal di petto.
Questa bella fiaba insegna qualcosa di importante, come poi tutte le belle fiabe. Dice che nella vita non si deve e non si può esagerare. È bello correre fino a cadere sudatissimi su un prato, però viene sempre anche l'ora di smettere, di tornare a casa, di fare i compiti. Ci sono cose belle anche alla televisione, ma due o tre ore incollati li, a vedere tutto, pubblicità, cartoni animati, telegiornali, quiz, balletti, non sono una buona cosa. Gli occhi e la testa, due beni preziosissimi, si stancano inutilmente a guardare gli stessi pannoloni che hai già visto anche ieri.
Ma una cosa molto bella, quando corri a prendere altra cioccolata e sai di sbagliare, è incontrare per strada il brodo degli indiani. Questa bella fiaba insegna che ognuno ha un suo modo per fermarsi in tempo. Qui i due amici non rinunciano alla cioccolata, e neppure alle patatine, ma si abituano a misurare una giusta quantità. Se impari bene e presto questa abitudine puoi avere tanta felicità. Si, perché la vera gioia non nasce mai dall'esagerazione, chi si rimpinza di cioccolatoni non sa più nemmeno confrontare tra loro i moltissimi tipi di cioccolata che si trovano nei negozi.
Però deve essere lieta e divertente anche la conquista del senso della misura, come avviene in questa bella fiaba. Per ogni cioccolatino occorre avere anche un albo, anche un libro. Si prende la panna montata con una storia ambientata nel bianchissimo Grande Nord, si evita l'acidità di stomaco e si impara a conoscere gli orsi polari. Che sembrano fatti di panna montata. In tutta la vita ho cercato di avere con me un poco di brodo degli indiani. Ma ognuno di noi ha il suo. È divertente anche saper cercare quale è quello giusto.
ANTONIO FAETI
dalla prefazione a Cioccolatina, la bambina che mangiava sempre di Vivian Lamarque