15/07/2024
Intervistato dal Corriere della Sera, Edoardo Vianello, ottantasei anni appena compiuti, dice cose molto divertenti e qualcuna molto seria.
A proposito dei versi di I Watussi dove compare la parola «negri», Vianello commenta: «Non demoliamo mica il Colosseo perché ci hanno ammazzato i cristiani... Quando l’abbiamo scritta era lecito chiamarli come li abbiamo chiamati, e quindi non ho nessuna intenzione di cantarla diversamente».
D’altra parte, nella traduzione italiana di To Kill a Mockingbird (Il buio oltre la siepe) di Harper Lee, pubblicato nel nostro paese nel 1962, compare sempre il termine «negro». Ciò in un libro che costituisce un vero e proprio «manifesto antirazzista». E questo vale ancor più per Ragazzo negro di Richard Wright, tradotto in italiano quindici anni prima.
Ritorna la rubrica Canzoniere italiano, scritta con Têtes de Bois, sulle pagine della Cultura di la la Repubblica di ieri oppure sul mio canale telegram DomoMea, dove potrete scoprire non solo la nota musicale di questa domenica, ma anche un secondo brano che fa del linguaggio impiegato dalla musica leggera un codice «mimetico», che riflette, cioè, una sottocultura giovanile e tossica, sm********ta e fancazzista che tende a riprodursi - sempre uguale, sempre diversa - di generazione in generazione.
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[foto] Spartito del brano I Watussi per quartetto di flauti