26/05/2022
Un altro punto da non perdere è sicuramente il Castello di Rossena a Canossa (RE), forse il più bello ed il meglio conservato tra tutti quelli Matildici. Il castello spicca su una rupe vulcanica dal particolare colore rossiccio dalla quale si ha una meravigliosa veduta che abbraccia un ampio tratto della pianura e della della dorsale appenninica Tosco-emiliana.
"Situato sui colli dell’Emilia-Romagna, il Castello di Rossena edificato nel 960 dal conte Adalberto Atto, bisnonno di Matilde di Canossa, è un gioiello architettonico straordinario: l’edificio è perfettamente conservato, sia per motivi storici, che per merito dell'importante intervento di restauro sugli esterni e nelle stanze interne, effettuato nel 1999 con oltre 2 milioni di Euro, finanziati dallo Stato Italiano.
E' possibile pernottare nel Castello di Rossena perchè all’interno è stato creato un Ostello con 54 posti letto.
Il maniero è meta di frequenti convegni, master, cerimonie, seminari con ospiti da tutta l’Emilia-Romagna e dall’Italia, anche grazie al contesto naturalistico, alla pace dei colli circostanti e alla bellezza del borgo storico di Rossena che rendono incantata l’atmosfera del luogo, perfetto per chi desidera un periodo di riposo immerso nell'Appennino e nella storia.
Visitare Rossena è, dunque, un’esperienza da fare e ancora di più significa vivere una esperienza autentica soggiornando nell’Ostello realizzato per il Giubileo dell’anno 2000, pronto ad accogliere i turisti.
Al Castello di Rossena si accede attraverso un arco di pietra, dopo una breve salita. Una piccola scala conduce al forte costituito dal nucleo centrale della torre interna e da 21 stanze disposte su più livelli.
Le finestre si affacciano sui meravigliosi paesaggi collinari e sulle terrazze che un tempo erano il luogo dove i soldati svolgevano una ronda incessante, notte e giorno. Fra le decorazioni dei muri e dei soffitti, ritroviamo degli affreschi risalenti al Seicento e al Settecento, nonché dei fregi in ceramica dell’Ottocento, ispirati all’arte olandese, in onore della consorte del signore dell’epoca."