05/06/2026
Dopo la visita guidata del 13 maggio, in cui ho affiancato Alessia Gertrude Amelie Marasco ho avuto il piacere di intervistarla ed oggi ve la racconto.
Dopo una lunga conversazione, ciò che emerge con forza è il ritratto di una donna determinata, autentica e profondamente legata alla sua terra. Una personalità ricca di sfumature, capace di coniugare sensibilità e fermezza, passione e impegno civile.
Ancora prima delle parole, sono il suo sguardo vivace e il sorriso sincero a raccontarla. In chi arriva da visitatore o semplice viaggiatore riesce a suscitare immediatamente una sensazione di accoglienza genuina, quella che nasce dall'amore per il luogo che si abita e che si desidera condividere con gli altri.
Professionista poliedrica, Alessia attraversa con competenza e passione il mondo della storia, della cultura e del turismo, offrendo a chi la incontra una chiave di lettura autentica del territorio e della sua identità più profonda.
Le sue radici affondano nell'associazionismo. Fin da bambina partecipa attivamente alle realtà sportive e scoutistiche del territorio, coltivando una curiosità naturale verso la storia del proprio paese e verso tutte quelle iniziative culturali capaci di alimentare il senso di appartenenza alla comunità. Ricorda con affetto le serate trascorse ad assistere alle rappresentazioni della filodrammatica roglianese "Vincenzo Gallo" e la partecipazione alle attività promosse dalle associazioni "Il Club degli Amici" e "G. Montoro".
Dopo il liceo sceglie di intraprendere gli studi in DAMS, laureandosi con una tesi dedicata a Vincenzo Gallo, il celebre "u chitarraru", poeta e drammaturgo roglianese. Gli anni universitari diventano un periodo di intensa crescita personale e artistica: partecipa a laboratori teatrali, tra cui quello guidato dall'attore Fortunato Cerlino, e vive l'esperienza del teatro sensoriale e immersivo con il Teatro del Lemming, arricchendo ulteriormente il proprio bagaglio culturale.
Nel corso degli anni collabora con numerose associazioni e amministrazioni locali. Tra le esperienze che ricorda con maggiore affetto vi è l’associazione LiberaLaMente e Destinazione Savuto, impegnata nella valorizzazione delle bellezze e delle peculiarità del territorio. Nel ruolo di guida partecipa a iniziative come e , promosse insieme all'associazione Rublanum, realtà che da anni opera nella rigenerazione degli spazi urbani attraverso la street art.
Particolarmente significativo è il lavoro svolto con i più giovani. Alessia crede profondamente nel valore educativo della cultura e della partecipazione. Lo dimostra il suo coinvolgimento nel progetto ICambiamondo, nato dall'unione di diverse associazioni attorno al concetto di "comunità educante". In questo contesto, attraverso laboratori e attività formative, sono state create occasioni di crescita e condivisione per ragazzi ed adulti.
Importante anche la collaborazione con Bruno Sicilia, guida escursionistica e presidente dell'ANIR, nell'ambito dell'evento "Savuto Outdoor", che ha offerto agli alunni delle scuole elementari l'opportunità di vivere il territorio attraverso esperienze dirette e coinvolgenti. Così come preziosa è stata la collaborazione con l'artista Rosellina Fuoco, figura capace di unire competenza tecnica, sensibilità artistica e rara delicatezza umana.
La creatività occupa un posto centrale anche nel suo percorso formativo. Dopo aver approfondito la lavorazione dell'argilla, Alessia ha promosso, insieme all'amministrazione comunale, il laboratorio "Giochi di Terra", dedicato ai più piccoli e pensato per avvicinarli alla manualità e all'espressione artistica.
Tra le esperienze professionali più significative vi è quella maturata presso il SAI "Casa Ismaele", struttura di accoglienza per minori migranti, dove ha lavorato come tecnico dell'animazione. Un percorso intenso e profondamente umano che le ha lasciato un'impronta indelebile, insegnandole il valore dell'ascolto, dell'incontro e dell'inclusione.
Quando parla del proprio impegno, Alessia utilizza un'espressione che la rappresenta pienamente: "politica dal basso". Una politica fatta di partecipazione, volontariato e cittadinanza attiva. Per lei il cambiamento nasce dalle persone e dalle comunità. In questa visione il turismo assume un significato che va oltre la semplice promozione territoriale: diventa strumento di crescita collettiva, emancipazione sociale e costruzione di relazioni. Il viaggiatore si trasforma così in un "cittadino temporaneo", mentre la comunità locale diventa protagonista della tutela e della valorizzazione del proprio patrimonio. Non ama gli slogan né le azioni fini a sé stesse. Il suo percorso è il risultato di una scelta di vita maturata sin dall'infanzia. Con un sorriso ricorda ancora la sua prima "corsa" per le vie di Rogliano, quando aveva appena un anno e si trovava nel passeggino spinto dal padre, fondatore della società di atletica leggera "Alexia86". È una figura alla quale si sente profondamente legata e alla quale riconosce un ruolo fondamentale nella propria formazione umana. Se oggi è la donna che è diventata, lo deve anche a lui.
Accanto all'impegno culturale cresce anche quello sociale. Oggi Alessia è volontaria de "La Terra di Piero", una realtà ed esempio di solidarietà senza barriere, azione concreta dalla provincia di Cosenza all'Africa, che considera ormai una seconda famiglia. Una tappa importante della sua vita. Intimamente mi racconta che si lega a questa associazione dopo la perdita di un caro amico, Venanzio Rota,sempre vivo nei suoi ricordi. È componente del direttivo ANPI Savuto "Donato Bendicenti" e del Comitato del Savuto per la Palestina. Segue inoltre con convinzione le attività di Emergency, confermando una sensibilità che guarda costantemente ai temi della solidarietà e dei diritti.
Dopo aver conseguito il titolo di guida turistica e ottenuto l'abilitazione professionale, compie una scelta precisa: restare. Restare nel proprio territorio e raccontarlo. Far conoscere non soltanto i monumenti, le tradizioni e la storia, ma anche l'anima più autentica di Rogliano, quella che spesso sfugge agli itinerari convenzionali.
Nel 2018 entra a far parte del consiglio direttivo della Pro Loco. Tra le numerose iniziative realizzate, una occupa un posto speciale nella sua memoria: la "Festa del Pane". Un evento costruito grazie alla collaborazione dei membri del direttivo — Luigi Pascuzzo, Arianna Via e Bianca Garofalo — insieme all'amministrazione comunale e al sostegno dell'attuale vicesindaco Francesco Altomare. Laboratori, convegni, spettacoli, show cooking e momenti di confronto hanno trasformato quella manifestazione in una grande festa collettiva, capace di richiamare visitatori anche da fuori regione e di rafforzare il senso di identità della comunità roglianese.
Ma è quando parla del rione Cuti che la sua voce si fa più intensa. Qui ha trascorso gran parte dell'infanzia, nella casa dei nonni materni, tra vicoli, profumi e ricordi che ancora oggi custodisce gelosamente. Cuti è per lei molto più di un luogo: è un universo affettivo fatto di relazioni, emozioni e appartenenza. Cuti è magia. Le "miuncijane chijne", le tradizionali melanzane ripiene, diventano così un rito, simbolo di una memoria tramandata di generazione in generazione, da madre in figlia. Proprio come il celebre pane di Cuti e la storia del lievito madre custodito dalla famiglia di Pina Oliveti. Tradizioni che raccontano non soltanto una cultura gastronomica, ma un patrimonio di gesti, affetti e valori condivisi.
Oggi il quartiere continua a vivere grazie all'entusiasmo di giovani che hanno dato vita all'associazione Ri.Cuti, impegnata nella valorizzazione dello storico rione. A questo si aggiunge la presenza della Piccola Biblioteca, curata dall'artista, poeta e performer Daniel Cundari, uno spazio speciale dove cultura, memoria e creatività dialogano continuamente. Uno spazio attivo dove le pietre parlano e sprigionano energia.Insieme a Cundari e al collettivo Idee in Fucina, nell'agosto del 2014 Alessia ha contribuito all'organizzazione della Notte Bianca "Etno Cooltura", ulteriore testimonianza di un impegno costante nella promozione culturale del territorio.
Ascoltandola, si comprende come Rogliano non sia semplicemente il luogo in cui vive. È la trama invisibile che attraversa ogni sua scelta, il punto di partenza e di ritorno di ogni progetto. Tra memoria e innovazione, tra tradizione e futuro, Alessia continua a prendersi cura della sua comunità con la stessa passione con cui si custodiscono le cose più preziose, tra restanza e resistenza.
© Maggio 2026, ph; Daniela Di Scianni - Tutti i diritti riservati