01/02/2026
🌬️⛈️ Cercando di ricordare la bellezza… e di dimenticare il meteo terribile di queste ultime settimane!
Vi portiamo in un viaggio che scalda il cuore:
il cammino invernale di Marco sul Cammino 100 Torri, vissuto tra mare, vento e silenzi carichi di emozioni.
Un modo speciale di salutare l’anno vecchio e accogliere il nuovo:
Capodanno in cammino, passo dopo passo, lungo una Sardegna autentica e selvaggia.
Perché ogni stagione ha la sua magia, anche quando il cielo si fa capriccioso 💙
Buona lettura!
"28/12/25 giorno #1 Cala Gonone - Orosei [19.10 km - 6:12 ore]
Cammino 100 torri
Mi sveglio presto, molto prima dell'alba, che qui è prevista verso le sette e mezza.
Dopo giorni di pioggia e buio mi aspetto cielo sereno e sole all'orizzonte, sul mare. Nella costa orientale della Sardegna funziona così: il sole sorge dal mare. Quando camminavo dall'altra parte, nella costa occidentale, quel palcoscenico era riservato ai tramonti.
Mi organizzo e scelgo di fare colazione al Garden, bar-terrazzo fronte-alba, che "ogni giorno è diversa, e basta questo per ricaricarmi per tutta la giornata" mi dice la barista mentre insieme guardiamo lo spettacolo all'orizzonte.
Prima di colazione faccio la spesa al market Nonna Isa, una istituzione qui in Sardegna; compro tre arance, una mela, un litro di succo di pesca e uno e mezzo di acqua: praticamente il mio pranzo; aggiungo lo spazzolino che quest'anno ha vinto il titolo del quiz a premi "cosa hai dimenticato questa volta?".
Mi incammino presto, ad alba conclusa. Il percorso di oggi presenta almeno due insidie: la discesa a precipizio prima della spiaggia di Cartoe, e il guado alla spiaggia di Osalla.
Da Cala Gonone salgo subito di quota, e in prossimità di un tornante prendo il sentiero escursionistico panoramico n.210, Coa 'e istrada: tre chilometri facili e spettacolari che tagliano la costa a strapiombo sul mare. L'arrivo si chiama Punto Panoramico, e a diritto, perché in direzione sud si può ammirare una delle zone più selvagge dell'Ogliastra: il territorio di Baunei.
Lungo il sentiero incontro due camminatrici locali, Cristina e Pina, che mi rassicurano sulla prima insidia: "sei di Bergamo? allora non avrai problemi. Stai attento a non scivolare, però".
E incontro un paio di volte due arrampicatori attrezzati di tutto punto che cercano la grotta Millennium "abbiamo sbagliato torniamo indietro, questa grotta non si fa trovare".
Dal Punto Panoramico partono due sentieri: uno che sale all'antico ovile pastorale Cuile Sa Tintura e l'altro che scende alla spiaggia di Cala Cartoe, il mio.
La discesa in effetti, tolti un paio di tratti, è fattibile, ma con prudenza. Man mano che scendo, sale il rombo delle onde contro gli scogli e la potenza del mare si fa indiscutibile.
La spiaggia di Cartoe è piccola e selvaggia, anche se raggiungibile in auto, e presenta un piccolo guado. Proseguo sul promontorio e scendo finalmente alla Cala Osalla. Dall'alto osservo la laguna di Osalla che entra nel mare e il guado, nella mia testa, si ingigantisce a dismisura. Ho calcolato che senza guado devo allungare il cammino di tre ore; inconcepibile.
Sulla spiaggia c'è una famiglia in gita domenicale, vestita all'invernale (io sono in maglietta a maniche lunghe). Mi avvicino e scambio due parole; inconsciamente mi sto lavorando la carta "passaggio in auto". Insieme ci avviciniamo al guado, che, oltre a essere largo qualche metro, presenta anche una corrente non trascurabile; mi guardano perplessi: "e ora come fai?", e io: "così", e mi tolgo scarponi, calze e pantaloni.
Preferisco non ragionarci troppo, e mi avventuro. Non ho nemmeno pensato di farmi fare un video, come in altre occasioni simili; sarebbe stato davvero divertente.
Calcolo velocemente che il livello salirà poco sopra le ginocchia. Tengo lo zaino in spalla e non sulla testa come i Marines.
Ma subito i primi passi affondano nella corrente e nella poseidonia. Ho fatto male i calcoli e mi ritrovo subito l'acqua alle chiappe. Punto alcune rocce affioranti e per fortuna il fondo tiene. Arrivo sull'altra sponda bagnato, ma fiero e tronfio come la rana di Fedro. Saluto la famiglia che mi guarda un po' stranita; chissà i pensieri dei bambini.
Da qui, scavallato il facile promontorio e passato il ponte di legno sul piccolo porto di Osalla, il sentiero è tutto lungo la spiaggia: sei chilometri di sabbia e pineta; infinita.
A metà strada, sul ponte del Molo di Marina Orosei mi fermo a chiacchierare con Francesco e Cristian, due pescatori di Nuoro. Parliamo di meteo, di cammini e di altre leggerezze, e sempre l'umore in queste occasioni è lieve. Li saluto con "buona vita", perché "buona pesca" suona male.
Orosei è a tre chilometri nell'entroterra e ci arrivo prendendo una pista ciclabile nuova ma non ancora completata, proprio sull'argine destro del fiume Cedrino. Poco prima di entrare in paese passo in fianco al Ponte Romano di cui mi hanno parlato i pescatori; una architettura elegante e solida, ma dell'antico ponte non è rimasto nulla; conto 14 campate.
L'hotel Su Barchile dove ho prenotato ha invece una architettura sarda e anche l'arredamento mi sembra di origine locale. Ha anche il ristorante ma ho dato una occhiata ai prezzi e sono fuori budget. Così scelgo la Taverna, ristorante tipico non molto lontano, e ceno con tagliere di formaggi, salumi sardi e un piatto di linguine al ragù di pecora.
Prima della cena ho fatto due tour per la città: uno appena arrivato, per vedere l'antica Torre Sant'Antonio Abate con relativa chiesa basso medievale e il centro storico; l'altro nella parte alta della città, alla ricerca di un ristorante che poi era chiuso.
La sera in camera sprofondo nel sonno senza nemmeno accorgermene."
Grazie Marco Vangelisti 👣❤️