Vincenzo Thobias Vasciaveo - blog viaggi

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Quinto safari dopo Kenya, Sudafrica, Rwanda e Uganda, la Tanzania è il nuovo tassello che aggiunge esperienza al mio bag...
02/10/2025

Quinto safari dopo Kenya, Sudafrica, Rwanda e Uganda, la Tanzania è il nuovo tassello che aggiunge esperienza al mio bagaglio in Africa.

Spingo molto l'Africa. Quest'anno ho venduto molta Africa ai miei clienti. La consiglio a tutti.

C'è un muro di resistenza verso l'Africa, fatto di preconcetti. Non paura ma timore per l'ignoto.

Il muro si abbatte "provando a spiegare" l'Africa, a sensibilizzare, a togliere paure e luoghi comuni. Il crollo sta avvenendo e lo percepisco dalle parole ma soprattutto dalla luce negli occhi di chi fa per la prima volta questa esperienza.

Chi lo ha vissuto, comprende a fondo il concetto.

Ho utilizzato, non a caso, "provo" perché non è semplice spiegare una emozione.
Come si spiega un profumo che incrocia un tramonto? Una effusione tra animali? Lo sguardo di una iena? Il movimento elegante di una giraffa?

Viaggio importante. Faticoso certamente, perché l'Africa va presa nella sua interezza: alcune criticità a fronte di una sconfinata bellezza.

Il Serengeti, la pianura senza fine, è il parco nazionale più importante in Tanzania. Un'esplosione di animali. Paesaggi mozzafiato: "the circle of the life".

Il safari è per tutte le età, insisto, e ringrazio i miei compagni di viaggio che hanno creduto in me, seguendomi. Con loro abbiamo dormito nel campo tendato senza barriere, tra bufali, zebre, giraffe, impala. E dove c'è la preda c'è il predatore che predilige la notte per cacciare: il leone, il leopardo, il ghepardo.

Nel nulla assoluto, solo rumori della natura e tanta, tanta adrenalina pura!

Tra il Giappone e l'Italia c'è una sottile linea di collegamento che ha unito e unisce queste due culture da sempre, sep...
27/02/2025

Tra il Giappone e l'Italia c'è una sottile linea di collegamento che ha unito e unisce queste due culture da sempre, seppur così distanti.

La pizza in Giappone o il sushi in Italia ad esempio, la moda italiana e le auto giapponesi, l'architettura italiana e la tecnologia giapponese. Noi a loro, loro a noi.

Uno scambio di economia e anime, in virtù degli anni '80 in cui Italia e Giappone si contendevano le prime posizioni tra le potenti economie.

Questo fil rouge fa sembrare familiare ciò che non lo è affatto.

Per gli italiani le porte di legno e carta, zoccoli di legno, pavimento in tatami e le ciotole di riso in Italia non ci sono e non si sono mai visti; eppure sembrano, appunto, così vicini così familiari.
Immagini piantate nel cervello di bambino.

La generazione dei millennials è cresciuta con i cartoni animati. La cultura nipponica ha condizionato, è stata parte integrante dell' infanzia.

Per noi millennials, cioè nati intorno agli anni ottanta, era il monte che vedevamo nei cartoni animati di Holly e Benji, Doraimon, Kiss Me Licia e soprattutto, nella pancia del vulcano, era nascosta la base di Mazinga Zeta.

Anche l'olimpo di Pollon ne aveva le sembianze. Più un vulcano che monte. Probabilmente anche nei genitori dei millennials si risvegliano le canzoni e le musiche delle sigle. Bei tempi.

L'attaccamento, la sacralità dei giapponesi al Fujijama si evince quindi anche dalle varie rappresentazioni: dall' arte ai manga.

Vedere da vicino il Monte Fuji o Fujijama (in realtà un vulcano) da vicino è la sintesi di tutto ciò, ed è tanto romantico.

Lo si vede da Tokyo se il cielo è terso.

Son stato fortunato: cielo limpido, azzurro con qualche nuvoletta che rende meglio la profondità.

Gli ultimi due giorni sono dedicati a Tokyo, capitale moderna del Giappone moderno.
La conoscevo già ma è sempre un piacere ritornarci. Capitale da vivere più che da visitare. Quartieri manga, tecnologia, fumetti, cibo da strada e chi più ne ha più ne metta.

Del popolo giapponese ci si può solo innamorare, vero? Domando a chi ha la giappodipendenza. La cucina, la cultura, la r...
25/02/2025

Del popolo giapponese ci si può solo innamorare, vero? Domando a chi ha la giappodipendenza. La cucina, la cultura, la religione. Il garbo lo contraddistingue.

Un paese in cui ti senti sicuro.

Il Giappone, che ho conosciuto questa volta, è un Giappone diverso, rurale, poco tecnologico e poco aperto per la scarsa presenza dello straniero e dell' occidentale in particolar modo. Ma è tutto un po' cristallizzato nel passato. Fatato.

Il Kyushu è fatto perlopiù di paesaggi e paesi rurali. Vulcani, templi sperduti, ristoranti con solo ideogrammi quindi difficile comunicazione. Ma è proprio questo il fascino di chi vuole abbracciare un Giappone autentico.

Fatto il Giappone bisogna fare i giapponesi. In effetti è andata proprio così, come in Italia. Unendo il popolo cominciando dall' idioma. Storia feudale in cui comandano sh**un e i loro militari, i samurai. I confini e dialetti erano diversi e ben definiti.

Poi il Giappone unito sotto il controllo dell' imperatore di diretta discendenza divina.
La religione è una fusione di shintoismo e buddismo.
Lo shintoismo ha templi semplici, senza immagini perché le loro divinità camu non hanno volto. C'è il sacerdote, il bonzo, che di fatto è un professionista religioso. Vivono di offerte e non pagano tasse. Non è un tramite con l'aldilà, non intercede. È uno che ne saprebbe di più di altri in quella tematica.

Del popolo giapponese ci si può solo innamorare. Perché dopo la seconda guerra mondiale è un paese che non vuole la guerra, promuove la pace.

Hanno i loro difetti sicuramente ma mediamente la nostra arroganza non gli appartiene, è rara e questa cosa dà di strano. Quasi fastidiosa. Non hanno gli atteggiamenti da bovari maleducati come alcuni nostri conterranei. Non so come spiegarlo ma è proprio così!

Potrei scrivere ancora tanto e pubblicare tanti post ma preferisco fermarmi qui, un po' per non esagerare, un po' per difendere il mio lavoro.

L'essenza. Pochi ma utili.

Non mi resta che ringraziare con "l'arigato gozaimasu" come sempre per l'ospitalità e rinnovare l'arrivederci.

-shi

24/02/2025

Il Giappone è famoso anche per la cultura centenaria degli onsen ovvero i bagni termali.

È un'esperienza che ho già fatto una sola volta durante il soggiorno della mia prima volta nel "Sol Levante", in hotel.

Questa volta l'esperienza completa, a Beppu, città termale circondata dai vulcani del Kyushu.

I bagni termali per i giapponesi sono un must, un momento fondamentale della vita del giapponese. La cura del corpo, la skin care è maniacale oltre ogni immaginazione occidentale. Non è solo un bagno in acqua calda ma è un recupero fisico, mentale.

La procedura è rigorosa. Si entra con lo yukata, il tipico vestito, ci si spoglia totalmente. Uomini con uomini, donne con donne.

Consegnano un asciugamano piccolo per i bagni termali e uno grande per l'asciugatura finale. Completamente nudi si procede nel lavaggio del corpo seduti su di uno sgabello con soffione e kit pulizia.

I giapponesi insaponano ogni centimetro quadrato del corpo che lavano meticolosamente per 15 minuti (a fronte dei miei 3 minuti) facendoti sentire poco pulito.

Detto ciò, inizia la fase termale. Vasche a più altezze e temperatura differenti. Nel Kyushu, l'acqua arriva direttamente dal vulcano che rilascia il suo tipico odore di zolfo. Una volta abituato il corpo, si procede verso le vasche esterne per ottimizzare i benefici dovuti allo sbalzo termico. La terapia del caldo - freddo.

Onsen al tredicesimo piano con vista sulla baia. Splendido.

Inoltre è possibile fare il tuffo nell' acqua ghiacciata e dopo sauna.

Inizia la fase tre, la skin care, il trattamento della pelle con varie creme: per la faccia una schiumetta, per il corpo al latte, per l'intimo liquida, per i capelli (non saprei).

L'ultima fase è la bevanda: acqua, te caldo macha.

Tutto estremamente pulito.

Personalmente la prima volta ero, sono sincero, nella mia mentalità occidentale, un po' a disagio. Ognuno di loro è discreto, silenzioso, rispettoso. Per loro è tutto naturale, i bambini vengono abituati all' onsen da piccolissimi.

Io provo quando viaggio in estremo oriente amo "rubare" i loro segreti, la loro grazia. Provo ad imitare la loro gestualità, la loro eleganza.

Ricalco ancora una volta il concetto: chi non è stato da queste parti, non può comprendere l'essenza fino in fondo.

P.S. Ovviamente non è possibile fotografare nulla ma sono riuscito per un attimo a fare un video del piccolo onsen di Kagoshima.

Un paesaggio di campi elisi e inferno di zolfo. Il Giappone è terra di vulcani, oltre 100, di cui  il più alto è l'iconi...
23/02/2025

Un paesaggio di campi elisi e inferno di zolfo.

Il Giappone è terra di vulcani, oltre 100, di cui il più alto è l'iconico e visitatissimo Fuji (quello fra le nuvole dei manga giapponesi), erroneamente definito "monte Fuji" vicino Tokyo.

L'isola di Kyushu che, al contrario, ha poco turismo occidentale, nei dintorni della città di Asosan, ha la più grande caldera vulcanica. Una formazione enorme al cui interno sono sorti villaggi che certificano, ancora una volta, il sol levante unico.
Il popolo nipponico, da sempre convive con i vulcani in un rapporto di rispetto, timore e divinazione.

È un altro volto, affascinante, naturalistico, meno conosciuto del Giappone.

La terra trema, spaventa ma non scoraggia. Protocolli da seguire e organizzazione. Nelle scuole si insegna ai più piccoli come gestire l'emergenza, il panico. In fila giapponese.
I terremoti fanno parte della quotidianità dei giapponesi e io voglio conoscere questo aspetto del Giappone per apprezzarne l'essenza.

Immagino me in questa performance.

I bambini insegnano agli adulti, agli anziani meno scolarizzati. Si costruisce con acciaio che trema , "balla" ma non crolla.

Il giapponese convive con i terremoti e forse solo loro possono. Per il loro zelo e la loro formidabile efficienza.
Chi non è stato in Giappone, non ha gli elementi per comprendere fino in fondo.

All' interno della caldera micro vulcani in attività. Fumo di zolfo e vegetazione che si arrampica sulle pareti della caldera.

Mi accingo a visitare il cratere fumante, seguendo le indicazioni e il timing rigido che gli omini impongono.

Lungo il percorso volontari appiccano il fuoco per far sì che la natura possa rigenerarsi e dar da mangiare a cavalli e mucche lasciate pascolare in libertà.
Il celebre wagiu che da noi è ormai una moda cioè il manzo.

Ed è proprio da questo rapporto filiale col vulcano che in Giappone nasce la cultura dell' onsen di cui parleremo.

La scelta dei miei viaggi non è mai casuale. La scelta è dettata da un filo logico storico e temporale. Talvolta  astral...
20/02/2025

La scelta dei miei viaggi non è mai casuale. La scelta è dettata da un filo logico storico e temporale. Talvolta astrale.

In passato ho scelto Auschwitz, esperienza forte, necessaria per comprendere.

In passato ho scelto il Giappone e, in quel tour, feci tappa a Hiroshima, prima città ad essere colpita spropositatamente con armi di distruzione di massa.

In passato ho scelto Honolulu, isole Hawaii. Per la vita hawaiana, certo, ma anche e soprattutto per Pearl Harbor. In quel luogo ci fu l'attacco kamikaze in quello che fu e viene ricordato dagli statunitensi "the day of infamy" da parte dell'aviazione militare giapponese.
Un attacco senza dichiarazione di guerra che, di fatto, determinò l'ingresso degli USA nella seconda guerra mondiale.

Oggi ho scelto nuovamente il Giappone. Si chiude un cerchio: la visita di Chiran e Nagasaki.

Nel museo della pace di Chiran si ricordano gli oltre mille giovanissimi "kamikaze" che dettero la vita per schiantarsi sulle navi americane.
Vittime anche loro di f***e propaganda.

Nagasaki è il secondo teatro dell'orrore atomico. Fu un errore. La città da colpire era Kokura ma le condizioni meteo fecero cambiare obiettivo all'ultimo istante.

La bomba, come per Hiroshima, deflagrò a 500 metri d'altezza. Ciò che determinò la distruzione fu lo spostamento d'aria e le successive radiazioni.

Hiroshima era stata già colpita 3 giorni prima dall' atomica all'uranio, il Giappone era già piegato dall' utilizzo di un'arma non convenzionale.

Ma gli americani, come sempre, devono mostrare la loro forza. Sempre, a qualsiasi costo. La seconda doveva essere comunque lanciata per sperimentare la potenza, invece, del plutonio. Solo 6 kg di plutonio per una potenza superiore di 13 volte all'uranio.

Oltre 140.000 decessi, ad oggi quasi 200.000 considerando le scorie radioattive.

Nagasaki era città portuale, porta d'accesso di mercanti olandesi e gesuiti che hanno dato vita all'evangelizzazione del Kyushu durante il medioevo. Chiese cristiane tra Temple shintoisti e buddisti.

Oggi Nagasaki è una città che ha saputo rialzarsi. Guarda avanti ricordando al tragico passato.

Per chi fosse curioso e chi non l'avesse ancora visto, consiglio il film Oppenheimer.

La destinazione è ancora una volta l'estremo oriente ma questa è l'occasione per visitare il Kyushu. L'isola più a sud d...
18/02/2025

La destinazione è ancora una volta l'estremo oriente ma questa è l'occasione per visitare il Kyushu.

L'isola più a sud delle quattro principali del Giappone (Onshu-Okkaido-Shikoku-Kyushu).
È un territorio di profonda tradizione, dove un po' il tempo si è fermato.

A differenza dell' Honshu, l'isola dove sono Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Osaka, in Kyushu c'è un turismo embrionale: pochi occidentali. Qui è possibile trovare gente semplice che vive a ritmo lento.

Immaginate un americano che scopre la Basilicata ma la Basilicata del Giappone. Un' isola di una nazione che, per la loro storia e per la posizione, si è aperta al mondo tardi.

Per capirci, i giapponesi, che da un lato hanno il Pacifico, consideravano i rivali cinesi pericolosi perché troppo "occidentali".

A primo impatto, i loro atteggiamenti ancor più ovattati, gli sguardi sfuggenti. L'inglese è raro e parlato male. Educazione e precisione.

Il Kyushu è un viaggio esperienziale, ti propone un modello diverso dalla frenesia di Tokyo e dall Kyoto che si stanno pian piano occidentalizzando, di fatto perdendo la loro tipicità, il loro dna.

Il Kyushu terra di vulcani. La città che dà il nome alla prefettura è Kagoshima affacciata sulla baia che guarda al vulcano più attivo del Giappone: Sakurajima. C'è sempre un po' di cenere. A volte trema la terra.

Ho cenato (ricciola) divinamente con quindici euro!

Piccoli ristoranti di ramen, di shabu shabu, sushi, sashimi. Ai tavoli, tutti giapponesi. Uno sguardo ai loro piatti. Una composizione di tante piccole pietanze, un'opera d'arte di qualità e bontà.

Mi godo il panorama e mi rilasso un po' dopo questo lungo viaggio perché sento che sarà bellissimo e ci sarà tanto da scoprire in questa terra di...

Se cerchi la vita comoda, Cuba non è per te!Se ti piace il lusso, vai a Dubai. A quel punto, però, non puoi mancare l'ap...
04/10/2024

Se cerchi la vita comoda, Cuba non è per te!

Se ti piace il lusso, vai a Dubai.

A quel punto, però, non puoi mancare l'appuntamento nel ristorante del Burij Khalifa, la vela dell'emirato di Dubai. Un simbolo, un monumento. Interno dorato, barocco emiratino. È ciò che rappresenta la Torre Eiffel per il parigino o il Big Ben per il londinese.

Spesso accade però che la ricchezza sia di altri. Sentirsi è diverso dall'essere ricco sfondato!
Si gode a vedere la ricchezza di altri? Mah!
I gusti comunque non si discutono.

A dirla tutta, se ci fate caso, Porto Cervo, i veri ricchi non la frequentano. Guardano dagli yacht chi li guarda. Al più è presente solo qualche vip a tempo determinato.

Ho imparato un detto di queste parti : "il cubano inventa".

In questo sistema chiuso tutto ciò che per noi è scontato, qui non lo è.
Tutto è un po' giallo pallido, il bianco quasi non esiste, a parte le spiagge.
La candeggina non esiste, non arriva, e allora ci si reinventa con il cloro che disinfetta allo stesso modo ma non toglie la macchia. Addirittura macchia se il dosaggio è sbagliato. Si sa! Quindi, tu ospite per buon gusto non chiami la reception per farti cambiare le lenzuola. Caso contrario ti valutano come demente o lo sei

"L'omino bianco che più bianco non si può", non c steeee ooooooohhhhh!

Ho umiliato una insopportabile patrizia romana (da prendere a schiaffi) per le sue lamentele fuori luogo. "Ma a Santo DominCo..." e allora vai a Santo Domingo, taci e informati meglio sulle destinazioni anche perché, oltre a non aver capito nulla, internet è accessibile anche al più inetto.

Il buffet di un classico hotel a Varadero (zona mare) è sempre molto basic quindi non rompere il c***o! Se vuoi mangiare, mangia quello che si sforzano a preparare altrimenti fai un po' di dieta. Si cucina con quello che si ha. Se la farina non c'è, la pizza stasera non te la mangi. Sopravvivi a modo tuo anche tu. In alternativa prendi l'aereo, torna a casa nel tuo quadrato e non tornare più. E fai un piacere a te e al mondo intero.

Avrebbe fatto recensione negativa di Cuba e terrorizzato, spero abbia capito. Anche il ferro più duro si piega se lavorato.

Scusate i toni un po' aggressivi ma alcuni concetti rendono meglio così.

Se da noi si rompe l'auto, si va dal meccanico, si ordina il lavoro, arriva il pezzo, mediamente 3 giorni, problema risolto. Qui è diverso, le splendide auto d'epoca tipo Cadillac, che colorano le strade e incantano solo a guardarle, vengono riparate alla meglio perché i ricambi non arrivano se non col contrabbando e a fatica. In ogni caso il cubano si ingegna per trovare la soluzione per necessità. Le auto che fanno da taxi sono "particular", cioè privati, o sono dello stato cui i cubani pagano un affitto.

La corrente è a fasi alterne come l'acqua. Se c'è, oggi ti lavi con responsabilità.

La moneta è il pesos cubano, tutti preferiscono euro o dollari in banconote (no moneta) in modo da avere più consistenza nel mercato nero. Con i messicani, per esempio. Esiste anche una cambio non ufficiale e addirittura il baratto: tre T-shirt per un paio di scarpe.

Davvero ci sono tante cose da apprezzare: lo sforzo con cui vivono e soprattutto la dignità con cui lo fanno.

Hanno un ottimo rapporto con gli italiani perché, a prescindere dalle motivazioni per cui vengano, mi dicono, essere informati e generosi. Portano di tutto e soprattutto ciò che per loro è di vitale importanza: i medicinali. Il medico cubano non ha esitato a ve**re in soccorso durante il COVID-19. L'unico a rischiare.

Pensate a questo: in molti stati dell'Africa, a fatica, arriva tutto. Ricordate il discorso fatto sull'oceano e l'embargo, qui è tutto più difficile. Loro chiedono le cose semplici tipo il paracetamolo, che da queste parti non arriva perché è stato deciso così.

Trump ha rinforzato l'embargo, l'inutile successore l'ha mantenuto.

E allora si ingegnano, inventano anche per curarsi perché "il cubano inventa"

Questo è l'unico e non ne metterò altri sulle magnifiche spiagge dei cayo di Cuba, isolotti a largo de la Isla grande. È...
01/10/2024

Questo è l'unico e non ne metterò altri sulle magnifiche spiagge dei cayo di Cuba, isolotti a largo de la Isla grande.

È sufficiente dire Mar dei Caraibi

Nei miei due post successivi non parlerò del ron de cuba, dell'havana club, nulla sulla salsa e sul buena vista social club.

Non parlerò di Che Guevara, tantomeno di Fidel. Nulla sulla revolucion.

Non parlerò di mojito, daiquiri o cuba libre.

Non parlerò di pirati che assalivano le navi cariche di merci ai tempi degli scontri tra la corona sp****la e quella britannica oppure i corsari che, prezzolati, aiutavano l'una a discapito dell'altra.

Non parlerò di Hemingway che qui visse da cubano, fra i pescatori e scrisse "il vecchio e il mare". La lotta infinita di un pescatore e il suo sogno, la bellezza di inseguire un sogno a prescindere da eventi e risultati.

Non parlerò della Cuba di Lucky Luciano, dei padrini italiani, che da Cuba controllavano le rotte commerciali della droga verso Stati Uniti ed Europa.

Non parlerò del ruolo di Cuba ai tempi della guerra fredda. Armata dall'URSS, era spina nel fianco degli USA. In casa praticamente.
Da contraltare l'Italia piena zeppa di basi militari Nato/Usa

Per tutto ciò, per il fascino di questa terra, di questo popolo c'è il mondo da leggere.
Per capirla davvero (... prima di ve**re).

Parlerò della Cuba odierna e inizierò con un perché: perché l'ho scelta.

Perché l'ho scelta!

Un sogno sospeso tra cielo e terra!Ho immaginato un paesaggio, un canyon scolpito dal vento e dall'acqua, trovo un luogo...
31/08/2024

Un sogno sospeso tra cielo e terra!

Ho immaginato un paesaggio, un canyon scolpito dal vento e dall'acqua, trovo un luogo dove le formazioni rocciose hanno assunto forme surreali, creando un labirinto naturale di valli, camini delle fate e città sotterranee.

Tutto questo mi dà il benvenuto in Cappadocia, angolo di Turchia che sembra uscito da una fiaba.

Sveglio all'alba per un'esperienza unica. Il sole sorge e il cielo si tinge di rosa e arancio.

Salgo a bordo di una mongolfiera colorata, pronto a vivere un'avventura indimenticabile.

Dalle altezze, un panorama mozzafiato si dispiega sotto i miei occhi: valli incantevoli, città rupestri scavate nella roccia e i famosi camini delle fate che sembrano punteggiare il paesaggio come funghi giganti.

Ammiro il sorgere del sole sospeso in cielo, senza ali. Delicatamente.

Sospeso in cielo tra il sole, la luna e la terra per 57 minuti di volo, oltre un kilometro e mezzo dalla terra.

La Cappadocia e le sue fate incantano,

La mongolfiera lascia, invece, senza fiato!

Indirizzo

Via Volga
Bari

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 13:00
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