13/02/2022
Sono Alessandro, un ragazzo disabile in sedia a rotelle di trent'anni residente a Colognola, quartiere della periferia del comune di Bergamo.
Sono diventato adulto e sento l'esigenza di mettere in pratica la tanto agognata e discussa autonomia.
Dopo tanti anni, sono tornato in contatto con una mia carissima amica, con la quale mi ero perso di vista. Per lei, ho sempre avuto un debole e sono contento di annunciare che è ricambiato.
Data la situazione, avevamo concordato da un paio di settimane che ci saremmo visti di persona, domenica 13 febbraio, dopo tantissimo tempo.
Determinato a realizzare questo mio desiderio ho cominciato a fare un giro di telefonare a tutti gli enti di trasporto per disabili della città di Bergamo. Nonostante l'estrema gentilezza nelle risposte ed anche l'impegno nel trovare una soluzione al mio problema mi è apparso subito chiaro come i servizi di trasporto della mia amata città non fossero in grado di soddisfare il mio bisogno. Tale situazione non è caratteristica solo della città dove vivo ma, per esperienza personale, devo dire che è presente in tutta la pen*sola. La situazione nostrana diventa ancora più impietosa se confrontata, con l'accessibilità dei trasporti inglesi, sempre a misura di tutti ed estremamente confortevoli. Io vorrei che la situazione italiana diventasse come quella d'oltremanica è possibile?