Utilizzarà treni metropolitani dell'Ansaldo Breda del tutto analoghi a quelli già realizzati per la metropolitana di Copenaghen. Sarà la seconda metropolitana automatica di Italia, dopo quella di Torino. Dopo quasi vent'anni di progetti, discussioni, polemiche e due referendum, i lavori per la sua costruzione sono iniziati nel 2004. La storia della metropolitana di Brescia ha inizio nel 1986 quand
o, dopo una serie di modifiche strutturali apportate alla rete autobus, l'Azienda Servizi Municipalizzati (ASM) decise di sviluppare uno studio di fattibilità per un sistema integrato di trasporto avente come obiettivi la salvaguardia dell'ambiente e del centro cittadino, la modifica della modalità di trasporto a favore del mezzo pubblico, la riduzione dei tempi di viaggio, la buona accessibilità per le diverse zone della città, la piena integrazione strutturale tra diversi modi di trasporto ed il contenimento dei costi complessivi del trasporto pubblico. Vennero esplorate le principali alternative tecnologiche che offriva l'industria dei trasporti, per individuare quei sistemi che meglio rispondessero alle esigenze della città quali l'Autobus (solo sviluppo rete esistente), il Filobus, il Filobus bimodale (propulsione diesel-elettrica), il Tram, la Metropolitana leggera e la Metropolitana leggera automatica. Dopo un'analisi preliminare venne approfondito il confronto sui sistemi allora conosciuti di Metropolitana automatica (su gomma o su ferro) e di Metropolitana non automatica (in pratica, tram veloce a pianale ribassato e via di corsa parzialmente protetta) con percorso a raso in periferia e sotterraneo in centro. L'esito del confronto portò ad affermare la convenienza generale, con ampio margine, dei "sistemi automatici" in sede propria, sia su gomma che su ferro. Sulla base di tale esito fu sviluppato il progetto della metropolitana leggera automatica. GLI OBIETTIVI
1) Salvaguardare l'ambiente riducendo l'inquinamento atmosferico ed acustico.
2) Migliorare la vivibilità del centro storico.
3) Rendere conveniente l'uso del mezzo pubblico con riduzione della circolazione privata, anche mediante sistemi di integrazione e interscambio fra i diversi sistemi di trasporto pubblico.
4) Migliorare i collegamenti tra le varie zone della città, in particolare le nuove aree di sviluppo (nuovo polo fieristico, nuove aree residenziali, ecc.).
5) Migliorare l'integrazione e l'uso dei diversi mezzi di trasporto: autobus, ferrovie, metropolitane, mezzi privati.
6) Contenere i costi complessivi (privati e pubblici) del servizio di trasporto.
7) Aumentare la mobilità soddisfatta sul sistema urbano da 40 a 56 milioni di passeggeri/anno.