11/03/2025
The Other Side of Dublin
Tirando le somme:
Dublino puzza. Ma puzza forte. L'odore di piastra per la carne e di bistecca sbruciacchiata permea ogni metro della città che abbiamo percorso in tre giorni, con una piccola tregua la mattina. Malgrado ciò, è una bella città, una capitale europea che mantiene la sua identità accostando a palazzoni super moderni edifici più vecchi, coi tipici comignoli a tre canne che fanno tanto Oliver Twist. Ad ogni modo, a mio parere non regge minimamente il confronto con il selvaggio landscape che abbiamo attraversato nei 10 giorni precedenti, dove colline color sabbia si alternano a prati verdi come la speranza, dove il mare (o l'oceano) si infrange rumoreggiando contro scogliere fiere e orgogliose, e dove spiagge infinite punteggiate di alghe si susseguono a perdita d'occhio e castelli diroccati appaiono dal nulla come animali al pascolo.
Prima di partire, abbiamo sentito qualunque consiglio o critica sulla nostra scelta riguardo l'Irlanda.
- è marzo, vi beccherete 10 giorni di pioggia. Falso, abbiamo avuto un po' d'acqua a Galway, e qualche goccia a Inis Mor. Il resto, tiepido sole luminoso o, al massimo, cielo coperto. Indubbiamente una botta di fortuna notevole, ma il cielo in Irlanda fa il cavolo che vuole.
- in camper?? Siete matti, è tutto chiuso/le strade sono infattibili. Falso, l'unica strada in cui ci siamo girati per tornare indietro per non rischiare è stata dopo Ross Strand. Anche qui fortuna, probabilmente in alta stagione ci sono molti più camper e le strette strade nel countryside diventano più difficili. Campeggi spesso chiusi, ma le aree di sosta per camper sono abbastanza diffuse da non aver avuto problemi.
- non ci sono verdure!! Meh, nei supermercati ci sono e costano un po' più che in Italia, ma siamo riusciti a nutrircene.
Sulla dieta, abbiamo accusato parecchio Dublino, dal momento che senza camper abbiamo dovuto mangiare fuori per tutti i pasti e... carne, b***o e frittura dopo tre giorni ci hanno provato.