15/05/2023
La Sila è famosa, tra le altre cose, per le decine di cascate presenti nel suo territorio, oggi ne raggiungeremo 5. Il percorso lo faremo con il gruppo organizzato dagli Esperiandanti silani con a capo Luigi Candalise, la nostra guida. Il circuito è di circa 12 km ed il meteo prevede pioggia. L'aria tiepida ci accompagna e i colori della primavera sono vividi ed intensi, il relax è garantito e la fatica pure. La cascata delle Ninfe è la prima che visitiamo, immersa nella vegetazione dove il silenzio è interrotto solo dal cadere dell'acqua e dal canto degli uccelli. La successiva è la cascata della Pietra caratterizzata da un grosso masso che emerge dal laghetto formato dall'acqua cadente, tutto intorno, a parte la pioggia, è umido ed il percorso risulta scivoloso, ma ne vale la pena. La terza è la cascata dei Faggi, il paesaggio ricalca quelli già visti l'unica cosa che cambia è la quantità di acqua che alimenta le cascate. La quarta è la cascata dei Lamponi anch’essa splendida, un vero spettacolo per gli occhi ed il cuore, un meraviglioso gioco di colori, suoni e profumi. Per finire la quinta, la cascata del Lupo, essa è avvolta da aneddoti e leggende riguardo al nome, la sua forma però ricorda il velo di una sposa e l'intensità delle emozioni che nascono dall'osservala, ti farebbero restare lì per l'eternità. Comunque l'esperienza vissuta nel guadare i due fiumi incontrati lungo il percorso è indescrivibile, i piedi nudi immersi nell'acqua ghiacciata ed il successivo contatto con la terra calda ed umida danno una sensazione di libertà e di forza inenarrabile, solo l'esperienza personale può fare capire la bellezza di quelle emozioni.