14/04/2026
E oggi la vostra Selvaggia è in prima pagina sul Messaggero ♥️
♥️ ROCCO ♥️
I miracoli esistono davvero, e Rocco ne è la dimostrazione!
Sono passati 6 mesi da quella terribile giornata in cui Rocco cadde accidentalmente dal terzo piano di un palazzo a Roma.
Mi trovai coinvolta in prima linea in quella tragedia cercando di fare il più possibile per tenere in vita quel corpicino dilaniato dall'impatto con il suolo.
Sono passati 6 mesi.... E Rocco è di nuovo tra le mie braccia, ma questa volta mi sorride, mi parla, mi abbraccia, scherza, giochiamo insieme e mi ringrazia!
Non scorderò mai la prima volta che ci siamo incontrati in ospedale; lui era su una sedia a rotelle portata dal papà, io da lontano avevo già il cuore che batteva all'impazzata ed il mio corpo tremava.
Quando finalmente eravamo vicini mi ha guardato e con una voce flebile ha esclamato:"GRAZIE PER AVERMI SALVATO LA VITA".
Ecco, questo è uno di quei momenti che non potrò mai scordare nella vita, una emozione troppo grande che porterò sempre nel mio cuore.
Sono letteralmente crollata in lacrime, volevo essere forte ma non ce l'ho fatta. L'ho abbracciato, e mentre tenevo quel corpicino tra le mie braccia ripetevo:"Rocco sei vivo, Rocco sei qui, Rocco tu sei vivo e sei tra le mie braccia, Rocco tu sei un miracolo".
E oggi ti tengo ancora tra le mie braccia, ma questa volta finalmente ridiamo insieme ♥️.
Hai ancora bisogno di un po' di sostegno ma ogni giorno diventi sempre più forte, fai progressi significativi e tutto sta tornando alla normalità; con tanto lavoro ed impegno ti stai riprendendo la tua vita!!
Una vita che ti ha messo duramente alla prova, ma alla quale ti sei saldamente ancorato per non essere sconfitto, perché la tua voglia di vivere e la tua forza hanno dimostrato a tutti che sei un SUPEREROE!
Oggi ti guardo e sono ancora incredula...
Ti guardo e immagino un futuro meraviglioso per te, questa esperienza ti sta facendo crescere più in fretta acquisendo una maggiore sensibilità, responsabilità e consapevolezza delle tue debolezze e ma soprattutto della tua forza!
Ti guardo caro Rocco e sento che saremo legati per sempre, e se tu vorrai sarò sempre presente nella tua vita ♥️
Ottobre 2025
I 10 MINUTI PIÙ LUNGHI DELLA MIA VITA
Adesso che i giornalisti hanno finito di scrivere, lo faccio io.
Sono Laura, il mio nome negli ultimi giorni è apparso in molto giornali!
Adesso vi racconto cosa è successo in quei 10 minuti, i 10 minuti più lunghi della mia vita!
Martedì 21 ottobre, un giorno che non dimenticherò mai, purtroppo!
Stavo lavorando nel poliambulatorio dove svolgo la professione di infermiera, sulla via Tiburtina, a Roma.
Il segretario che quella mattina era in turno al desk accoglienza apre improvvisamente la mia porta esclamando: "c'è qui in ragazzo che dice che un bambino è caduto dal terzo piano, serve aiuto".
Ho esclamato: "come dal terzo piano, cosa significa!!!
Speravo di aver capito male!
Rivolgo lo sguardo verso quell'uomo, e nel suo sguardo ho visto il TERRORE;"corri, il bambino sta morendo". Parlava un italiano perfetto, ma era streniero, quindi speravo di aver capito male qualcosa!
Ancor prima di uscire dalla medicheria ho cominciato a tremare, per un millesimo di secondo mi è preso il panico, ma non avevo tempo da perdere; ho afferrato la cassetta del pronto soccorso e mi sono messa in tasca tutti i guanti che entravano.
Ho corso per 50/60 metri, il ragazzo greco accanto a me mi faceva strada e mi ha portato sul luogo della tragedia: mentre mi avvicinavo ho cominciato a vedere il corpicino di un bambino a terra che era in mezzo alla strada (in via De Ritis) e che giaceva in una pozza enorme di sangue. QUESTO È STATO UNO DEI MOMENTI PIÙ TERRIFICANTI DELLA MIA VITA!
La scena è stata agghiacciante: accanto a quel corpicino indifeso c'era la mamma del bambino che era a terra, e che urlava talmente tanto che le sue grida hanno richiamato e attirato l'attenzione di tutti i passanti che in quel momento si trovavamo sulla via Tiburtina ed in via dei Ritis. Le sue grida non le dimenticherò mai, è stata la cosa che ancora oggi, a distanza di 8 giorni, mi turbano!
"SALVATE MIO FIGLIO, SALVATE MIO FIGLIO, NON LO FATE MORIRE VI PREGO" continuava a ripetere ininterrottamente, senza sosta, a squarciagola.
Il suo istinto la portava a toccare suo figlio, anche lei resasi conto della gravità della situazione voleva fare qualcosa, ma purtroppo non poteva far nulla, avrebbe solo peggiorato le cose e quindi le ho detto di non toccarlo. Nessuna madre merita di vedere una scena del genere, la persona che ama di più al mondo in fin di vita, ridotto in quello stato terribile e così vicino alla morte da impazzire per il dolore!
Appena sono arrivata davanti a quel corpicino, tremavo, per un attimo ho pensato: "e adesso cosa faccio", ma poi ho capito che non era quello il momento della disperazione, ma il momento della speranza, il momento in cui potevo e dovevo fare qualcosa!
Rocco era a terra con il corpo rivolto sul fianco destro, e la testa invece verso l'alto, respirava a fatica, era accanto alla pozza di sangue che era più grande di lui. Evidenti le sue fratture agli arti inferiori, soprattutto alla gamba e piede sinistro, ma la cosa ancora più evidente erano le fratture al volto a al cranio.
MA ROCCO ERA ANCORA VIVO!!! ERA QUELLO IL MIRACOLO!!
Era incosciente ma Il suo cuore batteva, un battito forte e accelerato, la sua pressione sanguigna buona. Ho tirato su la sua maglia (forse era il pigiamino) per auscultare i polmoni, ma il polmone destro era collassato, non si espandeva più!
Gli ho aperto gli occhi e le sue pupille erano midriatiche (dilatazione delle pupille, indice di danno cerebrale).
Lui si muoveva, aveva degli spasmi involontari, e ciò indicava la comparsa di problemi neurologici per il forte trauma subito.
Non avevo tempo da perdere, per tentare di salvargli la vita dovevo subito prendere un accesso venoso, prima dello shock (lo stato di shock causa una riduzione del volume del sangue circolante e una vasocostrizione periferica, che rende le vene meno visibili e palpabili), dopo sarebbe stato quasi impossibile farlo.
Messo l'accesso venoso, gli ho attaccato una flebo; considerato il sangue che aveva perso integrare dei liquidi era importante!
Successivamente cercavo di tenere la testa ed il collo più possibile fermi (aveva gli spasmi) per evitare ulteriori danni o di peggiorare una situazione che già era drammatica.
E poi.. L'attesa dell'ambulanza!!
Sono stata 10 minuti a terra accanto a Rocco, i 10 MINUTI PIÙ LUNGHI E STRAZIANTI DELLA MIA VITA; il tempo sembrava essersi fermato!
Rocco respirava male, speravo che quel cuoricino continuasse a ba***re, avevo paura si potesse fermare ed ho avuto il tempo di chiedermi: "in caso di arresto cardiaco come faccio a rianimare un corpicino già così distrutto? In caso di pneumotorace iperteso come faccio ad inserire un grande ago nella cavità pleurica per salvargli la vita?" ERO TERRORIZZATA!
AVEVO PAURA, TANTA PAURA! Non c'era nessuno accanto a me con cui potessi confrontarmi o che mi potesse aiutare; era mia la responsabilità di ogni scelta. Ed era quella la cosa che mi metteva più paura.
NON POTEVO SBAGLIARE, NON POTEVO ESITARE, qualsiasi cosa fosse successa avrei dovuta gestirla con professionalità e con le conoscenza ed esperienza che avevo!
Ma credetemi, trovarsi tra le mani un bimbo così malridotto, è qualcosa di TERRIFICANTE, qualcosa di INIMMAGINABILE!
Quando ho sentito la sirena dell'ambulanza avvicinarsi sempre di più ho tirato un sospiro di sollievo: "Dio mio, per fortuna sono arrivati".
Ho aiutato il collega infermiere a trasportare Rocco dentro l'ambulanza e li abbiamo finito di monitorarlo e stabilizzarlo in attesa del medico.
Rocco è stato intubato e poi la veloce corsa al Bambin Gesù...
Ecco cosa è successo in quei lunghi ed estenuanti 10 minuti!
Sono stata definita dalle testate giornalistiche una EROINA..., ma non lo sono assolutamente perché IO HO AVUTO PAURA! Paura di crollare, paura di non farcela, paura di non fare tutto quello che avrei dovuto e potuto!
E ce l'ho ancora adesso..., in ogni istante vedo davanti a me quel visetto insanguinato e sento le urla agghiaccianti di quella povera disperata mamma.
Oggi, ad otto giorni da quella tragedia, Rocco è VIVO, sta lottando ancora per la sua vita, ma è VIVO, e questo è un MIRACOLO!