30/07/2022
"Dopo 110 anni ho realizzato il sogno di mia madre Annamaria: portare il Monza in Serie A. E ho pianto a dirotto.
A 5 anni mia mamma mi portò per la prima volta allo stadio: da bambino dicevo che da grande volevo fare il presidente del Monza, e così è stato. Ho imparato a leggere sulla Gazzetta dello Sport.
Mia madre aveva una piccola azienda di trasporti. Aspettavo che gli autisti andassero in pausa pranzo: salivo sul camion, rubavo la Gazza e la leggevo tutta.
Io ho avuto una grande fortuna nella mia vita: essere sì il numero due, ma di Silvio Berlusconi.
Il momento esatto in cui è cambiata la mia vita?
Lo ricordo come fosse ora: 1 novembre 1979. Berlusconi mi invitò a cena ad Arcore. Mi chiese se con la mia Elettronica industriale, piccola azienda che portava in Italia il segnale delle televisioni straniere fossi in grado di costruire tre reti nazionali.
Io dissi di sì. Lui mi rispose: “Bene, il prezzo lo faccia lei”. Pagò un miliardo delle vecchie lire per il 50% della mia azienda: la cifra non l’ho mai rivelata a nessuno.
Il mio Milan era un gruppo di campioni veri, di persone fantastiche e talenti inarrivabili, non è un caso che negli anni di Ancelotti si è vinto tutto, arrivando al primo posto al ranking europeo. Se ripenso a quei ragazzi mi vengono i lucciconi agli occhi.
Manchester 2003, sempre quella finale, i rigori, dopo Del Piero che lo segna tocca a Sheva.
Gol, siamo nuovamente campioni d’Europa.
Qualche sera dopo ci ritroviamo a festeggiare il titolo al Castello Sforzesco, io passo per i tavoli e a un certo punto mi fermo a quello in cui è seduto un famoso psichiatra, ora non ricordo il nome.
Gli dico: “Professore, da alcuni giorni sogno Shevchenko che va sul dischetto, tira e sbaglia il rigore decisivo. È grave?”.
E lui: “è incurabile“.
Buon compleanno al "Condor" Adriano Galliani!
Fonte: Corriere della sera/Corriere dello sport