Un luogo di turismo, grandi fiere, buoni cibi. Un luogo dove la crisi ha morso forse meno che altrove, esiste ancora un lusso diffuso. Le città, anche le più piccole, possono permettersi un arredo urbano da Canton Ticino, le "villes fleuries" si moltiplicano, le iniziative turistiche anche. Presumo che il turista torinese che visiti le nostre zone possa considerarci una sorta di paradiso, un luog
o dove nella piena leggiadria tutti, cittadini e istituzioni, ci si tenga per mano in un girotondo operoso e utile. Sarebbe un'impressione totalmente errata. Certo, esistono le grandi manifestazioni, certo, l'arredo urbano è curato sino all'ultima aiuola dell'ultima rotonda stradale, ma a quale prezzo? La nostra associazione si chiama Lawcare, associazione per la tutela dei diritti giuridici dei disabili. E' nata 4 anni fa quando l'allora DG dell'ASL locale, dr. Monchiero, prima di passare a miglior vita, nel senso di candidarsi alle ultime politiche riuscendo anche eletto(!?), ha deciso i primi tagli ai servizi per i disabili, togliendo ai disabili gravi, per intenderci quelli oltre l'80% di disabilità, la possibilità di frequentare i centri diurni contestualmente alle case famiglia. Da allora ad esempio nel comune di Bra, per la precisione a Pollenzo, due disabili vivono 24 ore al giorno tutti i giorni in una comunità che fa le veci della famiglia ma che non ha operatori di stimolo per l'inserimento sociale (ciò che per i disabili è il surrogato del lavoro) cosa che è invece presente nei Centri Diurni. Lo abbiamo scritto in tutte le lettere, raccomandate, diffide, da 4 anni a questa parte, detto negli incontri e alle manifestazioni. Risposta: non pervenuta. Abbiamo poi creato una lista di 7 punti di richiesta che oltre all'aspetto già presentato ne aggiunge altri importantissimi, nonché obbligatori per legge per le amministrazioni: i disabili ultra 65enni devono essere inseriti in case per anziani disabili e non semplici case per anziani e basta; richieste di trasparenza sui metodi contributivi, richieste di presenza dei rappresentanti delle famiglie dei disabili alle riunioni delle commissioni. Per sintetizzare, sette richieste di applicazione della legge vigente. A fine giugno di quest'anno abbiamo in quattro e quattr'otto organizzato una raccolta firme sugli stessi sette punti raccogliendo nel solo ambiente della disabilità 600 firme di familiari, un numero enorme tra bra ed Alba, quasi la totalità del campione interessato. Abbiamo mandato copie di questa raccolta a Sibille, sindaco di Bra, Marello, sindaco di Alba, Dacomo, sindaco di Pocapaglia e presidente del consorzio per la socioassistenza dei comuni lato Bra, a Morabito, nuovo Direttore generale dell'Asl. Risposta non pervenuta. La risposta è stata viceversa l'introduzione ad Alba di un regolamento per il pagamento dei servizi cosiddetti accessori -mensa e trasporti - per i disabili che accedono ai servizi di centro diurno. Argomento già contestato prima al Tar e ora al Consiglio di Stato contro i comuni aventi Bra capofila dalla nostra associazione; la quale associazione ha presentato parimenti un ricorso al Tar contro i Comuni aventi Alba capofila e un altro ricorso si appresta a rinnovare sempre al Tar per quanto concerne il lato Bra. Sapendo tutto questo il turista torinese si chiederà se sul nostro territorio esiste un'associazione troppo bellicosa: la risposta è no! E' vero che esiste un gruppo di cittadini che non vuole sentirsi suddito, un gruppo che ritiene la politica al proprio servizio e che non si pone supinamente dinnanzi ad essa, un gruppo di cittadini che ritiene che la civiltà, la democrazia, la giustizia, l'uguaglianza, vengano necessariamente prima di una rotonda stradale o di un giardino, e non perché lo pensano loro ma perché lo dicono la legge e la Costituzione (quella che prima delle elezioni qualcuno definiva la più bella del mondo ed ora la vuole cambiare). I nostri Sindaci, oggi giuridicamente, tra breve politicamente, dovranno necessariamente assumere le responsabilità delle loro scelte. Dinnanzi a noi e soprattutto dinnanzi ad una cittadinanza che ci apprestiamo ad informare.