Preferisco chiedere indicazioni agli anziani che impostare un navigatore, se non posso lavare le mutande le giro e se le ho già girate non le metto del tutto.
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CHI È YURI MONACO
Artista, musicista, fotografo, scrittore e ballerino. Nulla di tutto ciò.
Yuri è nato in un paesino del Cantone Ticino, in Svizzera, e non ha mai lasciato trasparire particolari doti sportive, anzi al contrario oserei dire. Sin da bambino è stato abituato a viaggiare “on the road”, ricorda in particolar modo il viaggio intrapreso con la famiglia in camper da casa fino al Marocco e ritorno. La sua vita da viaggiatore è stata da quel viaggio piuttosto piatta, fino al giorno in cui decise di partire da solo per tre mesi negli Stati Uniti a studiare l’inglese. Questo viaggio accese la proverbiale miccia che lo portò alla riscoperta della libertà di prendere ed andare verso l’ignoto, di essere affascinati dal nostro bellissimo pianeta e curioso verso la gente che lo popola. Penso che l’avvicinamento al mondo della bicicletta sia stata la normale conseguenza del suo modo di vivere il viaggio: lento, responsabile, sostenibile, ma soprattutto, libero.
Nel 2015 saltò in sella alla sua bicicletta ed in due giorni arrivò in Valle Bregaglia con una sua amica. l trofei di quell’impresa titanica furono un dolore lancinante a gambe e sedere per giorni ed un’ustione dal sole. Ma soprattutto una soddisfazione tale che gli fece capire chiaramente che non si sarebbe fermato lì. L’anno dopo, nel 2016, percorrerà il periplo dell’Islanda in condizioni climatiche spesso proibitive pedalando per oltre 1800 chilometri. Lo stesso anno, decide di andare a trovare sua madre in Spagna, inforca la bicicletta e pedala da casa fino ad Alicante, nel sud della Spagna. Dopo 1950km giunge a destinazione per abbracciare sua madre. Nel 2017 approfitta di un buco di dieci giorni dal lavoro ed in una settimana arriva a Praga partendo dalla sua casa in Valcolla. Giunta l’estate decide di unire l’utile al dilettevole: promuove una raccolta fondi tramite amici, colleghi ed internet da destinare all’acquisto di beni di prima necessità in un campo profughi di Salonicco. Il ricavato lo porterà di persona, attraversando per oltre 2000 chilomtri tutti i Balcani fino a giungere in Grecia e lavorando come volontario al campo. Al termine di ogni viaggio ha sempre provato quell’ormai irrefrenabile desidero di tornare a solcare le strade del mondo alla scoperta dell’ignoto.
Il futuro vede Yuri partire da casa per raggiungere il sud dell’Iran, pedalando in solitaria ed autosufficienza per oltre 8000 chilometri.