ConfPortella-Opportunità e Sviluppo per le Imprese

ConfPortella-Opportunità e Sviluppo per le Imprese Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di ConfPortella-Opportunità e Sviluppo per le Imprese, Via NAZIONALE 228, Misilmeri.

Confportella , Rappresetanza Datoriale Confartigianato, è uno sportello di opportunità dedicato alle imprese, nato per facilitare l’accesso a servizi, strumenti, collaborazioni Confportella è uno sportello di opportunità dedicato alle imprese, nato per facilitare l’accesso a servizi, strumenti, collaborazioni e percorsi che aiutano le aziende a crescere, innovare e lavorare meglio, con un nuovo mo

do di fare associazione. 💼✨

È Centro Zonale di Confartigianato Imprese Palermo e punto territoriale per la bilateralità e il welfare d’impresa, con sportelli dedicati a EBAS, Edilcassa, Fondi interprofessionali e altri enti bilaterali convenzionati. 🏢🤝

Attraverso partnership con associazioni, enti bilaterali, fondi, studi professionali e piattaforme digitali, Confportella attiva servizi reali, digitalizzazione e supporto tecnico-operativo. 💻

L’obiettivo è trasformare le esigenze delle imprese in soluzioni concrete, integrando adempimenti, bandi e strumenti digitali. 🌐🔧

Confportella promuove un modello associativo moderno, basato su ascolto delle imprese, attivazione di risorse e produzione di nuove opportunità. 🎯🚀

Il risultato è un ecosistema che accompagna le imprese nella loro evoluzione, favorendo innovazione, competitività, sviluppo territoriale e crescita del tessuto produttivo. 🌍📈

17/04/2026

La tragica morte dei due operai, precipitati dal decimo piano di un edificio a Palermo a seguito del cedimento del braccio di una PLE durante lavori in quota, r...

SANZIONI A PARTIRE DA 25.000 EURO: ATTENZIONE ALL’USO DEL TERMINE “ARTIGIANALE”                          La nuova Legge ...
01/04/2026

SANZIONI A PARTIRE DA 25.000 EURO: ATTENZIONE ALL’USO DEL TERMINE “ARTIGIANALE”



La nuova Legge sulle PMI 2026 introduce una svolta importante per tutto il settore dell’artigianato.
Da oggi, usare impropriamente termini come “artigianale”, “prodotto artigianale” o definirsi “artigiano” senza averne i requisiti ufficiali può costare molto caro.
Cosa cambia concretamente?
✔️ Il termine “artigianale” potrà essere utilizzato solo da imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane
✔️ L’impresa deve realizzare direttamente i prodotti o i servizi che dichiara come artigianali
✔️ Il divieto vale anche per marchi, insegne, pubblicità e comunicazione commerciale
❌ Chi non rispetta queste regole rischia:
💸 una sanzione pari all’1% del fatturato
💸 con un minimo di 25.000 euro per ogni violazione
🎯 Perché questa norma è così importante?
Questa novità serve a:
• tutelare le vere imprese artigiane
• contrastare pratiche scorrette e marketing ingannevole
• valorizzare chi lavora davvero con competenze, manualità e qualità
⚠️ Attenzione quindi a:
• etichette sui prodotti
• siti web e social
• materiale pubblicitario
• denominazione aziendale
Anche una semplice parola usata nel modo sbagliato può comportare sanzioni molto pesanti.
💡 Il messaggio è chiaro:
Essere artigiani non è solo una definizione commerciale…
è un riconoscimento ufficiale che comporta requisiti precisi.
📌 Se sei un’impresa:
👉 verifica la tua posizione
👉 controlla la tua comunicazione
👉 adeguati subito per evitare rischi

27/01/2026
Anaepa Confartigianato Palermo Presente alla Mediedil
17/09/2022

Anaepa Confartigianato Palermo Presente alla Mediedil

ALIMENTAZIONE – Firmato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell’area alimentazione-panificazioneConfartigianat...
09/12/2021

ALIMENTAZIONE – Firmato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell’area alimentazione-panificazione

Confartigianato Alimentazione, insieme alle altre Confederazioni artigiane e a Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil, ha firmato oggi l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Alimentazione-Panificazione scaduto il 31 dicembre 2018.

Il contratto, che ha durata fino al 31 dicembre 2022, si applica ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle imprese artigiane del settore alimentare, delle imprese del settore panificazione, oltre alle imprese non artigiane del settore alimentare fino a 15 dipendenti, incluse le imprese della ristorazione.

Per quanto riguarda la parte economica, è stato definito un aumento retributivo, a regime da luglio 2022, pari a 77 euro per il Livello 3A del Settore Alimentare e a 74 euro per il Livello A2 del Settore Panificazione. Prevista anche l’erogazione di un importo a titolo di Una Tantum pari a 140 euro, suddivisibile in quote mensili, o frazioni, e applicabile ai soli lavoratori in forza.

Per le imprese non artigiane del settore alimentare fino a 15 dipendenti l’aumento retributivo a regime sarà di 83,62 euro al 5° Livello. Per le imprese della ristorazione che svolgono attività di somministrazione sono invece state definite per la prima volta tabelle retributive specifiche.

Quanto alla parte normativa, è stata aggiornata la disciplina sul contratto a termine con la reintroduzione delle causali previste dalle parti contrattuali, rafforzata la normativa sulla stagionalità e introdotto per la prima volta il lavoro intermittente per l’assunzione dei lavoratori che svolgono attività di delivery a domicilio.

“L’accordo – sottolinea il Presidente di Confartigianato Alimentazione Massimo Rivoltini – è il risultato di una lunga fase di trattative avvenute in piena fase pandemica e ha il merito di confermare il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro quale strumento di tutela e garanzie per imprese e lavoratori in questa difficile fase di uscita dalla crisi. In particolare, il nuovo contratto contiene aspetti innovativi per quanto riguarda il lavoro intermittente e le attività di delivery a domicilio, i contratti a termine e prevede soluzioni di welfare adeguate ai settori interessati”.

IMPIANTI – Il nuovo decreto sulle energie rinnovabili mette ko gli installatori di impiantiSi complica il percorso di ch...
09/12/2021

IMPIANTI – Il nuovo decreto sulle energie rinnovabili mette ko gli installatori di impianti

Si complica il percorso di chi vuole esercitare l’attività dell’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Il decreto legislativo 199/2021, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2018/2001/UE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, riporta le imprese alla normativa di 8 anni fa, crea confusione e vanifica gli investimenti in formazione fatti da migliaia di imprenditori.
L’allarme arriva dagli installatori di impianti di Confartigianato, Cna e Casartigiani che denunciano: “Il decreto legislativo doveva semplificare il quadro normativo in cui operano gli imprenditori. Invece lo si complica ancora di più, con disposizioni che hanno valore retroattivo addirittura dal 4 agosto 2013 e creando un ingiustificato doppio binario per il riconoscimento della qualifica di installatore FER”.

“Ci aspettavamo – sottolineano gli installatori di Confartigianato, Cna e Casartigiani– venisse finalmente chiarito il pasticcio normativo che intralcia da anni le nostre attività. Invece è accaduto il contrario, con buona pace delle nostre aspettative di semplificazione”.

“In poco meno di un anno – spiegano – si è passati da una buona legge che delegava il Governo a semplificare la materia a questo decreto che riporta indietro di 8 anni la normativa riproponendo un clamoroso errore nella procedura, esercitando una discriminante nei confronti di imprenditori che avrebbero il diritto di vedersi riconoscere la dignità del proprio mestiere, e non recependo la disposizione contenuta nel cosiddetto Decreto Semplificazioni che aveva previsto a partire dal 1 gennaio 2022 l’inserimento in visura camerale dei titoli di qualificazione degli installatori FER”.

“Ora – concludono – chiediamo che a questi errori si ponga rapido rimedio con una modifica normativa per abrogare la nuova disposizione del Decreto legislativo 199/2021 e scrivere finalmente norme chiare e semplici per disciplinare la nostra attività”.

LAVORO – Confartigianato firma con il Ministero del Lavoro il Protocollo nazionale sul lavoro agile Confartigianato ha f...
09/12/2021

LAVORO – Confartigianato firma con il Ministero del Lavoro il Protocollo nazionale sul lavoro agile

Confartigianato ha firmato con il Ministero del Lavoro e le parti sociali il “Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile” volto a fornire delle linee di indirizzo ed un quadro di riferimento sia per la definizione degli accordi individuali che per l’eventuale contrattazione collettiva, anche di secondo livello, che dovesse intervenire nel disciplinare la materia.
La sigla del documento è avvenuta al tavolo di confronto avviato dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, con le Organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Il Protocollo recepisce le sollecitazioni di Confartigianato che aveva sottolineato la necessità di confermare l’impostazione della legge n. 81/2017, e quindi di mantenere una cornice normativa “leggera”, in linea con le peculiarità del lavoro agile, che potesse favorire l’intervento della contrattazione collettiva in funzione integrativa rispetto al quadro delineato dalla legge.

All’accordo individuale continua, quindi, ad essere affidato il compito di definire le modalità di esecuzione del lavoro agile, in coerenza con la disciplina legale, con le linee di indirizzo fissate dal Protocollo nonché con l’eventuale contrattazione collettiva di riferimento.

Le linee guida, inoltre, come richiesto da Confartigianato, fanno salvi gli accordi individuali in essere nonché gli accordi collettivi nazionali, territoriali ed aziendali già vigenti.
Il Protocollo richiamando la legge n. 81/2017 come disciplina legale di riferimento dovrebbe anche scongiurare ulteriori iniziative legislative in materia (sono attualmente 10 i progetti di legge in discussione presso la Commissione Lavoro della Camera) evitando, quindi, che vengano disciplinati a livello legislativo – anche in senso più restrittivo – aspetti che, riguardando l’organizzazione del lavoro, trovano nella contrattazione la sede naturale per la loro regolamentazione.

Il Protocollo, che troverà applicazione una volta esaurita la fase emergenziale, recepisce infine l’auspicio di Confartigianato di adottare misure di semplificazione per la comunicazione degli accordi individuali sulla scorta del regime semplificato attualmente vigente.

Criticità permangono sugli aspetti riguardanti la salute e sicurezza con riferimento ai quali Confartigianato aveva chiesto misure di semplificazione.

ASSEMBLEA 2021 – Il Presidente Marco Granelli: “Facciamo squadra al fianco delle piccole imprese che fanno grande l’Ital...
30/06/2021

ASSEMBLEA 2021 – Il Presidente Marco Granelli: “Facciamo squadra al fianco delle piccole imprese che fanno grande l’Italia”

“Il futuro dell’Italia è nelle mani degli artigiani e delle micro e piccole imprese, fondamentali per ricostruire lo sviluppo economico e il benessere sociale. Confartigianato è sempre al loro fianco, con rinnovata energia per sostenerne i valori e il prezioso contributo alla crescita del nostro Paese”. Con queste parole, pronunciate oggi nel corso dell’Assemblea di Confartigianato, svoltasi in forma privata e in modalità a distanza, il Presidente Marco Granelli ha tratto il bilancio dell’impegno profuso dalla Confederazione nel 2020 e ha indicato gli obiettivi per il futuro.

“In questi drammatici 14 mesi – ha detto Granelli – le nostre imprese hanno mostrano grandi capacità di resistenza e resilienza e la nostra Confederazione ha riaffermato l’importanza del ruolo di rappresentanza, sostegno e prossimità nei confronti degli imprenditori e delle comunità. Abbiamo messo in campo i nostri valori, con senso civico e responsabilità siamo stati vicini agli imprenditori, ci siamo confrontati con le istituzioni con spirito costruttivo ottenendo risultati utili per le aziende, abbiamo costruito servizi innovativi per gli imprenditori alle prese con un mondo nuovo sconvolto dalla pandemia. Oggi il Sistema Confartigianato deve essere più che mai coeso, dinamico e reattivo per accompagnare gli imprenditori fuori dalla crisi, puntando proprio sul valore artigiano per ricostruire lo sviluppo della nostra economia e contribuire alla coesione sociale. Oggi la parola d’ordine che deve caratterizzare la nostra azione è ‘fare squadra’ e dobbiamo essere sempre più vicini ai bisogni delle nostre aziende con un modello che unisca innovazione, territorialità e sussidiarietà. La formazione e l’innovazione sono gli altri forti impegni sui quali dobbiamo concentrarci. Sul fronte dell’azione politica, abbiamo detto molto chiaramente al Governo, al Parlamento, alle istituzioni: bisogna ‘curare’ il nostro sistema imprenditoriale con il vaccino delle riforme per rimuovere gli storici ostacoli alla competitività del nostro sistema produttivo. E con il Piano nazionale di ripresa e resilienza bisogna valorizzare le capacità e le potenzialità delle piccole imprese italiane. Il Recovery Plan deve essere l’occasione per voltare pagina. Le piccole imprese non aspettano altro che segnali concreti per rimettersi in moto sia con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti burocratici, sia facilitandone l’accesso a nuovi strumenti di finanza d’impresa, alla ricerca e ai progetti di innovazione digitale e tecnologica, di transizione ecologica e di internazionalizzazione. Il successo delle misure del Recovery Plan per far ripartire l’economia dipende da rapidità di progettazione, efficienza nella gestione e attuazione amministrativa, accessibilità immediata per le piccole imprese”.

Le battaglie e l’impegno sui tanti diversi fronti su cui Confartigianato si è spesa durante lo scorso anno sono riassunti nel Bilancio sociale 2020 presentato oggi nel corso dell’Assemblea. Si tratta di uno strumento operativo, snello e di agevole lettura che ripercorre le tappe di un’azione Confederale all’insegna del ‘NOI’, di quella connessione e spirito di squadra evocati dal Presidente Granelli e indispensabili per affermare la centralità di Confartigianato, in una fase di profondi cambiamenti, al servizio degli imprenditori, dei cittadini, delle persone. Un Bilancio sociale da leggere per ‘fare tesoro’ di un impegno eccezionale che deve servire a costruire il futuro degli artigiani e delle piccole imprese.

Che sono centrali nell’economia del Paese. Lo dimostrano i rapporti presentati nel corso dell’Assemblea da Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, e da Massimiliano Valerii, Direttore generale del Censis.

Nel Rapporto annuale ‘R-Esistiamo – Dalla parte delle piccole imprese‘, curato dall’Ufficio studi di Confartigianato sono raccolte evidenze che demoliscono pregiudizi e smentiscono false convinzioni che associano la bassa crescita dell’economia italiana alla eccessiva presenza di micro e piccole imprese.

Quintavalle ha mostrato, dati incontrovertibili alla mano, i punti di forza delle micro e piccole imprese che fanno grande il nostro Paese, i tanti record e primati nei confronti dei competitor europei e delle grandi imprese sui fronti della produttività, dell’occupazione anche giovanile e femminile, delle esportazioni, della qualità made in Italy, dell’innovazione, degli investimenti, della capacità di essere sempre più green, digitali e ‘circolari’, di essere presidio economico e sociale contro il declino delle aree interne e montane e fattore di integrazione degli stranieri.

Si tratta di valori e di capacità che gli italiani riconoscono in pieno, come ha evidenziato il Direttore Generale del Censis Valerii presentando il rapporto realizzato per Confartigianato dal quale emerge la percezione ampiamente positiva della qualità dei prodotti e servizi degli artigiani e dalle piccole imprese. “La stragrande maggioranza dei nostri connazionali – ha detto – riconoscono il valore espresso dai piccoli imprenditori, ne apprezzano il ruolo svolto durante la crisi pandemica e hanno fiducia nelle loro capacità per contribuire alla ripartenza economica”.

Nel corso dell’Assemblea è stato approvato il Bilancio consuntivo 2020 della Confederazione che è stato illustrato dal Delegato per l’Amministrazione Ferrer Vannetti.

AUTOTRASPORTO – Al via le deduzioni forfettarie per autotrasporto. Attuato l’impegno della Viceministra BellanovaConfart...
30/06/2021

AUTOTRASPORTO – Al via le deduzioni forfettarie per autotrasporto. Attuato l’impegno della Viceministra Bellanova

Confartigianato Trasporti esprime soddisfazione per il comunicato ufficiale da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze degli importi relativi alle agevolazioni fiscali 2021 per gli autotrasportatori, inerenti al periodo d’imposta 2020, e relative indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate per compilare la dichiarazione dei redditi.

Il MEF, a conferma di quanto annunciato in anteprima durante l’Assemblea nazionale di Confartigianato Trasporti dalla Viceministra Infrastrutture e Mobilità Sostenibili Teresa Bellanova, ha fissato le misure agevolative relative alle deduzioni forfetarie per spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR) a favore degli autotrasportatori nel 2021 in misura pari a quelle stabilite per l’anno precedente.
Pertanto, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi) è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate, per il periodo d’imposta 2020, nella misura di 48,00 euro. La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione del trasporto, indipendentemente dal numero dei viaggi. La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale.

“Ringraziamo la Viceministra Bellanova per aver dato corso all’impegno assunto durante l’Assemblea pubblica dell’associazione dello scorso sabato 26 giugno su una misura cruciale che abbattere il carico fiscale degli artigiani autotrasportatori”. E’ quanto afferma il Presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani.

“Apprezziamo l’approccio pragmatico della Viceministra – continua Genedani – che ha lavorato per la conferma dell’importo a 48 euro e, in vista della scadenza fiscale, si è subito attivata per l’emanazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze gli uffici delle Finanze delle relative istruzioni operative”.

Indirizzo

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