IMESI - Istituto Mediterraneo Studi Internazionali

IMESI - Istituto Mediterraneo Studi Internazionali L'istituto Mediterraneo Studi internazionali si occupa di formazione e ricerca nel campo degli studi giuridici, storico filosofici, politici e sociali .

In Congo continua l’allarme Ebola. Sarà fondamentale l’aiuto della Comunità internazionale.La Repubblica Democratica del...
06/06/2026

In Congo continua l’allarme Ebola. Sarà fondamentale l’aiuto della Comunità internazionale.

La Repubblica Democratica del Congo continua a fare i conti con l'epidemia del raro ceppo Bundibugyo del virus Ebola, dichiarata ufficialmente il 15 maggio. Secondo il Ministero della Salute congolese, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 71 nuovi casi confermati, portando il totale a 452 contagi e 82 decessi dall'inizio dell'emergenza.
L'epidemia è concentrata principalmente nella provincia orientale dell'Ituri, ma alcuni casi sono stati segnalati anche nella vicina Uganda, alimentando le preoccupazioni per una possibile diffusione regionale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Africa CDC hanno stimato che saranno necessari oltre 500 milioni di dollari nei prossimi mesi per sostenere le operazioni di risposta sanitaria nella RDC e nei Paesi limitrofi.

Dal punto di vista scientifico, l'epidemia conferma come Ebola continui a rappresentare una delle principali minacce sanitarie dell'Africa centrale. La combinazione di sistemi sanitari fragili, mobilità transfrontaliera e difficoltà logistiche può infatti favorire la diffusione del virus e complicare le attività di contenimento.

Per contrastare il focolaio fondamentale sarà la cooperazione internazionale, attraverso il sostegno finanziario, l'invio di personale specializzato e il coordinamento tra i Paesi della regione. Gli esperti sottolineano inoltre l'importanza di coinvolgere le comunità locali nelle campagne di sensibilizzazione, poiché informazione e fiducia nelle istituzioni sanitarie rappresentano strumenti essenziali per contenere la diffusione del virus e prevenire una crisi sanitaria di più ampia portata.

Il territorio di Gaza come il corpo di un condannato a morte dell’Ancien RègimeQuando Michel Foucault in Sorvegliare e P...
05/06/2026

Il territorio di Gaza come il corpo di un condannato a morte dell’Ancien Règime

Quando Michel Foucault in Sorvegliare e Punire (1976) osservava come nell’Ancien Règime il corpo del suppliziato fosse il luogo di principale manifestazione del potere assoluto del sovrano evidenziava vari aspetti come per esempio il fatto che il supplizio diventasse una spettacolarizzazione di un rituale politico. Ma tra i vari aspetti che costituivano il potere evidenziava come il corpo del condannato e suppliziato fosse anche il luogo della verità in quanto attraverso la tortura si estorcevano delle confessioni: “[…] la pena, quando è suppliziante, non si abbatte a caso o in blocco sul corpo; è calcolata secondo regole dettagliate: numeri di colpi di frusta, posto del ferro rovente, lunghezza dell’agonia sul rogo o sulla ruota…” (Foucault 1976: 37). In funzione di questo magistrale studio di uno dei “maitre à penser” del Novecento, rapportando la metafora del corpo del suppliziato al territorio di Gaza, vedendo in quest’ultima un corpo martoriato e utilizzato da un potere sovrano per adempiere alle logiche del proprio odio e alle rispettive posizioni di superiorità razziale osserviamo che anch’esso è strumento per un raggiungimento di una verità. Questa volta in modo inverso. La verità che rivela Gaza riguarda direttamente il rapporto che il mondo e il sistema giudiziario ha con il suo carnefice. Quest’ultimo parafrasi perfetta di un potere assoluto senza argine. Dopo il “cessate il fuoco” l’invasione israeliana di Gaza è proseguita. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha recentemente dichiarato di aver ordinato all’esercito di prendere il controllo del 70% di Gaza. L’analisi satellitare di Al Jazeera rivela uno sforzo sistematico per costruire un’infrastruttura militare sostenibile a lungo termine. Tra i vari esempi vi è una nuova base militare costruita sulle rovine del cimitero di Khan Younis (fonte “Inside Over”).
La motivazione di questo scempio da parte del leader israeliano resta sempre legata allo sradicamento totale di Hamas e l’impedimento di ulteriori avvenimenti come quelli del 7 ottobre 2023. Però sembra soltanto che in funzione di questo si voglia unicamente perseguire una logica totalizzante del controllo sulla Striscia con un prolungamento dell’occupazione militare del territorio. Ma come osservava acutamente Callois: “[…] Tutto si riduce al potere e al possesso, e sui affermano relazioni crudeli, irreversibili e implacabili, che si riescono a sopportre soltanto nell’aria rarefatta delle cime e che vengono soffocate da qualsiasi forma di rigoglio” (Callois 2007: 100).

L’india ha annunciato un piano di investimenti per costruire un “hormuz indiano”L’india ha di recente approvato un inves...
03/06/2026

L’india ha annunciato un piano di investimenti per costruire un “hormuz indiano”
L’india ha di recente approvato un investimento di oltre 11 miliardi di dollari per potenziare la propria presenza nell’isola di Great Nicobar, la più grande delle isole nicobare e trasformarlo così in un hub logistico, commerciale e militare.
La ragione è geografica: l’isola si trova tra il golfo del Bengala e il mare andamano, all’uscita dello stretto di Malacca, attraverso il quale passa una quota significativa del commercio mondiale e gran parte del commercio energetico della Cina.
Con l’annunciato investimento, l’India si pone l’obiettivo di rafforzare le proprie capacità di sorveglianza e controllo di uno dei più importanti chokepoint del mondo e consolidare così la propria posizione strategica nell’Indo-pacifico, nell’ottica di restringere i margini di competizione cinese nella zona.
Non a caso, alcuni osservatori hanno paragonato l’isola a una sorta di “hormuz indiano”.
Il massiccio investimento previsto pone tuttavia grandi interrogativi di carattere ambientale: le isole nicobare sono caratterizzate da ecosistemi estremamente diversificati e fragili e abitate da numerose comunità indigene la cui sopravvivenza era già a rischio prima che si accendesse un interesse strategico sulle isole nicobare.

Il 2 Giugno rappresenta l'atto fondativo della moderna architettura istituzionale italiana. Ricorre quest'anno l'80° ann...
02/06/2026

Il 2 Giugno rappresenta l'atto fondativo della moderna architettura istituzionale italiana. Ricorre quest'anno l'80° anniversario del referendum istituzionale svoltosi il 2 e 3 giugno 1946, una data che ha segnato la transizione dello Stato italiano dalla forma monarchica a quella repubblicana.

All'indomani del secondo conflitto mondiale, l'Italia fu chiamata a determinare il proprio futuro politico attraverso una consultazione a suffragio veramente universale, che vide per la prima volta la partecipazione attiva e fondamentale dell'elettorato femminile a livello nazionale.

Con un'affluenza alle urne vicina all'89%, l'esito del referendum decretò la vittoria della Repubblica con il 54,3% dei consensi (pari a oltre 12 milioni di voti), a fronte del 45,7% espresso a favore della continuità monarchica sotto la dinastia sabauda.

Nel 1977 a causa della crisi economica la festività infrasettimanale del 2 giugno venne revocata e le celebrazioni furono spostate alla prima domenica di giugno. Fin quando nel 2001 la ricorrenza è stata ufficialmente ripristinata nella sua data originaria grazie a una forte iniziativa dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Oggi le celebrazioni solenni seguono il tradizionale protocollo di Stato: l'omaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Milite Ignoto presso l'Altare della Patria, la tradizionale parata militare lungo via dei Fori Imperiali e il suggestivo sorvolo delle Frecce Tricolori nei cieli della Capitale.

La situazione epidemiologica legata al virus Ebola Bundibugyo (BVD) in Congo e Uganda richiede la massima attenzione. Ne...
30/05/2026

La situazione epidemiologica legata al virus Ebola Bundibugyo (BVD) in Congo e Uganda richiede la massima attenzione. Nella Repubblica Democratica del Congo si registrano già 121 casi confermati, 17 decessi e oltre 1.000 casi sospetti, delineando un quadro sempre più allarmante.

Di fronte a questa emergenza, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera ai vertici dell'Unione Europea per sollecitare un coordinamento rafforzato e regole comuni sulla vigilanza alle frontiere, proponendo di inserire il tema all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026. A livello nazionale, il Ministero della Salute e la Protezione Civile hanno già attivato protocolli di sorveglianza mirata e controlli sanitari per i viaggiatori in rientro dalle zone colpite.

L'azione italiana si estende anche sul campo. Questo fine settimana una squadra di esperti dell’Istituto Spallanzani volerà a Kinshasa per fornire assistenza tecnica e materiale medico. Parallelamente, l'UNICEF, supportato dall'UE, ha già fatto decollare da Copenhagen oltre 100 tonnellate di aiuti umanitari e forniture salvavita, con l'obiettivo di proteggere il personale sanitario in prima linea e assistere circa 100mila persone.

Come dichiarato dai rappresentanti UNICEF, si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo in cui la prevenzione, il controllo delle infezioni e la fiducia delle comunità locali saranno elementi chiave per contenere il virus.

L'Iran ha annunciato di aver sviluppato un nuovo e più efficiente sistema di difesa aereo e di averlo testato con succes...
29/05/2026

L'Iran ha annunciato di aver sviluppato un nuovo e più efficiente sistema di difesa aereo e di averlo testato con successo questa settimana per l'abbattimento di un drone MQ-9 americano vicino lo stretto di Hormuz.

Il sistema di difesa, chiamato Arash-e Kamangir, sarebbe progettato per intercettare droni, missili da crociera e minacce a bassa quota, un tipo di attacco diventato centrale nei conflitti contemporanei, dall’Ucraina al Medio Oriente. Teheran sostiene che la nuova tecnologia contribuirà a garantire la protezione delle proprie infrastrutture strategiche e ridurre la sua vulnerabilità agli attacchi aerei, soprattutto nei confronti delle tecnologie con capacità stealth.

Sebbene le dichiarazioni dei militari iraniani ne parlino come di un sistema di difesa rivoluzionario, gli esperti hanno manifestato parecchi dubbi sulla sua portata innovativa e ricondotto l'annuncio più alla necessità dell'Iran di rafforzare la sua capacità di deterrenza proprio nel momento in cui sembrerebbe raggiunto l'accordo per un nuovo cessate il fuoco di sessanta giorni e, quindi, in una fase cruciale per la negoziazione di un accordo di pace definitivo.

Itam Ben Gvir: la barbarie dal volto umanoSi tratta del ministro della Sicurezza nazionale di Israele e leader di estrem...
27/05/2026

Itam Ben Gvir: la barbarie dal volto umano

Si tratta del ministro della Sicurezza nazionale di Israele e leader di estrema destra del paese, che negli ultimi giorni è oggetto di attenzione planetaria. Un punto di riferimento politico per i coloni ultranazionalisti e di estrema destra, oltre che figura fondamentale per la continuità del potere esecutivo israeliano. Si dice anche che in casa avesse il ritratto del pluriomicida Goldstein (fonte: V:Notizie). Ma a parte questi elementi, si tratta di una figura con un grandissimo peso nella politica israeliana e che negli ultimi giorni si è macchiato di riprovevoli azioni riservando un trattamento deleterio nei confronti delle dignità e dei diritti umani degli attivisti della Global Flotilla. Come confermano molte testate si tratta del volto più spietato del governo israeliano, per il quale non conta neanche più cosa decide di fare il governo di Netanyahu. Così radicale da prendere le distanze da quest’ultimo, con parole assai dirette e riportate sui social: “C’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta che il ministro degli Esteri israeliano capisca che Israele ha smesso di essere un sacco da boxe. Chiunque venga sul nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas verrà colpito e non porgeremo l’altra guancia” (V:Notize).
Ben Gvir, nel 2007 viene condannato per incitamento al razzismo e nel corso della sua vita e carriera politica ha collezionato svariate denunce e incriminazioni per reati legati alla sovversione dell’ordine pubblico. Rappresenta una figura che ha tradotto la sua cultura in carne, facendone un vero e proprio “habitus” come direbbe Bourdieu. Infatti, come osserva quest’ultimo: “[…] L’habitus produce pratiche, individuali e collettive […] esso assicura la presenza attiva delle esperienze passate che, depositate in ogni organismo sotto forma di schemi di percezione, di pensiero e di azione, tendono, in modo più sicuro … a garantire la conformità di pratiche e la loro costanza attraverso il tempo” (Bourdieu 2005, p. 86). Nel caso di Ben Gvir possiamo notare come la sua esperienza passata di attivista di estrema destra si sia tradotta in quegli stessi “schemi di percezione, di pensiero e di azione” che garantiscono la costanza di specifiche pratiche attraverso il tempo. Da semplice attivista si è riprodotto in carne e ossa come leader di quell’ideologia che pratica la violenza sull’altro, senza nessun limite concreto e senza nessuna apertura alla coesistenza tra diversità. Adesso pretende che Israele si espanda: sarà l’ora del Libano?

Oggi ricordiamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non soltanto come simboli della lotta alla mafia, ma come uomini che...
23/05/2026

Oggi ricordiamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non soltanto come simboli della lotta alla mafia, ma come uomini che hanno scelto il coraggio quando il silenzio sarebbe stato più semplice.

La loro eredità vive nella coscienza di chi crede nella giustizia, nella libertà e nella dignità dello Stato. Le stragi di Capaci e via D’Amelio hanno ferito profondamente l’Italia, ma non sono riuscite a spegnere i valori per cui Falcone e Borsellino hanno combattuto fino all’ultimo giorno: legalità, verità e speranza.

Ricordarli significa assumersi una responsabilità collettiva: non lasciare che l’indifferenza vinca, non accettare compromessi con l’illegalità e continuare a costruire un Paese in cui il coraggio di pochi diventi patrimonio di tutti.

“La mafia teme più la scuola che la giustizia”, diceva Borsellino. Ed è proprio nella memoria, nella cultura e nell’impegno quotidiano che il loro sacrificio continua a vivere”.

Stati Uniti e Cuba si preparano all'escalation Nella giornata di mercoledì il Procuratore Generale degli Stati Uniti e a...
21/05/2026

Stati Uniti e Cuba si preparano all'escalation

Nella giornata di mercoledì il Procuratore Generale degli Stati Uniti e altri alti funzionari del dipartimento di giustizia hanno formalmente incriminato Raul Castro, fratello di Fidel, per l'omicidio di alcuni cittadini statunitensi in relazione ad alcuni fatti risalenti al 1996.
L'incriminazione di Raul Castro rientra in una deliberata strategia di innalzamento della tensione tra i due paesi che gli Stati Uniti avevano utilizzato già nei confronti del Venezuela e del suo capo Nicolas Maduro, poi deposto manu militari.
Nel frattempo a Cuba le autorità preparano la cittadinanza a un eventuale attacco armato da parte di un paese straniero. Sabato il dipartimento della difesa cubano ha rilasciato una "Guida per famiglie in caso di aggressione militare".
Il contenuto della guida riflette fornisce istruzioni per ottenere in caso di conflitto una mobilitazione di tutti i cittadini, civili inclusi, e riflette una storica dottrina difensiva di origine sovietica definita "la guerra di tutte le persone". Nelle guide si forniscono indicazioni su milizie locali, apparecchiature di difesa e metodi di guerriglia urbana.
A conferma dell'intento di difendersi con tutti i mezzi e mobilitando cinicamente ogni risorsa utile, anche civile, il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, ha avvertito che un eventuale aggressione da parte degli Stati Uniti si risolverebbe in un bagno di sangue.

Mentre la guerra in Ucraina continua senza una vera svolta diplomatica, Vladimir Putin è arrivato oggi a Pechino per inc...
20/05/2026

Mentre la guerra in Ucraina continua senza una vera svolta diplomatica, Vladimir Putin è arrivato oggi a Pechino per incontrare Xi Jinping in quello che rappresenta uno dei vertici geopolitici più importanti dell’anno.
Non si tratta soltanto di una visita simbolica: Russia e Cina stanno consolidando sempre di più una partnership strategica che punta a ridefinire gli equilibri globali e a contrastare l’influenza degli Stati Uniti e dell’Occidente.
Negli ultimi anni Mosca e Pechino hanno intensificato la cooperazione su energia, commercio internazionale, tecnologia, difesa e sistemi finanziari alternativi al dollaro
La guerra in Ucraina ha accelerato questo processo. Dopo le sanzioni occidentali, la Russia ha trovato nella Cina un partner economico fondamentale per sostenere export, energia e approvvigionamenti strategici. Allo stesso tempo, Pechino osserva con attenzione il conflitto ucraino perché considera decisiva la sfida globale con Washington.
Dietro il vertice di oggi c’è un messaggio preciso: il mondo sta entrando sempre più in una fase multipolare, dove le grandi potenze cercano nuovi blocchi politici ed economici.
Per l’Europa questo scenario è particolarmente delicato poiché continua la dipendenza energetica da equilibri instabili mentre cresce la pressione militare ai confini orientali, aumentano le tensioni commerciali globali e si rafforza il rischio di una nuova “guerra fredda” economica e tecnologica

Indirizzo

Via Umberto Giordano 55
Palermo
90144

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Giovedì 15:00 - 19:00

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