Lento è bello - Cronache semiserie di viaggi in bicicletta

Lento è bello - Cronache semiserie di viaggi in bicicletta Preferisco chiedere indicazioni agli anziani che impostare un navigatore, se non posso lavare le mutande le giro e se le ho già girate non le metto del tutto.

Vado in bicicletta ma non mi depilo, preferisco la birra al Gatorade, la tenda all'albergo e i noodles cinesi cucinati sul fornello a benzina alle prelibatezze della cucina molecolare. Viaggio da solo ma ritengo gli incontri la linfa di ogni viaggio, amo il silenzio ma pendo dalle labbra di chi ha una storia da raccontare.

12/12/2025
Sapevo che i sei mesi di vagabondaggio in Sudamerica non avrebbero placato la mia sete di avventura, bensì che l'avrebbe...
15/01/2024

Sapevo che i sei mesi di vagabondaggio in Sudamerica non avrebbero placato la mia sete di avventura, bensì che l'avrebbero solo fomentata. Ed ecco che ha preso forma il mio prossimo progetto, un anello di 2000 chilometri attraverso la catena montuosa del Tian-Shan in Kirghizistan.
Non so cosa aspettarmi da questo viaggio e questo è proprio ciò che più mi elettrizza; tornare a vivere in balia degli eventi e della natura selvaggia in sella al mio fedelissimo cancello a due ruote, riempiendomi gli occhi e il cuore di quelle emozioni capaci di farmi scoppiare a piangere e urlare a squarciagola al mondo quanto sia bella la vita se veramente vissuta.

Questa sera alle 20:40 su RSI LA1 andrà in onda il secondo episodio della mia traversata del Sudamerica. Vedetevelo!Radi...
02/07/2023

Questa sera alle 20:40 su RSI LA1 andrà in onda il secondo episodio della mia traversata del Sudamerica. Vedetevelo!

Radiotelevisione svizzera (RSI)

Ci siamo!Per chi se la fosse persa qui è possibile rivedere il primo dei cinque episodi che ho girato durante la mia tra...
26/06/2023

Ci siamo!
Per chi se la fosse persa qui è possibile rivedere il primo dei cinque episodi che ho girato durante la mia traversata andina!
In onda ogni domenica alle 20:40 su Radiotelevisione svizzera (RSI)!

La 12ma Stagione di "Sottosopra", composta da 7 puntate inedite, propone un’accattivante raccolta di documentari, ritratti di personaggi fuori dalla norma e storie originali sospese tra il coraggio dell’azione e la conoscenza della natura. La montagna è sinonimo di cultura e "Sottosopra" anche ...

Da mo***re il sellino della bici in Sudamerica a mo***re il documentario in Ticino è un attimo!
04/11/2022

Da mo***re il sellino della bici in Sudamerica a mo***re il documentario in Ticino è un attimo!

Impressioni della mitica Ruta 40 nel nord argentino ♥️
10/10/2022

Impressioni della mitica Ruta 40 nel nord argentino ♥️

Casa è ovunque tu voglia che sia ♥️
01/10/2022

Casa è ovunque tu voglia che sia ♥️

Sto rientrando, torno a casa.Mezzo anno è trascorso dal primo colpo di pedale che ha dato il via a questa avventura pazz...
01/10/2022

Sto rientrando, torno a casa.

Mezzo anno è trascorso dal primo colpo di pedale che ha dato il via a questa avventura pazzesca in Sudamerica.

Tre mesi in Perù 🇵🇪
Due mesi in Bolivia 🇧🇴
Qualche giorno in Brasile 🇧🇷
Un mese in Argentina 🇦🇷

Durante questi sei mesi ho vissuto una quantità incredibile di esperienze che porterò nel cuore per tutta la vita ed ora - “accampato” sul pavimento dell’aeroporto di Buenos Aires per le prossime dodici ore - ripercorro con il pensiero e lo sguardo fisso sul soffitto questi mesi magici.

Ho conosciuto persone meravigliose che mi hanno aperto la porta della loro casa e del loro cuore.
Ho dormito sotto i cieli stellati delle Ande, dell’Amazzonia, dell’altipiano e di deserti a oltre 4000 metri ipnotizzato dalla via lattea e dalle stelle cadenti.
Ho aspettato cinque giorni una barca in Amazzonia senza la certezza che sarebbe mai arrivata.
Sono stato accolto in una comunità nativa nell’Amazzonia peruviana.
Ho sofferto il freddo nelle Ande ed il caldo e le zanzare in Amazzonia.
Ho pianto e riso contemporaneamente di fronte ai paesaggi più incredibili che i miei occhi abbiamo mai veduto.
Ho lavorato nei campi di fave e cucinato porcellini d’India.
Ho imparato bene lo spagnolo, le sue declinazioni regionali e le differenti pronuncie.
Mi sono sentito a casa nonostante non ne avessi una e comodo pur avendo pochissime comodità.
Ho mangiato più riso e pollo in questi sei mesi che non in trentadue anni di vita. Lo stesso vale per le intossicazioni alimentari.
Ho vissuto così forte e così intensamente che in sei mesi non ricordo una giornata assomigliare a un’altra.

Potrei continuare a scrivere a getto e ininterrottamente per ore - probabilmente fino all’ora del decollo del mio aereo - ma non è mia intenzione annoiarVi né consumarmi i polpastrelli.
D’altro canto tengo a ringraziarVi per aver dedicato parte del Vostro tempo a leggere i miei racconti e aneddoti che ho avuto il piacere di condividere.

Mi auguro un giorno di avere il piacere di condividere una birra, nel frattempo però ne approfitto per mandare un forte abbraccio virtuale a tutti.

A presto nelle ticinesi lande.

PS.: Durante l’ultimo mese non ho pubblicato nulla ma mi impegnerò a rimediare quanto prima 🙂

Baci 💋

Dopo 6 giorni sono uscito dal deserto ed è stata un’esperienza f***e, incredibile!Giorno 1:Lascio il villaggio di Villa ...
05/09/2022

Dopo 6 giorni sono uscito dal deserto ed è stata un’esperienza f***e, incredibile!

Giorno 1:
Lascio il villaggio di Villa Mar e mi rendo immediatamente conto che il pezzetto di strada percorso finora era solo un tiepido inizio. Il vento soffia gelido ed impetuoso e la lunga salita di pietre che mi porterà ad oltre 4700 metri è una tortura. Più e più volte mi maledico l’idea di aver voluto a tutti i costi scegliere l’opzione più difficile attraverso il deserto. Giunto in cima al passo una jeep si ferma e un signore mi allunga 50 bolivianos “para que te ayuden”. Non mi era mai successo che qualcuno mi regalasse dei soldi da un’auto!
Esausto, arrivo presso una campo di minatori e chiedo di alloggiarmi. Mi offrono un letto, una zuppa calda e crollo come un bambino.

Giorno 2:
Quattro del mattino, salto su un camion dei minatori e passo da clandestino il controllo turistico del parco, facendomi risparmiare il prezzo dell’entrata. Mi propongono di andare con loro per evitare di passare per il lato nord della Laguna Colorada in quanto impraticabile. Arriviamo in un’altra miniera a oltre 5000 metri, scarico la bici e inizio la discesa verso la Laguna Colorada. Fa freddissimo e durante la discesa rompo la cerniera della giacca e la borsa posteriore si stacca trovandomela a rotoloni per la strada.
Giunto in pianura e costeggiando la laguna, la strada è pura sabbia e sono costretto a spingere la bici per oltre tre ore con il vento contrario. Nonostante tutto ciò, la vista della Laguna e dei suoi incredibili colori mi fanno dimenticare tutto quanto. Dinnanzi a questa meraviglia ogni parola o oggettivo sono sprecati.

Giorno 3:
È ora di risalire a 5000 metri da dove sono sceso il giorno prima, quindi stessa strada a ritroso. Inizio subito a spingere nella sabbia e il vento, giustamente, oggi soffia nella direzione opposta a ieri, ossia ancora contro il mio muso. Percorsi un paio di chilometri in quasi altrettante ore decido di fermare la prima auto che passa. Un’ora dopo eccola, mi metto d’arroganza in mezzo alla strada, carichiamo la bici sul tetto e mi faccio scarrozzare fino in cima. Vabbè soffrire, ma c’è un limite a tutto!
Il giorno stesso arrivo presso la laguna Chalviri, in cui c’è una bellissima pozza di acqua termale a 36 gradi. Resto a mollo tutta la sera a godere del cielo stellato e della via lattea al calduccio, il tutto arricchito da un po’ di erba che si o si va terminata prima della frontiera cilena. E quale momento migliore!

Giorno 4:
Ultimi chilometri del deserto, resto lusingato dagli innumerevoli fuoristrada che si fermano a chiedermi se ho bisogno di qualcosa; la risposta è sempre una: acqua! Sto bevendo tantissimo, sono totalmente disidratato dalle ore trascorse a mollo nell’acqua calda e l’altitudine, la sabbia e il forte vento fanno il resto. I paesaggi brulli e lunari non smettono di togliermi il fiato. La vista della Laguna Verde e della Laguna Bianca mi dicono che ormai sono quasi arrivato al rifugio in cui passerò la notte.
Mi trovo a sei chilometri dal confine cileno e questa sarà la mia ultima notte in terra boliviana.

Giorno 5:
Sveglia presto, oggi è dura. Devo attraversare il confine cileno, pedalare oltre 130 chilometri in mezzo al nulla e giungere al confine argentino. Dopo la burocrazia cilena, un miraggio: asfalto! Erano settimane che pedalavo su sabbia, pietre, fango e sale e l’asfalto è una vera e propria benedizione. Il vento soffia fortissimo ma oggi miracolosamente mi spinge, facendomi raggiungere velocità siderali. Ho toccato i 70 km/h senza pedalare! Arrivo in Argentina e decidono di farmi annusare la bici da un cane antidroga. Per fortuna che ho prevenuto il peggio nella pozza termale in Bolivia.

Benvenuta Argentina! 🇦🇷

Giorno 6:
Mi sveglio e trovo ambedue le gomme a terra. Riparo tre volte ma si sgonfiano sempre. Alla fine la quarta riparazione è quella buona.
Comunque sia, giornata che inizia male prosegue peggio. Compero due biscotti, finalmente parto e dopo dieci minuti mi rendo conto di avere dimenticato il portafogli nel negozio. Torno indietro, sparito. Non ho più un soldo, non posso ritirare, l’unico cibo in mio possesso sono i quattro biscotti che ho appena comperato e il prossimo posto utile è a tre giorni di viaggio. Decido di fare autostop; ahimè non ho altra scelta. Passa un camion, ci leghiamo su la bici ad minchiam de canis e sei ore dopo sono avanti di tre giorni. Ora mi trovo a Purmamarca, a 2900 metri e domani scenderò fino a San Salvador de Jujuy, dove il freddo, il gelo e il fiato corto saranno solo un ricordo.

Un grande ringraziamento Karpos, Stile Alpino, BikeLab62, New Rock Sport, SCARPA e TCS Sezione Ticino per il prezioso supporto!

Baci 💋

Villaggio di Villa Mar, Bolivia 🇧🇴 4038 mslm
29/08/2022

Villaggio di Villa Mar, Bolivia 🇧🇴
4038 mslm

Trascorsa una settimana di vacanza alla Casa del Ciclista di Uyuni in compagnia di altri quattro viaggiatori, è il momen...
29/08/2022

Trascorsa una settimana di vacanza alla Casa del Ciclista di Uyuni in compagnia di altri quattro viaggiatori, è il momento di ripartire alla volta della strada delle lagune, una pista sabbiosa di oltre duecento chilometri che mi condurrà alla frontiera con il Cile e il deserto di Atacama. Inizio subito in salita, percorrendo una strada tutta sabbia e “calaminas”, ossia le famigeratissime e interminabili sequenze di cunette che mi fanno sobbalzare come una pallina da ping-pong sulla sella. A più riprese la sabbia è così profonda da costringermi a spingere la bici e dentro di me spero che durante i prossimi giorni le condizioni della strada migliorino, ma ho la sensazione che la mia speranza sia piuttosto vana. D’altronde Perù e Bolivia mi hanno insegnato che più una strada è scassata, remota e impraticabile più i paesaggi che la circondano sono meravigliosi. Raggiunti i 4000 metri la fatica e il fiato corto iniziano a farsi sentire e sebbene non me la senta di addossare tutta la colpa alla settimana trascorsa a bere birra, fumando un po’ di erbetta e mangiando lama a tradimento, penso che forse ho esagerato un pochino ed ora debbo riprendere il ritmo.
Poco a poco il sole va congedandosi dietro le f***e e minacciose nubi che Eolo si diverte a muovere in cielo e il paesaggio si colora di luci e di contrasti incredibili. Nel primo pomeriggio giungo al villaggio di Villa Mar, trovo riparo in una piccola pensioncina in cui sono l’unico avventore e trascorro il pomeriggio passeggiando distrattamente tra le vie polverose del paese e cercando una spiegazione a come possa un villaggio sperduto in un altipiano desertico a oltre 4000 metri chiamarsi “Villa Mar”.
Spero solo di non perderci il sonno.

Un grande ringraziamento a SCARPA Karpos Stile Alpino BikeLab62 New Rock Sport TCS Sezione Ticino!

Baci 💋

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CHI È YURI MONACO

Artista, musicista, fotografo, scrittore e ballerino. Nulla di tutto ciò.

Yuri è nato in un paesino del Cantone Ticino, in Svizzera, e non ha mai lasciato trasparire particolari doti sportive, anzi al contrario oserei dire. Sin da bambino è stato abituato a viaggiare “on the road”, ricorda in particolar modo il viaggio intrapreso con la famiglia in camper da casa fino al Marocco e ritorno. La sua vita da viaggiatore è stata da quel viaggio piuttosto piatta, fino al giorno in cui decise di partire da solo per tre mesi negli Stati Uniti a studiare l’inglese. Questo viaggio accese la proverbiale miccia che lo portò alla riscoperta della libertà di prendere ed andare verso l’ignoto, di essere affascinati dal nostro bellissimo pianeta e curioso verso la gente che lo popola. Penso che l’avvicinamento al mondo della bicicletta sia stata la normale conseguenza del suo modo di vivere il viaggio: lento, responsabile, sostenibile, ma soprattutto, libero.

Nel 2015 saltò in sella alla sua bicicletta ed in due giorni arrivò in Valle Bregaglia con una sua amica. l trofei di quell’impresa titanica furono un dolore lancinante a gambe e sedere per giorni ed un’ustione dal sole. Ma soprattutto una soddisfazione tale che gli fece capire chiaramente che non si sarebbe fermato lì. L’anno dopo, nel 2016, percorrerà il periplo dell’Islanda in condizioni climatiche spesso proibitive pedalando per oltre 1800 chilometri. Lo stesso anno, decide di andare a trovare sua madre in Spagna, inforca la bicicletta e pedala da casa fino ad Alicante, nel sud della Spagna. Dopo 1950km giunge a destinazione per abbracciare sua madre. Nel 2017 approfitta di un buco di dieci giorni dal lavoro ed in una settimana arriva a Praga partendo dalla sua casa in Valcolla. Giunta l’estate decide di unire l’utile al dilettevole: promuove una raccolta fondi tramite amici, colleghi ed internet da destinare all’acquisto di beni di prima necessità in un campo profughi di Salonicco. Il ricavato lo porterà di persona, attraversando per oltre 2000 chilomtri tutti i Balcani fino a giungere in Grecia e lavorando come volontario al campo. Al termine di ogni viaggio ha sempre provato quell’ormai irrefrenabile desidero di tornare a solcare le strade del mondo alla scoperta dell’ignoto.

Il futuro vede Yuri partire da casa per raggiungere il sud dell’Iran, pedalando in solitaria ed autosufficienza per oltre 8000 chilometri.