ONLIT - Osservatorio Naz. Liberalizzaz. Infrastrutture e Trasporti

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ONLIT - Osservatorio Naz. Liberalizzaz. Infrastrutture e Trasporti organizzazione volontariato per conoscenza e diffusione dei principi liberali e di accesso ai mercati nei settori dei trasporti e delle infrastrutture

Organizzazione di volontariato per il perseguimento esclusivo di finalità di conoscenza e diffusione dei principi liberali e di accesso ai mercati in particolare nei settori dei trasporti e delle infrastrutture, senza scopo di lucro per la ricerca e l’analisi delle tendenze economiche nei settori:
· trasporti
· infrastrutture;
· lavoro;
· ammortizzatori sociali;
· ambiente;
· urbanistica;
· ricerca scientifica e nuove tecnologie.

20/11/2024
18/09/2024

Quando “i buoi sono usciti dalle stalle ”la Regione Lombardia ha “chiuso i portoni”. Sembra questo il caso della legge approvata il 26 luglio 2024 per regolamentare la localizzazione degli…

08/08/2024

Annullato il trasferimento a Ferrovie dello Stato e il finanziamento da 70 milioni

Mia riflessione sul decimo compleanno della Brebemi
05/08/2024

Mia riflessione sul decimo compleanno della Brebemi

Nei giorni scorsi la Brebemi, l’autostrata Brescia-Bergamo-Milano, ha reso noto i numeri contenuti nella chiusura del bilancio 2023. A fronte del tono enfatico del concessionario che ha parlato di ripartenza e di boom di Tir i dati confermano una pesante situazione finanziaria. Nel 2023 l’aziend...

16/07/2024
15/07/2024

Un'altra convinzione dura a morire è che, alla fine, i cinesi e gli indiani inquinano più di noi. In termini di CO2, un singolo indiano emette 2 t/anno, un italiano 7, uno statunitense 16. Peraltro molto di ciò che si produce laggiù è per i nostri mercati.
Ma la CO2 in atmosfera si accumula e resiste decenni, dunque va contata pure quella già emessa. Se torniamo al 1850, indovinate chi ha inquinato di più? Dobbiamo compensare e ridistribuire e tocca a noi. Solo così possiamo chiedere agli altri di muoversi sostenibilmente.

15/07/2024

Intervistato dal Corriere della Sera, Edoardo Vianello, ottantasei anni appena compiuti, dice cose molto divertenti e qualcuna molto seria.

A proposito dei versi di I Watussi dove compare la parola «negri», Vianello commenta: «Non demoliamo mica il Colosseo perché ci hanno ammazzato i cristiani... Quando l’abbiamo scritta era lecito chiamarli come li abbiamo chiamati, e quindi non ho nessuna intenzione di cantarla diversamente».

D’altra parte, nella traduzione italiana di To Kill a Mockingbird (Il buio oltre la siepe) di Harper Lee, pubblicato nel nostro paese nel 1962, compare sempre il termine «negro». Ciò in un libro che costituisce un vero e proprio «manifesto antirazzista». E questo vale ancor più per Ragazzo negro di Richard Wright, tradotto in italiano quindici anni prima.

Ritorna la rubrica Canzoniere italiano, scritta con Têtes de Bois, sulle pagine della Cultura di la la Repubblica di ieri oppure sul mio canale telegram DomoMea, dove potrete scoprire non solo la nota musicale di questa domenica, ma anche un secondo brano che fa del linguaggio impiegato dalla musica leggera un codice «mimetico», che riflette, cioè, una sottocultura giovanile e tossica, sm********ta e fancazzista che tende a riprodursi - sempre uguale, sempre diversa - di generazione in generazione.

Scrivete a [email protected]

[foto] Spartito del brano I Watussi per quartetto di flauti

14/04/2024

"Con questo rialzo, A2A è passata da paladina a becchina della mobilità sostenibile". Di Dario Balotta

14/03/2024

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