31/12/2025
A VOLTE BASTA IL MARE...
🧭giorno 2: Viareggio
Dall’area camper al viale Regina Margherita, dove sfilano in sequenza negozi e ristoranti ci vogliono una ventina di minuti a piedi, perché dobbiamo superare il cantiere navale dove ammiriamo gli yacht in manutenzione, talmente lussuosi da non avvicinarsi neanche alla soglia dei desideri. Vediamo uno yacht con dentro un motoscafo, e ci chiediamo quanto l’esaltazione del lusso porti alla realizzazione di oggetti quasi ridicoli, mastodontici che diano l’illusione di dominare gli elementi naturali. O meglio, questa è una mia riflessione, perché la truppa di pargoli ha in mente solo due quesiti essenziali: “quanto manca?” e “quando mangiamo?”. Si fermerebbero al primo ristorante del viale, quello con Italian lasagna, pizza and pasta acchiappaturisti. Li sproniamo a proseguire per qualche centinaio di metri e scegliamo un posticino già sperimentato qualche anno fa, gestito da simpatici italiani, migranti di seconda o terza generazione, che ci servono un frittino di pesce e una spaghettata alle arselle. Saranno surgelate, ma almeno ci dà la sensazione di un pasto il riva al mare. D’altronde c’è, lo sentiamo, nonostante sia tranquillo, ogni tanto quando la musica del pattinaggio su ghiaccio e delle giostrine tace, ci arriva il rumore del bagnasciuga e lo stridio dei gabbiani. Finito il pasto, lo cerchiamo, ad un tratto sul viale si apre una piazza, con un grande albero di Natale sotto cui si può passare, che si apre sulla immensa spiaggia piatta. Un artista ha realizzato una scultura di sabbia e il Cucciolo chiede subito di poter togliere le scarpe. Anche il Saggio e il Terremoto si lasciano travolgere dal suo entusiasmo e si abbandonano alla gioia, finalmente, del gioco. Io ho in borsa un fresbee, ma optano per giocare a calcio con una bottiglietta di plastica vuota e si rincorrono. Il sole è meraviglioso, sembra primavera. Ci godiamo il momento, per un’oretta abbondante riescono a non litigare e anche noi ci rilassiamo. Il papà osserva come gli aquiloni volino solo in mano ai venditori, che ne trasportano decine per volta, mentre una volta acquistati, nelle mani dei padri, si ribellino al loro elemento, lasciandosi soggiogare dalla forza di gravità. Il museo del Carnevale: accidenti oggi è chiuso. “Per fortuna!” sospirano loro.
Rientriamo, il Cucciolo sulle spalle di papà, perché ha già camminato abbastanza. Da metà pomeriggio in poi si resta in camper, a schiacciare sonnellini, leggere e giocare.
🧭Giorno 3: Pisa
Il giorno dopo ci spostiamo a Pisa e più o meno si ripete lo stesso copione.
Ammirate l’acquedotto medievale, questi archi in mattoni perfettamente conservati: “non te l’abbiamo chiesto, interessano solo a te, quando si mangia?”. Ooookay, vi porto in un posticino lungarno che fa 50 gusti di tiramisù, proprio davanti al punto in cui approdò la barca che trasportava Garibaldi, che fu ferito, fu ferito ad una gamba e successivamente curato da un medico pisano. La merenda è gradita, ma poi, salvo una tappa in una fumetteria, possiamo tornare? Ma la torre di Pisa, piazza dei Miracoli? L’abbiamo già vista. Allunghiamo la strada e ci passiamo sotto, giusto per scoprire che il Cucciolo vorrebbe salire i suoi 250 scivolosi gradini, ma a lui è proibito, si può entrare solo dagli 8 anni in su. Pianto disperato, foto di famiglia mossa e ritorno. Bella Pisa, ci torneremo domani, forse. Il sole sta tramontando, e anche il mio spirito di iniziativa.