Più Europa La Spezia

Più Europa La Spezia Siamo convinti che per affrontare le questioni del nostro tempo occorrano risposte che può dare solo un’Italia più europea in un’Europa unita e democratica

11/09/2026

Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai.

Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero.

Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita.
E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna.

Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera.

La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo.

Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per:

per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di
ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine.
E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa.

È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti.

Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi.
Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato.

Grazie Emma, dal profondo del cuore.

10/09/2026
08/09/2026

Il programma con cui l’AfD in Sassonia ha preso il 43% sui diritti civili parla chiaro:

“Contro il sostegno statale a modelli di vita alternativi”.
“Vite non riproduttive”
“Le deviazioni sessuali sono troppo accettate”.

Eppure la loro leader nazionale, Alice Weidel, è sposata con una donna di origine straniera con cui ha adottato due figli.

Sia chiaro, di come viva Weidel e di che famiglia abbia costruito non ci importa assolutamente. Anzi, lottiamo ogni giorno affinché ogni persona sia libera di amare e costruire la propria famiglia come vuole e come può.

Il punto è l’ipocrisia di chi conquista consensi attaccando la vita e le libertà di milioni di persone LGBTQI+.
Il punto è che mentre i leader conservatori impongono un modello di famiglia “tradizionale” per gli altri godono di diritti contro i quali lottano.

La timida presa di distanza di Weidel da quel programma non basta. Ha legittimato quel pensiero, quelle politiche.

Noi non smetteremo di lottare, anche per loro, per i loro figli, per liberare le loro vite dall’ipocrisia e dai loro pregiudizi.

Perché la differenza è questa: tra chi difende una democrazia che protegge tutte e tutti e chi difende un privilegio per sè.

È il momento di reagire.

04/09/2026

Un governo inutilmente e dannosamente longevo, non è detto che faccia cose buone.

Ma esattamente cosa ha da festeggiare Giorgia Meloni rispetto alla longevità del suo governo?

Non ha fatto nemmeno una riforma di quelle annunciate, né il premierato, né la giustizia, né sull’economia, né sul lavoro, né sulle politiche sociali; anzi, da quando c’è il governo Meloni, causa anche le crisi internazionali provocate o foraggiate dal suo amico Trump, va tutto peggio: il potere d’acquisto delle famiglie ridotto, gli stipendi fermi, consumi ridotti, prezzi alle stelle, economia incancrenita, carceri strapiene, debito pubblico record, Italia isolata in Europa e nel mondo, cittadini che si sentono sempre più insicuri.

E la cosa bella, è che mentre festeggiano la longevità del loro governo, ottenuto con la vecchia legge elettorale, tengono in ostaggio il parlamento per cambiare la legge elettorale accampando la scusa della stabilità. Un cortocircuito totale solo per imbullonarsi alla poltrona di Palazzo Chigi.

03/09/2026

L’ipocrisia e il doppiogiochismo del governo non conoscono confini.

Hanno bloccato Schengen con la Spagna per i fatti di Ceuta, ma nel 2025 l’Italia è stato il Paese che ha concesso più visti turistici ai cittadini russi: ben 161 mila, violando la linea delle sanzioni dell’Unione europea.

Tra questi ci sarebbe anche il visto concesso al cittadino bielorusso con passaporto russo oggi sospettato di aver preso parte al tentativo di attacco con droni all’aeroporto di Lipsia.

Su questa vicenda il deputato Riccardo Magi presenterà un’interrogazione al ministro Tajani.

Vogliamo conoscere i contorni della vicenda e sapere cosa intenda fare il governo per intensificare i controlli su una materia delicatissima per la sicurezza nazionale ed europea.

02/09/2026

Undici anni fa, la foto del corpo di Alan Kurdi, tre anni, su una spiaggia turca entrò nelle case di milioni di europei.

Per qualche giorno sembrò impossibile pensare di ripetere gli stessi slogan e le stesse ricette fallimentari.

Purtroppo, undici anni dopo siamo ancora qui.

A Ceuta tornano le immagini di persone ammassate alle frontiere e, puntualmente, tornano anche le stesse risposte: chiudere, respingere, sospendere Schengen, alzare muri. Come se bastasse spostare il problema qualche chilometro più in là per risolverlo.

E ancora una volta l’Europa rischia di rispondere dividendosi, lasciando soli i Paesi più esposti e trasformando ogni crisi nell’occasione per una nuova gara sovranista.

Quella foto non dovrebbe servirci per commuoverci una volta all’anno.

Dovrebbe ricordarci quanto hanno fallito le politiche sovraniste.
Quanto ci manca ancora per un’Europa capace di governare insieme le migrazioni.
Quanto tempo abbiamo perso.
E quante vite ancora perderemo.

28/08/2026

Mentre Salvini si occupa di difendere l’identità degli italiani, gli italiani subiscono il disastro del trasporto ferroviario, di cui Salvini dovrebbe occuparsi davvero visto che ne è il Ministro responsabile.

Le priorità degli italiani non sono le moschee ma i treni che arrivano in ritardo, i taxi che non si trovano, gli aeroporti difficili da raggiungere, i costi alti dei trasporti per chi vive nelle isole ma lavora in altre regioni. Prima il Ponte sullo Stretto, ora le Moschee: per Salvini ogni scusa è buona per non fare il proprio lavoro.

Detto questo, la comunità islamica di Venezia avanza una richiesta legittima e costituzionale, cioè avere un luogo di culto dove professare liberamente la propria religione: se Salvini e la Lega vedono questa previsione costituzionale come una minaccia, allora sono loro stessi a essere stranieri in Italia, non certo la comunità islamica veneziana.

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