25/03/2024
Lettera a Matteo
Caro Ministro, in vista delle nuove elezioni europee come ogni vostro collega di turno, premurosi di soddisfare le richieste di categoria dei Taxi di Roma, vi ricordo che, ci sono si, gli NCC di grandi città, monopolizzati dalle cooperative di noleggio, modernizzando il sistema di prenotazioni con le cosiddette “app” da smartphone, ma ci sono anche Taxi ed NCC di piccoli, ma piccolissimi paesi.
Tanto per capirci provo come si fa con i bambini a descrivere sistema di lavoro.
Inizia un nuovo anno e da “pseudo operatore turistico” del mio paesello, circa 500 residenti, dove opero con la mia piccola licenza NCC, autorizzata TAXI secondo norme per i piccoli comuni adottati dal regolamento Comunale.
In questo paesello, in questo periodo, iniziano ad arrivare le prenotazioni per i transfer dagli aeroporti di Roma e Napoli, non solo al piccolo paesello ma nella maggior parte dei paeselli intorno, piccoli e semplici centri. Semplici e nostalgici come i clienti che accompagno, un tempo partiti per le loro fortune.
Passa così un normale giorno, e il 13 febbraio scorso ore 16.00, sovente come altri, arriva la consueta chiamata di Maria, 79 anni, moglie di Arturo 86 anni emigrati in Francia più di 50 anni fa. Maria per se e il marito inizia con difficoltà a farmi capire che decollerà da Parigi CDG arriverà a Fiumicino (192 km dal mio paesello con 35 km di raccordo anulare) arriverà il 20 luglio e alle 9.30, gli ripeto inutilmente, come ogni anno di darmi il numero volo e l’orario di atterraggio che è sempre meglio ma, il biglietto a Maria lo hanno fatto i figli e lei sa solo che decollerà il 20 luglio alle 9:30 il resto per lei è un foglio con geroglifici e numeri insignificanti che dovrà consegnare con ansia da viaggio, ad una signorina posta dietro un banco che non si alza neanche se gli precipita un 747 in postazione, solo perchè magari al mattino avrà litigato con il compagno o con il gatto.
Maria poi si raccomanda assolutamente che rimarrà in paese fino al 20 agosto che avrà bisogno sempre di essere accompagnata all’aeroporto di Capodichino, poi agitata si raccomanda ancora di conservare per un mese sempre la stessa macchina che il marito è anziano e oramai si è abituato a guidare quella macchina li.
Le dico di non preoccuparsi che ha un marito in gamba e che la macchina sarà pronta ad aspettarla sotto casa. Maria prima di chiudere la telefonata mi chiede se poi al ritorno l’accompagno ai tabelloni dell’aeroporto che lei non si sente sicura a leggerli. La riassicuro come ogni anno e la saluto, lei con il suo cellulare gsm, chiude bofonchiando cose strane al marito che era li, dietro di lei ad ascoltare la telefonata chiedendo “mais il a dit qu'il te donnait la panda»
(ma ha detto che ti dà la Panda?)
Nei giorni a seguire altre tre chiamate telefoniche, sempre anziani più o meno stesse richieste anche stessa giornata. Maggior parte persone anziane che vanno e vengono tre mesi di inqueti e frenetici spostamenti, lontani da modernità, tecnologia e applicazioni telefoniche.
Quindi la favola moderna é: stiamo parlando di clienti anziani, con vite fatte di abitudini, abituati ad aprire una porta a battente e non scorrevole, che per loro il tasto verde sul telefono serve per rispondere e il rosso per mettere giù la linea
Poi ci sono io, l’autista padroncino, mediamente un solo transfer tra uscire e rientrare prende tra le 3 e le 5 ore di viaggio, con costi che attualmente si aggirano tra i 70 e 100 € di spesa viva, senza contare consumi passivi della vettura, con i clienti anziani che arrivano stanchi, disorientati, senza mangiare, senza una pausa toilette dove il loro telefono gsm va in roaming e si blocca ma loro dicono solo “mah non so il telefonino non marcia”
In tutto questo e personalmente, per gestire una giornata di lavoro fatta con più servizi, di solito la sveglia è sempre alle 4 del mattino, con due / tre transfer quindi si percorrono tratte tra i 220 e 390 km alla volta tra le 12 e 20 ore, caldo, traffico, ritardi, rischi, stanchezza, a volte dormendo un paio d’ore in macchina per recuperare le tratte o i luoghi di chiamata.
I guadagni? Con i costi che fluttuano oggi, tra polizze, manutenzioni, Carburanti a random, pedaggi, concessioni aeroportuali, ZTL, ZTC, obbligo POS che morde le tariffe con le percentuali bancarie, alla fine è solo liquidità che storna da un buco ad un altro. Tralasciando gli scienziati in borghese delle forze dell’ordine che controllano se tutti i documenti sono in odine mentre l’abusivo gli fa le linguacce alle spalle.
Accompagnare le persone nelle stazioni e negli aeroporti, significare seguire quindi le levatacce dei clienti, la follia del traffico, tra pasti veloci se si è fortunati, tentando di rimanere sempre profumati e puliti, si perchè personalmente io barba ma anche doccia, la voglio fare almeno una volta al giorno.
Poi c’è anche la vita normale, uscire d’estate, si va anche un po’ al mare, una passeggiata in montagna, educare i figli, passare un minimo di tempo con loro, indipendentemente dal tipo di vita che si conduce. Conoscere persone nuove, prendere un caffè, scambiare un sorriso se si ha l’opportunità a cinquanta anni suonati, per me, da separato, può fare utile anche al riposo, cose normali che magari, diciamo, fanno anche girare una economia. Ma di sicuro con tutti i chilometri che si percorrono l’economia la faccio girare tanto, quindi la vita rimandiamola ad ottobre, forse aspetta anche il mare.
Questo sarebbe un programma stagionale ma poi, imprevisti, colleghi che ti chiedono aiuto perchè anche loro presi da servizi pieni di chilometri e orari sballati, tra ipotesi ti prepari al peggio e alla fine la sera ti accorgi che “di rispa e di raspa” hai fatto una giornata e ne sei letteralmente uscito vivo.
Poi domani ti svegli e la macchina ti dice che devi fare il tagliando, oppure la vettura che ci hanno obbligato a comprare EURO6B, altrimenti la ZTL te la scordi, ha ben due serbatoi da tenere belli pieni, altrimenti si ferma e poi sono razzi amari, ma il meccanico va in ferie, il gommista pure e tu resti in autostrada al caldo con l’ansia che forse hai perso un cliente.
Ma la genialata è la prenotazione, il rientro in rimessa, la sosta di un’ora e bla bla bla a mezzo App telefonica, da mettere nelle mani di anziani che non hanno la naturale capacità non solo per l’età ma proprio per differenze sociale e linguistica un minestrone all’italiana insomma.
Matteo tutto questo noi che facciamo transfer aeroportuali dal Molise per gli aeroporti internazionali, proprio per una questione geografica, è un sistema che rispettiamo fisiologicamente, è tecnicamente normale.
Suggerisco una cosa, nelle cooperative taxi ed NCC dei grandi gruppi romani ci sono tante licenze fuori regione che operano senza rientro in rimessa, magari controlliamo le tre del mio paesello che sono li, a Roma e facciamole rientrare che al sottoscritto ne serve una seconda per ridurre i danni invernali con un mezzo più piccolo.
Caro Ministro Salvini, l’informazione dei territori non si fa con i comizi organizzati da altri politici, ma telefonando, conoscendo, informandosi tramite chi opera sul territorio, rendendosi conto delle realtà e delle esigenze locali tra la domanda e l’offerta dei servizi.
Mauro Verrecchia