01/11/2025
"Oltre ai figli, alla famiglia, tra le cose che contano davvero c’è la parola data.
Non servono firme, né avvocati, né contratti.
Basta una stretta di mano. Basta guardarsi negli occhi.
Certe cose me le hanno insegnate quando ero bambino. E io, a quelle cose, ci credo ancora. Perché valgono più di mille parole".
Quando hai tredici anni, la vita ti passa in mezzo alla strada, letteralmente.
Che bella è stata la mia infanzia vissuta lì, per strada.
Mia madre mi urlava dalla tromba delle scale:
“Hai fatto i compiti?”
E il mio "Sì!" rimbombava tra i muri del palazzo mentre correvo giù, con il cuore leggero.
Avevamo un’urgenza di vivere, e sì, anche di fare qualche cavolata — com’è normale.
Suonavamo i campanelli e scappavamo ridendo come matti.
Tiravamo gavettoni d’acqua agli autisti degli autobus che d’estate viaggiavano col finestrino aperto. Si arrabbiavano, certo, ma non potevano fermarsi. Era un gioco, era leggerezza.
Oggi vedo tutta la differenza tra il mio tempo e quello di mio figlio.
Noi non avevamo niente, eppure ci sembrava di avere tutto.
Le ore passavano tra nascondino, flipper, biliardino, e gelati da 500 lire.
Frugavi in tasca sperando di avere abbastanza: spesso bastavano solo per un Lemonissimo, un Magic Cola, o un Arcobaleno — i più economici.
Ma eri felice. E tanto bastava.
A mio figlio cerco di trasmettere i valori con cui sono cresciuto.
Gli dico:
“Diventare uno st***zo è facilissimo. Non serve neanche far fatica.”
Ma se sbagli con la testa, magari poi ti rialzi. Se sbagli senza pensarci, puoi solo metterci una toppa. E non sempre basta.
Oggi ci sono tanti ragazzi bravissimi, e sono contento.
Ma se guardo i 14enni di oggi, rispetto a noi... beh, noi eravamo davvero dei bambacioni, degli ingenui.
Tornavi a casa dopo un bacetto sulla guancia e ci facevi i film per giorni.
Oggi, invece, se guardi la consapevolezza che hanno i 12enni, ti spaventi. Ti viene da farti il segno della croce. Ragionano in un altro modo, crescono in fretta. Troppo in fretta.
È più facile perdersi.
E allora, per quanto possa, spero che mio figlio sbagli, ma con intelligenza. Che viva, sì, ma con quella leggerezza pulita che noi avevamo in fondo agli anni ’80.
Quando bastava una corsa, una moneta, un gelato da 250 lire e il cuore pieno di sogni.
— Francesco Totti