10/06/2026
Noi non siamo mai stati contrari alle grandi opere. Anzi: se portano innovazione, lavoro e servizi utili ai cittadini ben vengano, possono essere investimenti per il futuro del Paese.
Il problema sorge quando una grande opera sembra nascere per dare vita solo a consulenze milionarie e poltrone future e porta a indagini giudiziarie ancora prima di vedere un solo bullone avvitato.
Sul Ponte sullo Stretto la magistratura indaga per presunti episodi di corruzione. Il ministro Salvini non è coinvolto nell’inchiesta, ma resta difficile ignorare la responsabilità politica di chi ha trasformato il progetto nel simbolo della propria azione di governo.
La morale della favola è solo una, sempre la stessa: mentre ai cittadini siciliani e calabresi mancano le infrastrutture fondamentali l’unica cosa in fase di collaudo sono le poltrone.
E dovrebbe essere questa la priorità di un ministro dei Trasporti.